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PERIODI
STORICI E TEMATICI |
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ANNO 124 d.C.
QUI il riassunto del
PERIODO DI ADRIANO - dal
117 al 138 d.C.
L'ANNO 124
* ADRIANO IN GRECIA
ADRIANO, si trovava in Spagna quando gli giunsero brutte notizie dall'Asia Minore: in Mauritania alcune rivolte stavano sconvolgendo la provincia. L'imperatore arrivò in Marocco, percorse tutta la costa africana, attraversando così la Libia e la Cirenaica, passò poi per le isole e l'Asia Minore, raggiunse con l'esercito la zona in rivolta e ristabilì la calma cementando le alleanze che aveva pazientemente costruito quando nel 118 aveva lasciato il regno dei Parti. Si spinse poi fino all'Eufrate, ritornò verso l'Asia Minore settentrionale attraversando i Balcani fino alla Pannonia e alla Dalmazia per giungere infine in Grecia.
ADRIANO IN GRECIA - Riportato l'ordine in tutta l'Asia Minore, Adriano si concesse un anno di vacanze che utilizzò visitando tutte le più importanti isole storiche della Grecia e i luoghi della terraferma. Salvo un breve rientro a Roma, rimase in Grecia per un totale di circa 4 anni, dove non solo compì dei pellegrinaggi nei luoghi storici ma contribuì anche a riportarli all'antico splendore. Non si limitò solo a questo, ma ne fece costruire di nuovi, trasformando in 4 anni Atene in una delle più belle città del mondo. Gli Ateniesi furono così grati di questo suo amore per la loro terra che per la prima volta si trovarono tutti d'accordo e lo elessero Arconte honoris causa. Adriano gratificò Atene dei suoi favori come nessun'altra città. L'onorificenza non gli era stata concessa a caso. Grazie ad Adriano le divinità, il culto, la mitologia, l'arte e la cultura greca ebbero un vero Rinascimento. Il suo sogno di essere considerato un Greco era divenuto realtà e ripagò l'affetto con opere straordinarie che abbellirono la città e stupirono gli stessi ateniesi.
Terminò il Tempio di Zeus Olimpo, costruì la grande Biblioteca, inaugurò un intero quartiere, divenne insomma per Atene il vero Zeus Olimpo, signore dell'Olympeion che lui stesso ultimò. Fu iniziato ai misteri di Eleusi, al culto eroico, per poi diventare Zeus Panellenico.Fu anche avvicinato dal teologo cristiano Quadrato, padre apologista greco, che gli espose la teologia cristiana (è la più antica difesa del cristianesimo di cui si conservi traccia) e che tentò di confutare, con argomentazioni tipiche del pensiero filosofico greco, le accuse che al Cristianesimo venivano rivolte dal mondo romano. Adriano aveva un atteggiamento tollerante verso tutte le religioni, aveva visitato i più importanti santuari degli dei in Asia e quelli egiziani di Serapide, prestava ascolto a maghi e astrologi, aveva costruito il Pantheon (tempio di tutti gli dei del cosmo), ma rimase sordo alle suppliche cristiane.
Forse si mostrò intollerante perché la nuova religione nasceva dal pensiero ebraico ed entrambe predicavano un'effettiva limitazione al potere imperiale, mettevano in cattiva luce i potenti, auspicavano il castigo divino, incitavano alla diserzione e non ubbidivano ad alcune leggi emanate da Adriano. L'imperatore, considerandosi ormai divino, non aveva dubbi sul fatto che anche le sue leggi fossero di origine divina in quanto derivanti proprio dalla sua persona. E vedremo come reagirà nel 134 nei confronti della comunità Ebrea, che considerò una razza fanatica e che sterminò, con una strage in Siria e Palestina che fece 580.000 morti, distrusse 985 villaggi e in cui fame e peste procurarono un numero enorme di vittime. E' possibile che in quegli anni Adriano si stesse già avvicinando alla follia.
(Grazie a Manuela Caniato)Limitiamoci per il momento nel narrare solo gli anni migliori, mentre quelli della decadenza fisca e mentale del "divino" Adriano verranno dopo. E saranno tristi.......