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CRONOLOGIA

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ANNO 84 d.C.

Qui il riassunto PERIODO DEI FLAVI (Vespasiano, Tito, Domiziano) 69-96 d.C.


*** AGRICOLA IN BRITANNIA
*** BRITANNIA- UN'OCCASIONE PERDUTA
*** LA SCOPERTA DELL'IRLANDA

Quest'anno l'imperatore DOMIZIANO e alla sua X elezione come console, affiancato da OPPIO SABINO 

LA CONQUISTA DELLA BRITANNIA - Avevamo lasciato AGRICOLA nel 76 impegnato nella sua prima conquista verso il Galles, poi nei successivi anni lo abbiamo ritrovato in un modo o nell'altro sempre attivo, a debellare rivolte, a fortificare determinate zone per altri nuovi attacchi in profondità, a organizzare con meticolosità le successive campagne, quindi a esplorare il terreno e i dintorni, anche lontani, dove nessun romano si era mai spinto fino allora; vi erano terre sconosciute da ogni geografo antico e moderno. 

Lo ritroviamo Agricola a scoprire la Caledonia (Scozia) poi  nella scoperta della Irlanda e forse si intuì che c'era ancora qualcosa d'altro oltre, come l'Islanda. Nell'anno successivo al 76 infatti lo troviamo impegnato nell'Inghilterra settentrionale; qui con la forza e la persuasione e con una precisa strategia nell'attacco, lo troviamo a sottomettere una parte di quella confederazione di tribù detta dei Briganti.
L'anno seguente nel 77 (la sua terza campagna) iniziò l'invasione delle Scozia e forse occupò per per la prima volta la famosa linea Stanegate, poi si spinse ancora più a nord, dove creò una serie di castelli attraverso lo stretto istmo fra la Clota e la Bodotria (il Clyde e il Forth di oggi).

 L'anno successivo nel 78 (quarta campagna) superò anche questa linea per spingersi ancora più a nord. Una regione questa selvaggia, deserta e di difficile accesso, sempre (e lo fu anche dopo) trascurata dai romani pur essendo questa una fonte di pericolo perché non era del tutto spopolata (era sede dei selvaggi Attacotti, sospetti di cannibalismo), ed inoltre accoglieva le popolazioni fuggite dalla vicina Irlanda, dove c'erano come in ogni altro luogo, lotte locali intestine.

Nella sua quinta campagna nel 79 Agricola volle spingersi a curiosare in quella regione che con le sue limes aveva l'anno prima isolata. Fece un attacco concentrico via terra e via mare sconfiggendo tribù fino allora sconosciute ai romani, guidando le sue truppe lungo la costa britannica prospiciente l'Irlanda. E proprio scoprendo quest'Isola ancora ignota ai romani, gli venne incontro una grande occasione che si lasciò sfuggire.

Un Principe irlandese con gravi problemi interni sull'isola, si era rifugiato proprio da lui in uno dei suoi fortini, e lo invitava a intervenire per riconquistare il potere usurpato, assicurando che le tribù dell'intera isola -piuttosto primitive- sarebbero state tutte sconfitte con la massima facilità con le sue efficienti truppe. Agricola abbandonò questo estemporaneo progetto (dopo se ne ebbe a pentire molto) e iniziò la sua sesta campagna nel 80-81 oltre il Firth of Forth dove affrontò i Caledoni, che per nulla intimoriti dagli scontri avvenuti negli anni precedenti, prepararono una trappola ai romani.
Uscendo dalla foresta si buttarono sui fianchi dell'esercito di Agricola creando scompiglio ma subito ritirandosi nella selva. Agricola non li inseguì, e qui dice Tacito, se lo avessi fatto l'Inghilterra sarebbe stata conquistata quel giorno, interamente e per sempre".

Invece Agricola si decise a questo passo  l'anno dopo, nel 82-83 con la sua settima campagna, quando i Caledoni per nulla demoralizzati dallo scontro dell'anno precedente, erano riusciti nel corso dell'anno, appianando i dissensi interni, a riunire le varie tribù con cui erano in perenne e atavico conflitto, e cosa nuova per quella gente, sotto il comando di un solo capo, CALGAGUS. Costoro  comparvero all'improvviso e si attestarono sul monte Graupius, quasi sfidando i romani che stavano di fronte.

Entrambi i due condottieri parlarono alle truppe che si dovevano scontrare e nel discorso che Calgacus tenne ai suoi ne conosciamo il contenuto tramite le memorie che poi Tacito raccolse dalla viva voce di Agricola che era fra l'altro suo suocero. Un discorso pieno di orgoglio di quel popolo che si riteneva aggredito e che nutriva profondo disprezzo per gli invasori.

Purtroppo non avevano nè esperienza militare, nè conoscevano quella dei romani. Spesero il loro valore in un'unica disastrosa battaglia. Eppure erano numerosi, avevano la conoscenza del terreno che era per i romani molto difficile, fatto di boscaglia o acquitrini, e solo con la tecnica della guerriglia sarebbero riusciti a mettere in difficoltà i romani di Agricola che invece erano proprio degli esperti di battaglie in campi aperti; non certo alla guerriglia. E fu proprio per questo errore dei barbari se poi i romani riuscirono a vincerli, e a mettere in fuga quelli scampati alla carneficina.... di questa battaglia, ma non di questa guerra, che naturalmente non finiva lì.

Agricola voleva continuare l'azione decisiva con un'altra campagna all'interno in questo 84, mandò i suoi rapporti a Roma, spiegando questa necessità come decisiva per il futuro della Britannia. Cioè la sua intera conquista. Gli bastava un piccolo contingente, ma il risultato sarebbe stato clamoroso.

Ma nella capitale c'era Domiziano che reduce dalla sua fittizia ma eroica campagna in Germania (che continuava pomposamente a festeggiare) forse  geloso di un successo troppo grande per un semplice suddito che stava diventando troppo popolare e potente  lo richiamò in Italia. Se poi conquistava come affermava lui anche nuove terre dove sarebbe arrivata la sua popolarità. Scoprire nuove terre era il massimo orgoglio dei romani nel loro immaginario collettivo, quindi quell'uomo era pericoloso, avrebbe offuscato il suo recente successo.

Agricola a 44 anni, nel pieno vigore delle sue forze, dall'intelligenza acuta,  l'unico a conoscere molto bene il territorio, fu costretto al rientro, e non ricevendo altri incarichi si dovette ritirare a vita privata: seguitando a ripetere per tutta la sua vita che sarebbe bastato l'impiego di una sola guarnigione per conquistare definitivamente per sempre tutta l'Irlanda e la Britannia. Ed aveva ragione, e l'errore di Domiziano di coprire le sue conquiste con l'indifferenza, costarono poi in seguito molto care ai romani, fino a dover rinunciare per sempre all'isola.

Di questa ultima e delle altre precedenti sei campagne condotte da Agricola non se ne farà mai accenno. Ci pensò solo Tacito, per una ragione molto semplice, Agricola era suo suocero, e per anni gli visse accanto; ebbe quindi il modo e il tempo per raccontargli sette anni di vita passati a curiosare in lungo e in largo la Britannia.

Tacito lasciò così un grande contributo per la conoscenza ai posteri di questi territori. L'unico per conoscere la Britannia di quel tempo e unico documento che ci offre una antropologica visione delle popolazioni che ci vivevano: del tutto sconosciute al mondo di allora e che poi furono travolte dall'arrivo di altri gruppi etnici. 

Le accenneremo il prossimo anno queste memorie di Agricola.

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