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CRONOLOGIA

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ANNO 59 d.C.

QUI l'intero  riassunto: del PERIODO DI NERONE dal 54 al 68 d. C.



*** LA MORTE DI AGRIPPINA
*** VIAGGIO DI PAOLO A ROMA

NERONE sospettando -e ne ha validi motivi- che sua madre stia tramando qualche congiura,  per esautorarlo, magari ucciderlo per prendersi nuovamente il potere, precedendola, la invitò a Baia nel mese di Marzo per celebrare la grande festa del Quinquatrie. Terminati i festeggiamenti, a mezzanotte, mani anonime fecero in modo che l'imbarcazione che doveva ricondurla ad Anzio naufragasse. Agrippina si salvò a nuoto e raggiunse una delle sue ville a Lucrino. Pur convinta dell'infame gesto del figlio volle far finta di nulla, inviò un messaggero a Baia per dire al figlio che si era salvata fortunosamente.

Ma sia Nerone, Seneca e Burro capirono che la sua era una messa in scena, doveva aver capito benissimo cos'era accaduto e quali era le intenzioni; ma ora per loro era impossibile tornare indietro; accusarono così il messaggero di essere un mandante vendicatore, inviarono un commando con Aniceto e i suoi marinai nella villa dove si era rifugiata Agrippina e la uccisero. Fu facile per loro mettere in giro la voce che la madre voleva uccidere il figlio e che fallito il piano si era poi suicidata. Tanto che il giorno dopo, alla festa del Quinquatrie, si celebrò con entusiasmo lo scampato pericolo di Nerone; non meno caloroso il suo rientro a Roma dove ricette un omaggio trionfale. Agrippina a Roma non era amata da nessuno né dai poveri né dai ricchi, quindi le feste più che indirizzate a Nerone (omicida o no) furono di tripudio per essersi finalmente liberati dall'incubo di quella malvagia e ambiziosa donna.

Finalmente Nerone muoveva i suoi primi passi in completa autonomia. Poi con tutto il suo ardore giovanile si dedicò al compito di riformare l'educazione dei giovani romani. Fu assorbito dai preparativi dei giochi che abbiamo accennato in precedenza e per fare anche lui una bella figura con una sua partecipazione per mesi e mesi si dedicò alle sue arti preferite, la musica, la poesia, il canto, l'oratoria.

Consiglieri, funzionari e generali intanto si occupavano delle varie attività sia nella capitale che nelle province; all'esterno fra guerre civili e sommosse i generali avevano il loro bel da fare per controllare la situazione. Dalla scomparsa di Claudio più nessuno si era interessato alle province. Alcuni governatorati erano stati completamente abbandonati a se stessi.
Ne parleremo piu' avanti quando faremo una panoramica generale nella globale situazione.

A Roma Nerone vuole godersi il suo primo anno di libertà. Inizia anche a portare a palazzo Poppea che ora, scomparsa la terribile madre, può concentrare la sua attenzione sulla moglie del suo amato, Ottavia. Per essere assecondata nei suoi piani diabolici, inizia una alleanza con lo zelante funzionario dell'ordine Tigellino. Costui con il pretesto della lesa maestà (pur non contando ancora nulla, ma presto otterrà la prefettura a spese di Burro) fece nuovamente cominciare i processi per distribuire condanne a tutti gli avversari che ostacolavano le mire della bella Poppea.

Tigellino, un siciliano di umili origini con un passato burrascoso, aveva capito il senso di libertà che voleva avere ora Nerone.  Dopo la morte della madre, Nerone iniziò pure a non sopportare i consigli sia di Seneca che di Burro, capo del pretorio. Tigellino capita la situazione, spalleggia Nerone e in poco tempo diventa più influente dei due, si muove con abilità riscuotendo sempre di più la fiducia dall'imperatore. In poco tempo presto lo vedremo dominare il Palazzo.

BRITANNIA IN RIVOLTA - Intanto nelle province senza una guida politica centrale, lasciata all'iniziativa dei vari governatori, le ribellioni non si contano più. La debolezza di Roma consente a molti territori assoggettati di riprendere alcune iniziative o, fra queste re e principi locali, nemici, fedeli o ambigui ai romani, cercano di unirsi contro gli stessi romani.
Quella di maggior importanza in questo anno 59, è la ribellione della Britannia meridionale. Il pretesto dei disordini, per quelli fedeli a Roma, sono i gravami fiscali, per gli altri non ancora sottomessi, come i Druidi, i motivi scatenanti sono le persecuzioni e la politica di conquista rivolta dai romani contro il loro territorio, il Galles.

I ribelli Iceni, guidati dalla regina Budicca (o Boradicea) uniti ai Trinovanti,  danno alle fiamme le città e le colonie romane di Verulamio e Camalodunum. Ne segue una strage, ma la ribellione viene sanguinosamente repressa da Svetonio Paolino, il governatore romano della provincia britannica. La stessa regina Budicca di fronte alla sconfitta si suicida.

Ma la migliore soluzione non è quella della repressione; il pericolo delle varie tribù locali che vanno costituendosi contro i romani persisterà per anni, creando non pochi problemi agli invasori, che leggeremo più avanti.........


VIAGGIO DI PAOLO A ROMA - E' di quest'anno il viaggio a Roma dell'apostolo Paolo. Dopo i disordini di Cesarea, viene arrestato e messo in carcere. Essendo cittadino romano lui si appella al giudizio imperiale e viene trasferito nella capitale. Durante il viaggio nei pressi dell'Isola di Malta la nave che lo trasporta fa naufragio, si salva, si trattiene qualche tempo sull'isola con i suoi carcerieri, fin quando viene fatto proseguire all'inizio del prossimo anno per Roma, dove rimane agli arresti domiciliari (si narra legato a una catena del suo carceriere) per circa due anni prima di essere giudicato. Durante questo periodo, Paolo scrive le Lettere ai Filippesi, ai Colossesi, agli Efesini. Ma molti storici dubitano molto sulla loro autenticità.

Con le lettere del 54 entrano di fatto queste negli Atti degli Apostoli del Vangelo nella Nuova Sacra Bibbia e vengono presentati a grandi linee e nei momenti essenziali, lo sviluppo, sotto l'azione dello Spirito Santo e della Chiesa istituita da Gesù Cristo. Restano anche nei Vangeli però la inattendibilità di certe date che si sovrappongono ad altri fatti che invece sappiamo accaduti con una certezza storica documentata.

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