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CRONOLOGIA

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ANNO 108 d.C.

Qui il riassunto del PERIODO DA NERVA fino  A TRAIANO ( dal 97 al 117 d.C.)


L'ANNO 108
*** LA NASCITA DELL'ARABIA

I romani finita la campagna vittoriosa contro i NABATEI (Sinai) e nella Siria meridionale proseguendo nel progetto romano, creano su questo territorio la nuova provincia dell'Impero chiamandola ARABIA. (un nome antichissimo, dato dagli Egizi a questo popolo semita "vagabondi delle sabbie" o Ara-Bar). Di primaria importanza fu la grande arteria che correrà attraverso la provincia e che fece costruire successivamente il governatore della Siria Claudio Severo tra il 111 e il 114.

Partendo dal golfo di Akaba nel sud, la importante via di comunicazione passava attraverso Petra, Filadefia e Bostra e proseguiva fino a Damasco e ai centri della Siria, con scopi ben precisi sia commerciali che strategici (impedire lungo il suo percorso gli assalti dei beduini) e che segnò una tappa fondamentale nel progresso per un certo periodo delle relazioni romane con l'India e l'Oriente.

Infatti gli Indiani vedendo stazionare una flotta romana nel mare arabo, pensarono bene di mandare una ambasceria a Traiano, forse progettando  trattative commerciali dirette via mare, senza la mediazione dei Nabatei, che non solo monopolizzavano gli scambi via terra con l'Occidente ma non vi compravano nulla.

Era questo un territorio ancora sconosciuto ai romani nonostante alcune visite infauste di Augusto che voleva entrare in possesso dei mitici tesori che -si raccontava allora- esserci in zona da tempi immemorabili come quelli della Regina di Saba. In parte era anche vero visto che fin dal III sec. a.C. costoro battevano una moneta aurea che fu presa a modello dagli Ateniesi - Non di meno c'era una civiltà progredita, opere idrauliche straordinarie, palazzi meravigliosi, i cui resti sono ancora oggi conservati e che dimostrano un benessere decisamente superiore ai popoli vicini.

Augusto voleva togliere il monopolio a questa gente da sempre dedita ai commerci con l'oriente via mare e con l'occidente via deserto tramite quel popolo di beduini nomadi, primordiale cellula del popolo Arabo prima, Musulmano poi. Ma ottenne pochi risultati, anzi due disfatte con l'esercito di Gallo nel 25 a.C. e accantonò le idee di conquista dell'Oriente Indo-Arabo.
Ma non era servita invano quella spedizione, Gallo aveva scoperto a sue spese il territorio, e il geografo che lo aveva affiancato, Isidoro, in decine di volumi lasciò descrizioni che vennero in seguito molto utili. Arriviamo dunque a questo periodo d'oro delle relazioni diplomatiche che erano seguite alla sconfitta senza tanti traumi degli Anabatei, e della conseguente creazione della provincia detta appunto ARABA. Plinio ci racconta le grandi potenzialità che potevano derivare per Roma da questa conquista sul piano commerciale e strategico.

Gli arabi del deserto erano dei buoni guerrieri e pertanto con la creazione della provincia vennero chiamati a formare dei reggimenti che dovevano essere impiegati nella futura guerra contro i Parthi, che stavano creando seri problemi ai romani e dove loro malgrado furono coinvolti. L'Armenia era stata sempre una spina nel fianco per i romani, e questa spina, questo conflitto allo stato latente coinvolse i romani nel territorio dell'Eufrate.

Come al solito da ormai qualche secolo in questa zona si verificavano -fra i piccoli re dei numerosi regni- alterne vicende d'usurpazioni con esiti positivi per uno o per l'altro che duravano qualche anno per poi ricominciare subito dopo. Alcuni, quelli confinanti con l'impero romano erano stati assoggettati, resi vassalli non più dei re dei re ma dei romani, che non si limitavano a metterli sotto il loro protettorato ma volevano tributi, uomini per l'esercito, schiavi per Roma, le merci e molto spesso anche i tesori dei monarchi.

Le pretese romane di queste sovranità furono naturalmente considerate dagli Arsacidi come una intromissione abusiva nel loro dominio e una continua minaccia alla sicurezza del loro impero.

L'Armenia, uno stato povero che non aveva nulla da offrire a Roma, era stato per la sua posizione geografica quello sempre più esposto all'aggressione romana che vi era intervenuta più di una volta per cambiare i sovrani quando lotte interne dinastiche provocavano disordini e guerre civili. Ne approfittava Roma per mettere sempre sul trono un re che dimostrava di essere l'uomo per realizzare le mire espansionistiche dei romani verso l'Oriente.

Se questo era facile con quei re che i romani sceglievano, non era facile con la popolazione residente. L'Armenia negli usi, nei costumi, nel genere di vita, nella organizzazione politica e militare, nella religione, negli abiti, e inoltre anche per vincoli matrimoniali, presentavano strettissime affinità con i Parthi. Ed era questa influenza che dava molte difficoltà ai romani. Non bastava sostituire un re. La pace era sempre incompatibile fra i due imperi.

In questa situazione nel corso dell'anno maturano all'interno del governo armeno una delle tante divergenze dinastiche. Lo leggeremo nel prossimo anno......

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