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ANNO 126 d.C.

QUI il riassunto del   PERIODO DI ADRIANO - dal 117 al 138 d.C. 


L'ANNO 126
* IL VALLO DI ADRIANO

 Termina interamente quest'anno in Britannia, la costruzione della grande linea fortificata in muratura lapidea di cui abbiamo accennato lo scorso anno.

Non era una vera e propria linea che separava totalmente e nettamente l'impero da altra gente. Era soprattutto una linea di appoggio delle forze militari d'occupazione, era come un cuneo che si difendeva a tergo dai Briganti e davanti con un sistema scorrevole e volante nel vallo, contro le tribù celtiche settentrionali sempre irrequiete.

Non si poteva considerarlo un sistema di difesa insuperabile contro un attacco generale. Le forze distribuite su tutta la sua lunghezza erano circa 150 uomini per ognuno dei presidi, quindi sui 117 chilometri vi erano dislocati circa 17.000 uomini. Dietro le linee fortificate si crearono 17 grandi accampamenti, e fu qui, presso questi campi che sorsero villaggi e cosmopoli militari. Altrettanto davanti alle linee, dove trovarono spazio un campionario di varia umanità, osti, prostitute, affaristi che si scambiavano reciprocamente merci romane e celtiche.

Quando in seguito Roma, dopo che per anni, nel disimpegno, aveva abbandonate e dimenticato queste decine di migliaia di guardiani di confine, volle ritornare a voler mettere ordine su alcune rivolte (ne era scoppiata una nel 161, un'altra durò dal 166 al 175, e un'altra ancora dal 177 al 180) la sollevazione  delle legioni britanne sembra che abbiano proclamato imperatore il governatore Stazio Prisco. Questo significherebbe che tra esse, ormai da tempo stanziate in un luogo che non non riceveva mai visite imperiali, isolate all'estremo settentrione in una comunità militare appoggiata alle colonie cosmopolite locale dei Valli, si era già sviluppato quello spirito municipalista, regionale, che si manifesterà ben presto in modo evidente.

Il tentativo cadde subito: Stazio Prisco rifiutò l'onore e tornò sul continente. Venne sostituito da Calpurnio Agricola, che si trovò subito di fronte a una serie di sollevazione interna dovuta probabilmente alla debolezza dell'impero rivelata dal contegno delle legioni. La situazione si fece presto grave, tanto grave. La repressione apparve subito difficile. Ma Marco Aurelio nello stesso periodo si era trovato contro un tremendo attacco generale sul Danubio. 
Le rivolte britanne dovute ai Briganti e ad altre tribù fra i due valli, furono contenute una prima volta da Calpurnio e i suoi successori, riuscendo ad evitare che l'incendio delle sommosse si estendesse in tutta l'isola. Nel 175 Marco Aurelio quando riuscì a fare una pace su Danubio, potè inviare rinforzi: 5500 uomini di cavalleria. Ma la quiete non durò molto, e mentre Marco Aurelio moriva (180), le tribù nordiche si gettarono subito di nuovo sul Vallo d'Antonino, lo spianarono e fecero a pezzi una legione assieme al comandante.
Ci si recò l'energico Ulpio Marcello (già governatore della Britannia sotto Marco Aurelio) ricacciò i Caledoni a nord, ricostruì il Vallo, ma subito dopo lo stesso Ulpio (lo sappiamo  da fonte inglese e non romana) "ritirò" (gli inglesi dicono "respinto" perchè tallonato) le forze dalla Scozia.

E' certo che nel 185 (Marco Aurelio era morto nel 180, ma l'assetto del regno marcoaureliano britannico era rimasto quello, intatto, anche se c'era Commodo) venne abbandonata ogni velleità di dominio. L'impero ripiegò sulla linea adrianea, che divenne (come leggeremo in seguito) d'allora in poi il vero confine della Britannia romana per qualche tempo. A Roma non fu proprio per nulla gradito il comportamento di Ulpio e fu richiamato. Ma lui e una delegazione accusarono di alto tradimento l'obbipotente prefetto del pretorio Perenne. Commodo lasciò massacrare Perenne e mandò in Britannia Pertinace. Ma appena arrivato sull'isola scoppiò un ammunitinamento, tanto serio che Pertinace rimase sul campo quasi morto. Scampato, cambiò tattica, cercò di pacificare i ribelli, promettendo che se ne sarebbe ritornato a Roma. In effetti ritornò a Roma. Commodò invio un tipico militare che comandava  col terrore - Clodio Albino. Ma in Britannia anche lui fece poco. Ne riparleremo in seguito, a suo tempo.

Ma anticipiamo subito che anche lui -Albino- si ritrovò in mezzo a una specie di repubblica militare isolata,  ai limiti estremi del mondo romano, che aveva non solo simpatizzato con i Celti, con i Briganti e i Caledoni, ma avevano formato addirittura famiglie, si erano sposati, messo su attività e con i veterani in pensione da anni, costruito non più capanne ma edifici in muratura, disboscato appezzamenti per lavorare i campi. Insomma alcuni romani delle legioni stavano con due piedi in una scarpa. Roma, o meglio i tre che credevano di poter dominare con la repressione-  come abbiamo appena letto abbandonarono ogni velleità di dominio. Né poté nulla Settimio Severo e Caracalla in seguito. Morto il primo, il secondo  avuta la scomoda eredità, si ritirò   anche lui nel 211, e se ne tornò a Roma).
Così orda su orda i Celti scesero come una marea a riconquistarsi i territori e a distruggere quel sistema fortificato prima da Adriano e poi da Antonino, senza tanta resistenza, in mezzo a soldati sedentari, diventati contadini e affaristi. Del resto per anni e anni erano rimasti demotivati o addirittura dimenticati (ed erano perfino disgustati) dall'imperatore di turno.

In certi punti, allo sbocco delle grandi piste "stradali"   che portavano al vallo sorsero nei dintorni delle vere e proprie città, che oggi sono Newcastle, Carlysle, Corbridge(Corstopitum), Chester (Cilurnum), Carrawburgh (Brocolitia), e molte altre che continuamente vennero poi ingrandite e popolate. Non di meno questa situazione e questo spirito mercantile non era assente nella bassa Britannia, come sul Tamigi a Londra, che per nulla fortificata e con poco più di qualche migliaia di soldati per una difesa piuttosto precaria e quasi simbolica, fu invasa da gente di ogni razza che pensava solo a una cosa, fare affari con tutti, celti, germani, norvegesi, galli e romani. In pochi anni la capitale britannica era diventata una metropoli cosmopolita, con un porto in continuo ampliamento, tante erano le navi che incrociavano nelle sue acque. Dalle notizie che si hanno Londra contava già quest'anno circa 300.000 abitanti e i romani erano poco più di 7.000.

Ma vedremo più avanti gli sviluppi di questa colonizzazione continua e il destino dei romani su quest'isola. Con loro e senza di loro per quasi mille anni tutti tentarono inutilmente di cambiare lo scenario politico senza riuscirci.

(le note sopra sono un riepilogo della Storia dell'Inghilterra (3 volumi) di Mario M. Rossi; e Storia del Mondo Antico, vol, 9, della Cambridge University.

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