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TABELLA
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ANNO 1900
____ AUTOMI - (vedi sotto)
____ ROBOT - Il termine "robota" , che significa in ceco "lavoro forzato", lo utilizzò per la prima volta il cecoslovacco K. Kapek - ed erano "automi" che nel suo dramma fantapolitico-sociale "R.U.R." agiscono come operai, ma capaci di compiere azioni previste da un determinato programma e dotati di qualche somiglianza funzionale con l'uomo. Da non confondere con i più o meno antichi "robot" meccanici i cui ordini erano rigidamente predeterminati. Questi moderni sono concepiti ad interagire con l'ambiente in cui sono immersi e possono quindi innescare meccanismi di retroazione (feed-back), cioè macchine intelligenti.
L'idea di affidare le operazioni umane a una macchina era trapelata già negli anni '20. Non era ancora a disposizione l'elettronica, ma solo l'elettromeccanica, quindi il primo robot industriale - realizzato dagli inglesi Captain Rickards e A. Reffel, era piuttosto rudimentale, usava dei semplici relè. Negli anni '40 quando sorse il problema di come manipolare le sostanze radioattive, furono fatti altri tentativi efficaci ma fino a un certo limite. Il "robot" era poco più che una pinza di precisione che veniva guidata a distanza dall'uomo. Fu l'avvento del transistor a fine anni '40, e poi agli inizi degli anni '60 l'elettronica miniaturizzata con i primi circuiti integrati a dare un fortissimo impulso ai robot industriali. Ed infatti nel 1961 il Mit con la collaborazione dell'inventore Joseph Algelberger realizzerà il primo robot della storia l'"Unimate 1". E' l'anno di nascita dell"automazione" industriale che entra a far da padrona nei processi produttivi.
A utilizzarli in tal senso la prima è l'industria automobilistica General Motor nel 1967 inizialmente in particolari reparti come quelli della verniciatura e saldatura, consistenti in parti mobili generalmente costituiti da bracci meccanici articolati alle cui estremità è posto un dispositivo di serraggio o un utensile.
Successivamente - nel frattempo erano diventati potenti i microprocessori, e questi in grado ormai di ricevere e memorizzare milioni e milioni di istruzioni anche complesse e in grado di elaborarle senza altro intervento umano, hanno sconvolto tutto il mondo economico e industriale.
Queste nuove macchine oltre che fornire prestazioni diverse in tempi diversi, sono dotate di capacità di apprendere e memorizzare, cioè in grado di imparare velocemente e facilmente la successione delle operazioni che deve eseguire, di ricordarle e, quindi, di ripeterle indefinitivamente.
Vi sono robot per l'incollaggio, per il taglio dei vetri, per la selezione di parti, filiere di circuiti stampati, carico e scarico forni, trattamenti termici, stampaggio metalli, stampaggio materie plastiche, carico scarico macchine utensili, saldatori a punti, taglio al plasma, palettizzazione-depalettizzazione. Proprio in quest'ultimo settore, è sconvolgente l'esperienza che si può fare in uno di questi giganteschi magazzini robotizzati. Senza la minima presenza umana all'interno di essi, il robot ricevuto l'ordine via telematica dall'ufficio vendita, percorre i vari settori del magazzino, preleva dagli scaffali i vari articoli, li riunisce, e alla fine si avvia al centro spedizione con già la bolletta viaggio, la bolla di consegna e la fattura con elencate le quantità e i costi dei singoli articoli e la somma finale che dovrà pagare il cliente. Ovviamente fa anche tutte le operazioni nel proprio magazzino, conteggiando la merce uscita, tenendo d'occhio il livello della disponibilità di un determinato prodotto per un certo numero di giorni, e quando scende questo livello, ha già la lista di tutte le merci che sono in fase di esaurimento, che provvede poi a inviare ai vari fornitori per reintegrarle. (vedi anche "automazione" . "robot" anno 1954 )____ CHITARRA - E' di questa data la "chitarra classica" (cassa di risonanza piatta, a forma di 8, al centro un foro e, verso il basso un ponticello di legno sovrapposto, un lungo manico segnato da sbarrette traversali che funge da tastiera, e normalmente a sei corde) realizzata dal liutaio spagnolo Antonio De Torres Jurado. Ma strumenti a corda pizzicata anche se di foggia diversa - le troviamo in numerose iconografie egizie, assire, caldee, babilonesi, greche. Le troviamo anche presso altri popoli di altri continenti e nelle isole con il nome di banjo, l'ukuele o awajana (a 4 corde con una sonorità dolce e nasale) ecc. Una grande diffusione la si ebbe prima in Spagna quando fu introdotta dagli Arabi durante la loro dominazione nei dintorni dell'anno 1000, poi si propagò in tutta Europa, fino al punto che nel 1600 la sua diffusione era pari a quella del liuto. Usata principalmente come strumento nella musica popolare, si diffuse anche nell'ambiente della musica classica agli inizi dell'Ottocento, con Rossini, Donizetti, Weber, Paganini e altri.
____ TAYLORISMO (vedi sotto)
____ PRODUZIONE IN SERIE (vedi sotto)
____ CATENA DI MONTAGGIO - Sull'organizzazione scientifica del lavoro, cioè la misura pratica del tempo di esecuzione di una mansione, sono quei principi e processi fatti conoscere e applicati dall'ingegnere economista Fredrick Winslow Taylor negli anni a cavallo tra il XIX e XX secolo. Ma non era una cosa nuova, ma già applicata da una fabbrica di armi di Milano nel XIV secolo. La produzione in serie di diverse parti di un oggetto (spesso commissionate a varie officine esterne) erano già allora una realtà produttiva che faceva risparmiare. Quattro secoli dopo con la stessa filosofia, negli Stati Uniti d'America, un altra fabbrica di armi - la Ely Whitney - nel 1801, produsse una quantità enorme di fucili suddividendo il lavoro in un grande numero di macchine che producevano in continuità sempre lo stesso pezzo, intercambiali, che poi alla fine del ciclo venivano assemblati. Henry Ford nella sua fabbrica inaugurò la sua prima catena di montaggio nel 1913 col sistema taylorista per costruire i suoi primi trattori agricoli che poi estese nella produzione delle auto.
Il risultato dell'applicazione pratica del nuovo sistema industriale concepito da Henry Ford, comunemente indicato come "fordismo", consiste nell'integrazione sistematica di quattro elementi: "Time and Motion System", lo studio del modo più efficace per svolgere una certa prestazione lavorativa; "American System", ovvero l'intercambiabilità dei pezzi; "Jig System", lo studio e la costruzione di apparecchiature ausiliarie necessarie per razionalizzare le lavorazioni meccaniche e "Standardized and Synchronized System". Quest'ultimo, unico tra i quattro elementi formulato da Ford, costituisce la fase che sviluppa e integra in un disegno complessivo i primi tre, coordinandone sinergicamente le potenzialità produttivistiche. Consiste nel collegare in sequenza tutte le operazioni di lavorazione delle parti con quelle dell'assemblaggio attraverso sistemi di movimentazione automatica. In altre parole, è la "catena di montaggio".
Il sistema si estese poi in quasi tutti i settori industriali, costituendo perfino un allarme sociale per la spersonalizzazione del lavoro umano. L'operaio é visto come un semplice esecutore, motivato al lavoro non dal suo contenuto ma esclusivamente dalla sua remunerazione resa variabile per mezzo di premi di produzione e del cottimo. All'operaio non si richiede più la conoscenza del mestiere, poichè le operazioni che gli si affidano sono elementari e non richiedono capacità intellettuali. Chaplin nel 1936 col film "Tempi moderni"; ne farà una inquietante parodia.
Wiener il padre della Cibernetica, lui a progettare i primi sistemi in grado di autoprogrammarsi da soli, dopo aver spaziato nei tre campi fondamentali della conoscenza umana, negli anni '50 giunge a queste dotte considerazioni sugli organismi viventi meglio di qualsiasi filosofo umanista, e dei saccenti economisti e tecnocrati della rivoluzione industriale. In Introduzione alla Cibernetica Wiener esamina le conseguenze dell'organizzazione della catena di montaggio che sta trasformando ma anche alienando il mondo del lavoro, rivelando che non sono ne' scientifici ne' sensati quei ragionamenti che, usando i concetti e gli schemi della cibernetica (chi meglio di lui la conosce - feed-back - azione-retroazione) tendono a valutare il comportamento umano solo in base all'efficienza e al rendimento. In sostanza, sostiene, con cognizione di causa, non basta studiare i movimenti dell'uomo con gli stessi criteri, meccanicità e produttività di una formica operaia: "La condizione umana modellata su quella della formica è dovuta a una fondamentale ignoranza e incomprensione - dei cosiddetti psicologi del lavoro attuali (una razza mercenaria al soldo dei capitalisti) - ignoranza e incomprensione sia della natura della formica che della natura dell'uomo". E ancora..."Non sono affatto abnormi e inutili tutti quei comportamenti umani che non hanno la meccanicità e la produttività dei meccanismi autoregolantisi. Se si vogliono trarre conclusioni sull'uomo bisogna studiarlo e accettarlo complicato com'e'". Alcuni - anche a livello politico- dopo averlo favorito il sistema meccanicistico (collettivista, taylorista, corporativista ecc.) convinti di aver ottenuto il totale consenso e asservimento, caduti in disgrazia, vedono crollare in un lampo - spesso con ribellioni violente- il consenso di un popolo ridotto in soggezione in questa "schiavitù" moderna. Quando questo accade é perchè gli uomini appunto non sono diventati nè formiche, nè "uomini responsabili, ma solo e nient'altro che "uomini", con tutte le contraddizioni. E guai a non esserci queste contraddizioni, sono solo queste che ci distinguono dagli animali cari a Maeeterlinck in Vita delle Termiti".
Il 10 Agosto 1961 l'ingegnere Engelberger realizza "Unimate 1", è il primo robot industriale costruito per sostituire nelle catene di montaggio l'uomo in operazioni molto ripetitive. E' questa fase, dopo la rivoluzione industriale taylorista, l'era della rivoluzione cibernetica. Sarà la General Motors che per prima sostituirà nelle sue catene di montaggio nel 1967 gli operai uomini con gli operai macchine. Gli operai uomini nei grandi stabilimenti, tenderanno sempre di più a scemare, con la conseguenza che non ricevendo più uno stipendio non possono acquistare la produzione che sfornano continuamente le macchine che li hanno sostituiti. Ma ancora una volta il problema dalla parte capitalista viene subito risolto con la "delocalizzazione" della produzione, e la "mondializzazione" del mercato. Si va insomma a fabbricare e vendere all'estero; le forze lavoro locali si arrangino!
____ QUANTO (vedi sotto)
____ TEORIA DEI QUANTI - Il concetto di quanto fu introdotto nel corso di quest'anno (1900), dal fisico tedesco Max Karl Ernst Ludwig Plank (1858-1947); iniziò a parlarne lavorando su una equazione; suppose che l'energia elettromagnetica irradiata dai corpi alle varie frequenze potesse essere emessa mediante un gran numero di processi elementari per quantità piccole (pezzetti di energia = quanti) ma finite date da: E=hv, dove h è una costante detta "costante di Plank". Da principio non vi furono prove dell'esistenza dei quanti, perfino Plank sospettava che i quanti fossero solo un artificio matematico privo di significato fisico. Invece la "teoria dei quanti" come si chiama oggi, si rivelò importante per dividere la fisica in "fisica classica" prima del '900 e "fisica contemporanea" dopo la teoria dei quanti. Infatti, successivamente Einstein mostrò che non solo l'emissione o l'assorbimento avvenivano per quantità finite, ma che la radiazione stessa era costituita da granuli elementari di energia: i "quanti di luce" o "fotoni". A Plank gli si diede il giusto riconoscimento, assegnadogli il premio Nobel per la fisica nel 1918. Mentre Einstein inizia a fa parlare di sé.
( vedi anno 1905 "fotoni" )
____ RAGGI BETA - Dopo aver Bequerel scoperto per primo le radiazioni dell'uranio (vedi 1896) , e dopo che Rutheford aveva dato il nome "raggi alfa" e "raggi beta" a due radiazioni emesse dallo stesso uranio che andavano una in una direzione caricata positivamente, l'altra nella parte opposta caricate negativamente, Bequerel continuò a studiare proprio i "raggi beta". Molti (essendo presenti nei raggi catodici) pensavano fino allora a queste due particelle erano associate solo alle correnti elettriche, Bequerel nel corso di quest'anno (1900) cominciò invece a congetturare che erano davvero "elettroni" associati agli atomi. Come del resto aveva molto tempo prima nel 1891, affermato George Johnstone Stoney che l'elettricità si componesse di particelle e che erano queste a trasportare le cariche elettriche; quanto al numero di particelle - affermava - ogni atomo di queste particelle doveva averne una, due, tre, quattro ecc. secondo l'elemento; ed era lui che aveva proposto di chiamare queste particelle "elettroni". Aveva detto "ogni atomo", mentre Bequerel e altri avevano preso in considerazione nelle loro esperienze solo gli elementi radioattivi. Ma prima della fine dell'anno ci fu un'altra sorpresa
____ RAGGI GAMMA - Nel frattempo nel corso dello stesso anno ci fu la prima sorpresa; le radiazione non erano solo due, ma ven'era una terza. Studiando le due radiazioni di Bequerel e di Rutheford un giovane fisico francese - il trentenne Paul Ulrich Villard (1860-1934) - scoprì che vi era un'altra radiazione che non veniva affatto influenzata dai magneti. La proprietà era molto simile ai raggi X, ma era estremamente più penetrante, emessa in concomitanza all'emissione di raggi alfa e raggi beta (come li aveva chiamati Rutheford); pertanto di lunghezza d'onda era ancora minore (si tratta infatti di un onda elettromagnetica d'onda inferiore a 10-10 m.) Furono chiamati da Villard "raggi gamma".
Quanto ai raggi "beta" erano superiori ai raggi alfa, ma inferiori ai raggi gamma. (infatti nella fisica nucleare le particelle beta sono le particelle emesse nel decadimento beta; una particolare trasformazione di un nucleo atomico in un altro. Si tratta di elettroni o di positroni. Nel primo caso vengono emessi da nuclei nei quali un neutrone si trasforma in protone, nel secondo caso dai nuclei nei quali avviene la trasformazione inversa.
____ EMISSIONE ELETTRONI - (vedi sotto)
____ VALVOLA - Invece di fare le esperienze su materiali radioattivi, il fisico inglese Owen Willans Richardson, i suoi esperimenti li fece sui normali metalli, e scoprì che tutti i metalli riscaldati tendevano a emettere elettroni, che trasportavano elettricità. Qualcosa del genere era già accaduto molti anni prima (1883), quando Edison con l'intenzione di ridurre il calore del filo incandescente della sua lampadina, aveva introdotto a fianco una barra (placca) di metallo. Con gran sorpresa l'elettricità superava il traferro che li separava e si trasferiva nella placca di metallo. Dicono gli scienziati che quella fu la sua unica scoperta puramente scientifica. Edison senza sapere che tipo di fenomeno fosse quello, corse anche a brevettarlo, ma non trovò il modo come sfruttarlo. L'aveva anche descritto meticolosamente, gli fu dato anche un nome "effetto edison", ma rimase ignorato. Diciassette anni dopo, Richardson era partito nuovamente dall' "effetto Edison"; la sua scoperta permise di far fare passi da gigante alla nascente tecnologia delle valvole e quindi dell'elettronica, e più tardi quando questa ormai era una realtà, Richardson ricevette il giusto riconoscimento: gli fu assegnato il premio Nobel per la fisica nel 1928.
Quattro anni dopo la scoperta di Richardson, nel 1904, un ingegnere elettrotecnico britannico - John Ambrose Fleming nel 1904, studiando anche lui l'"effetto Edison" e assommando le esperienze di Richardson, riuscì a capire che il recipiente che conteneva il filamento e la placca che gli era vicina agiva da "raddrizzatore" elettronico, perchè faceva passare corrente solo in una direzione. Non solo ma entrava corrente alternata e all'uscita il flusso era solo in una direzione, era cioè solo corrente continua, anche se il flusso era a fiotti. Fleming questo recipiente (che Edison aveva avuto nelle mani ma non aveva capito il fenomeno che si era casualmente verificato) lo chiamò "valvola". E poiche contiene due elettrodi, si chiama anche "diodo". Questo e il successivo "triodo" furono di grandissima importanza nella nascente radiotecnica, dato che con esse si possono effettuare tutti i processi di generazione, amplificazione, modulazione e demodulazione delle correnti a radiofrequenza sui quali si basano tutti i trasmettitori e ricevitori. (vedi valvole
____ MENDEL RISCOPERTO - (vedi sotto)
____ MUTAZIONI - Come abbiamo visto nei precedenti anni (vedi anno 1864 - "leggi ereditarietà") i biologi si erano sempre disinteressati a quella "storie di piselli" messa in piedi da un abate, da Mendel; la ritennero empirica, non scientifica perchè nulla era stato dimostrato al microscopio. Per circa quarant'anni, quella "legge" era rimasta sempre nei cassetti di qualche biblioteca. Ma nel corso di quest'anno tornò prepotentemente alla ribalta. Accadde questo: un botanico olandese - Marie de Vries - fin dal 1886, aveva notato alcune caratteristiche in alcuni bellissimi fiori in un prato. Li volle coltivare nel suo giardino, e nel farlo nel corso di oltre dieci anni, era riuscito a capire senza sapere nulla della "legge di Mendel" che nell'incrociare alcune specie, alcune miglioravano, altre peggioravano le proprie caratteristiche. Selezionando i semi di quelle migliori aveva ottenuto piante più rigogliose e fiori più belli. Contemporaneamente negli stessi anni altri due botanici uno tedesco e l'altro austriaco, all'insaputa l'uno dell'altro avevano fatto la stessa esperienza e la stessa scoperta. Quando nel corso di quest'anno ( 1900 ) decisero di pubblicare questi risultati, i tre scoprirono che le stesse cose le aveva pubblicate in un modo molto più dettagliato, più rigoroso, e con schemi precisi, l'abate Mendel quarant'anni prima. I tre s'incontrarono e furono abbastanza onesti: tutti i loro lavori li presentarono come semplice conferma dell'opera dell'abate; da questo momento la scienza della genetica inizia ad essere più studiata. Nel frattempo da allora erano stati scoperte le caratteristiche della cellula, scoperti i gameti maschili e femminili, compreso meglio come si svolgeva la riproduzione delle piante, degli animali e dell'uomo, e quasi quasi si stava già capendo quali funzioni avessero i cromosoni).
Marie de Vries aveva però scoperto anche qualcos'altro nel corso delle sue esperienze di coltivatore; in alcune piantine di fiori, notò che erano comparsi all'improvviso dei cambiamenti abbastanza notevoli, senza una gradualità e senza alcuna precedente selezione. Lui le chiamò "mutazioni", e riprendendo i concetti di evoluzione di Darwin e di Lamarck, congetturò che non sempre l'evoluzione procede gradualmente a piccoli passi, ma a volte a salti. Oggi tale concetto è parte integrante della teoria dell'evoluzione (quella darwiniana sosteneva un passaggio graduale da una forma all'altra più complessa; quella lamarkiana si basava sull'eredità dei caratteri acquisiti).
Rapporti intercorrenti tra i gruppi sanguigni:
Le frecce del tratteggio indicano le incompatibilità
Le frecce a linea intera indicano la compatibilità.
____ TRASFUSIONI SANGUE - (vedi sotto)
____ GRUPPI SANGUIGNI -
____ SANGUISUGHE - Chi ha avuto modo di leggere certa letteratura del '700, avrà notato più volte che alcune cure di malattie molto varie erano trattate empiricamente applicando sulla pelle delle sanguisughe (dette anche "mignatte") per cavare sangue infetto, per praticare cioè un "salasso". Questa pratica veniva chiamata "Hirudo medicinalis", ed era conosciuta dall'antica medicina indiana, da quella araba e da quella greco-romana. Da allora era praticamente scomparsa questa pratica, tornò a diffondersi in modo grandissimo alla fine del '700 in Francia, e si diffuse in altri Paesi europei; diventò quasi il rimedio principe, il cardine terapeutico di tutta una serie di affezioni. In quasi tutte le malattie si riteneva necessario un trattamento "antiflogistico". In alcune malattie ancora oggi il salasso limitatamente lo si pratica ancora ma lo si fa con aspirazione in siringhe sterili e dopo aver bene analizzato il sangue del donatore se compatibile con il ricevente. Invece allora, dato che molte specie di sanguisughe hanno azione patogena sull'uomo, sia perchè portatrici di germi infettivi, sia per altri motivi, a volte non erano utili ma affrettavano la morte del paziente. In quelli che invece guarivano (per chissà quale altro motivo naturale) si era diffusa collateralmente la pratica di trasferire con una siringa nel paziente debilitato, per reintegrarlo, sangue prelevato dalle vene di esseri umani sani. Era quella una lotteria, perchè alcuni morivano. Alla fine dell'Ottocento divenuta una piaga, quasi tutti i governi proibirono la trasfusioni di sangue (anche perchè i soliti speculatori invece di sangue umano iniettavano sangue animale).
Del sangue umano a fine '800 si sapeva ancora molto poco; erano stati scoperti i globuli rossi, quelli bianchi, le piastrine, ma del plasma (la parte liquida del sangue) non si sapeva nulla. A squarciare questo velo di ignoranza fu un trentenne medico austriaco - Karl Landsteiner (1868-1943).
Dimostrò che il sangue umano si distingueva in quattro categorie: 0, A, B, AB. e che sono i globuli rossi del donatore ad esser agglutinati dal palsma del ricettore. Il plasma del donatore poteva agglutinare i globuli rossi della persona con il sangue del gruppo A ma non della persona B. IL siero di un altro donatore poteva agglutinare il globuli rossi della persona B ma non della persona A. Altri campioni di plasma potevano agglutinare tutti e due, o nessuno dei due. Pertanto era necessario che nell'eseguire una trasfusione sapere che il sangue del donatore era compatibile col destinatario.
Ci fu per qualche tempo ancora una certa avversione nelle trasfusioni, nè mancarono (come c'erano del resto sempre state) le discussioni etiche e religiose; infatti alcuni convinti di essere degli unti dal signore si opponevano e rifiutavano la pratica delle emotrasfusioni, soprattutto se il donatore era un plebeo. Quando poi gli eccelenti risultati divennero di dominio pubblico, le emotrasfusioni divennero un arma importante della chirurgia, scomparvero paure e pregiudizi. Per la sua scoperta a Karl Landsteiner fu assegnato il premio Nobel per la medicina nel 1930.
____ SOGNO - Sull'origine del sogno di hanno diverse teorie, alcune su basi esclusivamente filosofiche, altre su basi psicologiche. Per ultimo lo sviluppo esponenziale delle neuroscienze negli ultimi trent'anni ha contribuito a rovesciare alcune teorie o "paradigmi". Tuttavia la conoscenza "del come" non ha ancora permesso di comprenderne il "perchè" . Senza dubbio scrive il neurobiologo Michael Bouvet (uno dei massimi rappresentanti membro dell'Accademia di Francia) su "Il sonno e il sogno", Guanda ed. 1993) "si tratta del più grande enigma che il cervello che sogna ha posto al cervello sveglio".
Da un punto di vista filosofico sorge il problema se anche ciò che noi consideriamo realtà non sia poi un sogno. Per Aristotele il sogno era un frutto dell'attività dello spirito ed un mezzo atto a stabilire rapporti tra l'umanità e gli dei. L'interpretazione dei sogni è dunque un atteggiamento culturale assai antico; nella cultura greco-romana al sogno veniva attribuito un carattere profetico, e la sua interpretazione richiedeva lo stesso repertorio di comportamenti e conoscenze messo in scena per l'interpretazione degli oracoli divini.
In un'epoca più vicina alla nostra, Paracelso (1493 - 1541) affermò: «Ciò che il sogno rivela è l'ombra della saggezza esistente nell'uomo, anche se durante la veglia egli non ne ha coscienza». In entrambi i casi il sogno non appartiene alla coscienza ma, poiché nulla era ritenuto più profondo e originario di essa, ne conseguiva che il sogno dovesse provenire dalla dimensione trascendente - o direttamente dalla sfera del sacro, o da quella delle idee.
Hobbes pensa che i sogni provengono da stimoli organici che mantengono in attività il cervello durante il sonno. Schopenhauer pone il sogno sotto il dominio del sistema nervoso vegetativo. Novalis assegna ai sogni la funzione di liberarci dalla monotonia della vita quotidiana. Claparede quella di stimolare la fantasia creatrice. Scherner e Volkelt quella di liberare lo spirito dagli stimoli inibitori. La concezione di questi due ultimi autori fu poi ripresa e sviluppata da Sigmund Freud che riportò l'agente eziologico (che indaga le cause del fenomeno) del sogno all'Es, cioè all'inconscio, liberato dal dominio del Super-Io. I sogni hanno quindi riferimento col mondo dell'inconscio ed il loro studio ed intepretazione possono renderci possibile la spiegazione di stati affettivi anormali. Così il sogno che sino a Freud era considerato come una manifestazione inutile e dannosa, divenne un sintomo che intepretato dallo psicanalista è prezioso per scoprire i complessi che tormentano un individuo. Tali complessi, una volta conosciuti possono essere eliminati con la suggestione e con gli altri metodi psicoterapeutici.
Prima i sogni erano sempre stati avvolti nel mistero; quando si sognava persone morte viste in sogno vive, si diffuse la credenza del mondo degli spiriti; quando si facevano sogni erotici si era portati a credere agli incubi per ipotetiche colpe, succubi di ipotetici peccati. Tutto questo dai razionalisti di fine '800 fu liquidato in quanto superstizione, e nel corso di quest'anno (1900) Freud pubblicò "L'interpretazione dei sogni", sostenendo che i sogni possono rappresentare verità che gli esseri umani non sono disposti ad accettare da svegli, per cui la psicanalisi potrebbe essere accelerata e resa più efficace se l'analista considerasse attentamente il significato letterale e simbolico dei sogni.
Infatti affermava che quello che l'uomo pensa e dice di se stesso nella riflessione razionale non è mai "vero", perché non può dar conto dei contenuti psichici profondi ed anzi li deforma o li elude per renderli accettabili. Occorre dunque cercare la verità attraverso le manifestazioni dove l'attività razionale è meno presente: il sintomo della malattia, il lapsus e gli atti mancanti e, soprattutto, il sogno.
L'opera L'interpretazione dei sogni di Freud può essere considerata la pietra di fondazione della psicoanalisi. Il libro fu subito un successo e nel 1902 l'Università di Vienna lo nominò professore straordinario e un gruppo di studiosi interessati ai temi della "psicoanalisi" ("Psicanalisi" è il termine invece che viene usato per indicare una corrente francese, quella lacaniana. ) cominciò a incontrarsi a casa sua tutti i mercoledì sera.
____ DIRIGIBILE - Il termine significa che può essere diretto verso un luogo, che può salire o scendere mediante organi propulsori. Fino ad ora nelle mongolfiere o nei palloni il tentativo di attaccarci un elica fatta girare da un motore a vapore era stato fatto, ma poi il tentativo di farli sollevare non era stata un'impresa facile, erano i motori troppo pesanti. Ma quando iniziarono a diffondersi i piccoli motori a scoppio di Otto, questi trovarono subito la loro applicazione anche nel pallone rendendolo governabile anche in assenza di vento; infatti applicando un elica a motore si poteva guidarlo in ogni direzione. Inoltre dopo la scoperta che si poteva ottenere dall'alluminio fogli leggerissimi e sottilissimi, i palloni cominciarono a costruirli con l'involucro fatto con questo metallo e con un armatura molto più robusta. Così robusti, da poter contenere una navicella con i piloti e alcuni passeggeri.
Era insomma nato il "pallone dirigibile". Il primo - L-Z-1 - fu realizzato dal tedesco Ferdinand August von Zeppellin, che gli venne in mente di rendere l'involucro aerodinamico (fino allora sferico) in modo da fargli incontrare una minore resistenza dell'aria. Il 2 luglio 1900 sul lago di Costanza, fece librare nell'aria il suo colossale involucro a forma di sigaro che prese il suo nome "Zeppellin".
Il primo aereo non era ancora stato realizzato, quindi fu la prima "macchina volante" governabile della storia, e si diffusero ben presto in tutta Europa e in America. Nella guerra Italo-Turca gli italiani lo impiegarono per scopi bellici, e successivamente durante la 1a guerra mondiale Germania, Francia. Russia, Italia, Inghilterra e Austria ebbero una flotta di "areonavi", impiegate per l'offesa contro bersagli, per l'esplorazione e per l'osservazione. Ovviamente progredirono anche, fino al punto che alla fine della guerra, nel 1918 con un dirigibile tedesco (il Graf Zeppellin, 105.000 mc di cubatura, velocità 125 kmh ) fu fatto il periplo mondiale e la doppia attraversata dell'Atlantica.
Di dirigibili tipo Zeppellin ne furono costruiti 26, percorsero 150.000 chilometri, trasportarono 32.750 entusiastici ricchi passeggeri. Con uno di questi, il Norge, l'11 maggio 1926, l'esploratore norvegese Roald Amundsen volava per la prima volta sul Polo Nord. Impresa che fu ripetuta nella primavera del 1928 da Umberto Nobile con il dirigibile "Italia". Putroppo finì in tragedia, l'aerostato precipitò sulla banchisa polare, si staccò la navicella dei passeggeri, divenuto leggero riprese quota e si perse nei cieli, lasciando gli uomini sui ghiacci. In tragedia finì anche il dirigibile tedesco "Hindenburg" (lungo 247 metri, largo 41, sedici serbatori contenevano sette milioni di metri cubi di idrogeno, capienza 97 passeggeri). Il 6 maggio del 1937 dopo aver compiuta la traversata dell'Atlantico, all'atterraggio esplose incendiandosi.![]()
La tragedia mise fine alle "macchine volanti più leggere dell'aria". Nel frattempo - è il destino di molte invenzioni - fu egregiamente sostituito dalle nuove "macchine volanti più pesanti dell'aria": gli aeroplani. Questi a quella data avevano già raggiunto una potenza e una autonomia tale, che proprio mentre lo "Zeppellin" moriva, nascevano le prime regolari rotte aeree atlantiche.
____ CRETA - CNOSSO - Dopo lo splendido fiorire della civiltà cretese micenea, le invasioni doriche segnarono la fine della potenza cretese e l'isola anche se in seguito fu occupata dai Romani tra il 69 e il 67 a.C. conobbe la decandenza. Salvo i locali più nessuno sentì parlare della famosa isola. Le scoperte in Egitto, prima, e a Troia dopo, riportarono alla luce accenni a questa millenaria civiltà scomparsa. Come Schliemann, un altro appassionato di archeologia si dedicò alla ricerca di questa civiltà dell'isola di Creta che non di meno di Troia, Omero aveva dato un ruolo importante: dominatrice della Grecia nei tempi antichi. E quando Creta torno ad essere in questi anni annessa alla Grecia; l'inglese Arthur John Evans (1851-1941) iniziò una serie di scavi convinto di poter riportare alla luce la civiltà minoica. Dopo tre anni di scavi nel corso di quest'anno portò alla luce Cnosso, la capitale di Creta ai tempi leggendari di Minosse, dimostrando che prima ancora della guerra di Troia, Creta era veramente esistita duemila anni prima, e aveva effettivamente dominato le isole dell'Egeo.ANNO 1901
____ ENERGIA RADIOATTIVA - Il fenomeno delle radiazioni come abbiamo visto era stato scoperto da Becquerel, avevano poi interessato Rutheford e i coniugi Curie, e questi non solo avevano misurato l'intensità della radiazione emessa dal composto di uranio, ma nel corso dell'anno 1898 i due coniugi individuarono due nuovi elementi: il "Polonio" e il "Radio" che per via delle intense radiazioni diedero nome a questi elementi il termine "radioattivi". E proprio sul Radio i Curie si soffermarono nel corso di quest'anno (1901) calcolando il calore che ogni grammo di questo elemento emetteva con le radiazioni; il risultato fu sorprendente: 140 calorie ora. Di molto superiore a qualsiasi altra sostanza con le normali trasformazioni chimiche.
Dunque all'interno dell'atomo esisteva una fonte di energia ancora del tutto sconosciuta. E i Curie indicarono che questa energia era originata dall'atomo, quindi una "energia atomica". Ma non andarono oltre, ancora nulla si sapeva della struttura interna dell'atomo (l'involucro elettronico dell'atomo), nè si era compresa la natura delle trasformazioni che davano origine alla radioattività.
Purtroppo questa radioattività era anche pericolosa, ma non se ne resero conto; Pierre Curie morì cinque anni dopo e la moglie morì nel 1934 nel sanatorio di Sancellemoz, morte dovuta alle conseguenze del lungo assorbimento di radiazioni di corpi radioattivi.
Si pensi che un solo grammo di radio emette 37 miliardi di particelle al secondo, e dopo 1600 anni la quantità di emissione di energia è ancora la metà di quella iniziale.
Loro al momento della scoperta si era chiesti solo perchè l'atomo possedesse tanta energia.
Una risposta venne da Rutheford e da Bohr accertando che l'atomo ha una sua struttura ed è formato da un nucleo, nel quale è concentrata quasi tutta la massa, e dall'involucro elettronico nel quale, in orbite fisse, girano gli elettroni. E venne da Einstein e la conclusione derivata dalla sua teoria sulla relatività, fu che tra la massa e l'nergia sussiste un profondo legame, cosicchè un grammo di qualsiasi sostanza, qualora si trasformasse tutta in energia, darebbe 25 milioni di kilovatt-ora.
____ RADIO - La data fatidica di questa invenzione è il 12 dicembre 1901, quando Guglielmo Marconi in Inghilterra trasmise radionde dalla Cornovaglia e furono ricevute dall'altra parte dell'Atlantico, a Terranova. (vedi la storia in "radioonde" anno 1888 )
L'esperimento fu reso possibile perchè Marconi utilizzò un lungo filo verticale (che fu poi chiamato antenna). Questa originale idea era venuta al fisico russo Stepanovic Popov (1859-1905) (vedi 1895 "antenna").
Ma resa possibile anche perchè - ma Marconi lo ignorava e lo ignoreranno tutti ancora per oltre vent'anni - al disopra dell'atmosfera la "ionosfera" (ancora sconosciuta) aveva fatto il suo "bravo dovere", cioè quello di rinfrangere le radioonde ( vedi anno 1888 "ionosfera".)
____ ONDE MEDIE - Le comunicazioni di Marconi via radio all'inizio entrarono in uso solo come telegrafo senza fili, utilizzando i punti e le linee del codice Morse, che viaggiavano con fiotti di radioonde. Di inviare un segnale continuo con un'ampiezza variabile venne in mente al canadese Reginald Aubrey Fessenden (1866-1932). Era questa la cosiddetta "modulazione d'ampiezza" (abbreviata AM). Nell'inviare parola e musica si usava un microfono allo stesso modo di un telefono a correnti modulate, e nel riceverle la modulazione poteva essere riconvertita in onde sonore riascoltando parole e musica. La notte di Natale del 1906 fu realizzata sulla costa del Massachusetts la prima trasmissione di questo tipo. Chi aveva i primi ricevitori captò la prima musica che giungeva dall'etere.

____ RADIOONDE CORTE - Le onde lunghissime e lunghe (da 1000 a 2000 m di lunghezza d'onda) si rifrangono nel suolo cosicchè i raggi curvano verso il basso seguendo la curvatura terrestre. Mentre si ha la propagazione per riflessione ionosferica, quando utilizzando onde corte (da 290 a 100 m. di lunghezza d'onda) queste si riflettono negli strati altamente ionizzati della ionosfera. La riflessione multipla tra la ionosfera e la superficie terrestre consente collegamenti a grandissima distanza. La prima di queste trasmissioni impiegando onde corte fu realizzata nel 1923 in America dallo statunitense Frank Conrad fra Pittsburg e Cleveland. Lavorando anche Marconi su queste lunghezze d'onda corte e cortissime (quando ormai si sapeva che cos'era la "inosfera") nel 1925 fu realizzata la prima trasmissione fra Londra e Sidney in Australia.
Una curiosità: durante la seconda guerra mondiale la radio clandestina "Radio Londra" trasmetteva solo su onde corte per non essere disturbata; e chi in Italia aveva una radio predisposta, cioè un ricevitore a OC, veniva denunciato.
____ RADIOONDE ERTZIANE così chiamate in onore di Hertz (poi chiamate comunemente "radioonde") si classificano in una scala che varia da 10 a 2000 metri come lunghezza d'onda, chiamate rispettivamente: ultracorte, cortissime, corte, mediocorte, medie, mediolunghe, lunghe, lunghissime e che hanno una frequenza rispettivamente dalle ultracorte fino alle medie da 300 a 1,5 megahertz, e dalle medie alle lunghissime da 1500 a 150 kilohertz.
____ ONDA SONORA - La luce, le onde radio, le radiazioni infrarosse e ultraviolette, i raggi X e i raggi gamma sono tutti onde elettromagnetiche con diffetenti campi di frequenza. Le onde sonore o meccaniche lungitudinali percettibili dall'orecchio umano sono quando hanno frequenze tra 20 e 20.000 hetz. Le onde sonore di frequenza maggiore sono dette ultrasuoni (all'ascolto provocano una sensazione dolorosa), quelle di frequenza minore sono dette infrasuoni (non risulta percepito dall'orecchio umano). L'intensità sonora viene definita con una unità di misura chiamata decibel con una scala da 0 a 120.
____ RADIOGONIOMETRO - Strumento che consente a un aereo o a una nave di determinare la propria posizione basandosi sull'impiego delle onde radio fu realizzato dal fisico italiano italiano Alessandro Artom nel 1907.
____ RADIONAVIGAZIONE - Sempre per mezzo di fasci di radioonde fu realizzato questo strumento per il controllo della navigazione aerea. Fu inventato nel 1934 dal tedesco Hans Piedl.
____ RADIOTELESCOPIO - E' stato realizzato il primo nel 1937 dallo statunitense Grote Reber, con lo scopo di raccogliere e registrare emissioni di segnali di onde radio proventienti dallo spazio.
____ RASOIO (vedi sotto)
____ RASOIO DI SICUREZZA
____ LAMETTE DA BARBA - Non sappiamo quando i primi uomini iniziarono a radersi. Indubbiamente in un modo più pratico e sistematicamente lo fecero dopo la scoperta dei metalli che permettevano di ottenere una lama con un filo abbastanza tagliente. Alcuni rasoi in ferro compaiono nei reperti già nell'anno 1000 a.C. e all'incirca con quella foggia e con quel materiale rimasero per i rimanenti secoli. Poi con la tecnologia dell'acciaio nel 1700-1800 erano già strumenti quasi perfetti. Ma a rivoluzionare il modo di farsi la barba fu un intraprendente giovane commesso viaggiatore americano - forse perchè era stanco di tagliarsi con il rasoio dove occorre una certa abilità - ebbe un'idea geniale, al posto del rasoio comunemente usato, inventò nel 1901 un aggeggio dove si poteva infilare una sottilissima piccola lama, e l'aggeggio che la ospitava era fatto in un modo che anche dandogli una diversa inclinazione non si rischiava di tagliarsi. Non ebbe immediatamente un grande successo, infatti nel corso del suo primo anno reclamizzando il suo stesso articolo riuscì a convincere ad usarlo 51 suoi colleghi, vendendo loro solo 168 lamette. Questo era il suo scopo, regalare il rasoio ma poi vendere le lamette. L'anno dopo oltre le richieste di lamette dei suoi colleghi aumentarono le richieste di amici e conoscenti; ed aumentarono così vertiginosamente che e l'ex commesso si decise a fabbricare una certa quantità di rasoi e lamette e metterle in vendita. Il nome di questo geniale commesso viaggiatore: King Camp Gillette. Dopo due anni era già multimiliardario e dopo 4 anni possedeva già 5 fabbriche. Nel 1971 dalle fabbriche Gillette furono messi sul mercato i primi rasoi in plastica usa e getta.
____ RASOIO ELETTRICO - L'uso dell'elettricità e dei piccoli motorini, sconvolse tutti gli elettrodomestici e fra questi raggiunse anche il rasoio che lo statunitense Jacob Schick realizzò e iniziò a commercializzare nel 1928. Da allora i modelli furono diversi, a due testine rotanti, a tre, o a rullo elicoidale rotante. Nel 1960 ne fu lanciato sul mercato un tipo che funzionava a batteria, a realizzarlo la Remington.
____ ASPIRAPOLVERE - I primi erano piuttosto grandi: consisteva in un motore, una pompa aspirante, dei lunghi tubi, il tutto posto su un carro che si spostava nelle varie residenze per "fare le pulizie". Fu un ignegnere inglese a realizzarlo Hibert Cecil Booth e a metter questo primo centro di pulitura a domicilio. Nel 1906 ne creò alcuni di più modeste dimensioni ma anche questi erano dei marchingegni di oltre mezzo quintale. L'idea geniale venne a un inserviente di un grande magazzino - Murray Spangler - che di solito puliva i tappeti. Con un piccolo ventilatore elettrico, un tubo flessibile che convogliava la polvere aspirante in un sacchetto, realizzò il suo primo prototipo, leggero, pratico, efficiente. Non aveva risorse per costruirli e commercializzarli in proprio ma propose l'idea e ne vendette i diritti a un fabbricante di cuoio, che cambiò subito mestiere creando in breve tempo una grande industria: l'uomo era William Hoover, dal 1919 era ormai diventato sinonimo di aspirapolvere. In Svezia nel 1913 avevano creato nel frattempo un sistema molto simile, ma invece del sacchetto i costruttori - fra i quali Axel Wenner Gren- collegarono al tubo d'aspirazione un bidoncino; ottennero anche loro un grande successo di mercato e l'industria di Stoccolma che li produceva divenne ben presto nota in tutta Europa: la Elektrolux.ANNO 1902
____ CONDIZIONATORE - Paralleli agli studi per realizzare la refrigerazione e la conservazione degli alimenti con il freddo (" frigoriferi " vedi anno 1921) , furono quelli della refrigerazione dell'aria. A idearne un prototipo quasi industriale fu l'americano Willls Carrier. Ci vollero però altri trent'anni - si era già nel 1932 - prima che i condizionatori divenissero elettrodomestici comodi, universali a basso costo.
____ ALLERGIE - (vedi sotto)
____ SHOCK ANAFILATTICO - Il fisiologo francese Charles Robert Richet lavorando ai sieri immunizzanti riscontrò un singolare fenomeno che chiamò "anafilassi" dal greco "difesa eccessiva". Il lavoro di Richet e la comprensione delle allergie che ne derivò gli valsero il premio Nobel per la medicina-fisiologia nel 1913. L'allergia è uno stato di abnorme sensibilità a una o più sostanze di alcuni individui. Queste sostanze vengono definite "allergeni" e sono centinaia. Possono essere ciò che tocchiamo, inghiottiamo o respiriamo. Le più frequenti sono pollini di piante, spore di muffe, polveri, peli di animali, determinati alimenti, medicinali e sieri, coloranti, cosmetici, prodotti chimici, veleni di insetti (il più comune quello di un'ape).
Una o più sostanze allergizzanti quando penetrano nell'organismo di alcuni determinati individui agisce da "antigene": ossia stimola l'organismo stesso a produrre anticorpi. Ogni particolare antigene, o allergene, ha un anticorpo specifico che, nella struttura, si adatta perfettamente all'antigene, con cui può reagire e formare un complesso. Il ripetuto apporto di antigeni stimola la produzione anticorpi: tale processo (che può durare mesi, anni) viene definito "sensibilizzazione", l'organismo viene cioè "reso sensibile" o "sensibilizzato" all'allargene. Durante questo arco di tempo non si ha alcun sintomo o fenomeno patologico; solo quando è presente una sufficiente quantità di anticorpi è allorchè si verifica un nuovo apporto di allergeni - causati da pollini, sieri, veleni di insetti ecc. - ha luogo la reazione antigene-anticorpo per cui il complesso così formatosi agisce da stimolo sull'organismo, provocando una anomala reazione allergica. Ecco perchè fu chiamata "difesa eccessiva", cioè "anafilassi". In poche parole, gli anticorpi che si erano formati alla prima introduzione di un allergene, reagiscono in seguito un modo così anomale e così abnorme, che invece di produrre una difesa scatenano l'allergia. La patologia che si manifesta, può essere nei casi più lievi un prurito, sternuti, gonfiori ed eruzioni cutanee; nei casi più gravi, asma e alterazioni patogene dell'apparato respiratorio. Dopo aver capito il meccanismo gli allergologi per le cure hanno poi approntato una vasta gamma dei cosiddetti "antistaminici" per i casi più lievi, mentre per quelli più gravi hanno efficacia l'Acth, il cortisone e altri ormoni steroidi. Lo studio delle allergie è divenuto negli ultimi anni un campo specialistico così complesso che i pazienti affetti da ricorrenti allergie dovrebbero sempre rivolgersi solo a questi specialisti (con a disposizione i mezzi diagnostici elettronici di oggi possono stilare una intera tabella dove sono individuati tutte le sostanze che scatenano l'allergia).
____ CHIRURGIA SU VASI SANGUIGNI - Pochi decenni prima sarenne stato impensabile ciò che invece fece un bravissimo giovane chirurgo francese - il 29 enne Alexis Carrel - . Si era specializzato nel campo della riparazione dei vasi sanguigni, e nel corso di quest'anno mise a punto una tecnica che i vasi sanguigni potevano essere suturati (cuciti assieme con soli tre punti) da un'estremità all'altra. Una tecnica che gli valse il premio Nobel per la medicina-fisiologia nel 1912.ANNO 1903
Il decollo di Wright____ AEROPLANO - Come già accennato nel 1809 e seg. (vedi argomento), con la perfezione che si era raggiunta nell'aliante (col volo planato - e il termine "plano" rimase quando Forlanini diede il nome al suo velivolo "aero-plano"), il motore a scoppio fa compiere il successivo passo per rendere il velivolo oltre che governabile, autonomo. A compiere questo "passo" e a realizzare il giusto velivolo, furono i Fratelli Wright. Segnano una data storica il 17 dicembre 1903 ( vedi qui la storia ) quando con il loro aereo Flyer compiono entrambi due voli. Voli di pochi secondi ma nell'evoluzione dell'aeroplano la strada è ormai tracciata; e i passi sono ormai tutti "voli" su un cielo sempre più affollato di ali rombanti che nell' "aria" "planano" ("aero-plano")
Il 29 luglio 1909, osa e fa parlare di sè Louis Bleriot attraversando la Manica.
Nel 1910 si alzano in volo i velivoli di Soptwith Camel; nel 1915 i caccia Junker J 1 (entrambi protagonisti nella 1a Guerra Mondiale); nel 1920 compaiono i Junker G 24, già a trimotore e interamente metallici; nel 1925 anche l'Italia vola con i grandi monoplani idrovolanti Savoia Marchetti 55, ma il vero genio italiano, spesso incompreso o osteggiato fu Caproni (vedi la sua biografia e la sua storia)
Evoluzione tecnologica dell'aeroplano
| 1910 | Biplano biposto di Sopwith Camel |
| 1915 | Caccia biposto Junkers J1 rivestito in lamierino |
| 1920 | Trimotore Junkers G 24 metallico a cabina chiusa |
| 1925 | Idrovolanbte Savoia Marchetti S 55 |
| 1934 | Trimotore da trasporto (poi militare) Junkers 52 3M |
| 1939 | Primo aereo a reazione (turbogetto) Heinkel HE 178 |
| 1947 | Primo prtotipo che supera la velocità del suono - Belll X-1 |
| 1949 | Primo volo di un Jet di linea- Il De Havilland, Comet (in esercizo 1952) |
| 1952 | Turbolelica a 4 motori da 154 CV ciascuno, Vickers Viscount |
| 1954 | Primo protitipo a decollo verticale - Rolls Royce |
| 1955 | Super Sabre North American, E 100 C, il primo supersonico |
| 1958 | Il primo Turbomotore, DH Comet 4 |
| 1969 | Quadrireattore supersonico l'anglo-francese Concorde |
| 1970 | Il più grande aereo, il Jumbo Jet 747 Boeing |
| 1980 | Il primo a energia solare, il Solar Challanger |
____ MISSILE (vedi sotto)
____ RAZZO - L'idea di lanciare in aria degli oggetti con la spinta di un propellente -più che altro a scopo giocoso - furono i cinesi, che conoscendo la polvere nera, ci fabbricavano fuochi artificiali e fra questi vi erano alcuni cilindri che una volta accesi schizzavano in cielo a discrete altezze; erano chiamati "frecce di fuoco volanti". La polvere nera quando la scoprirono gli occidentali, iniziarono ad usarla prima con le bombarde, poi con i cannoni, per gli archibugi, infine per farci o le cartucce o le micce.
Per l'evoluzione dei razzi - e in seguito dei vettori e dei missili - vedi sotto....
____ V 1 - V 2 - vedi sotto....
____ VETTORI SPAZIALI - vedi sotto....
____ VOLO SPAZIALE - Se ne parla già in questi anni di inizio secolo, merito di un russo il fisico Kostantin Eduardovic Celkovskji (1857-1935). Accenna alla tecnologia del volo spaziale su una sua rivista di aviazione. Parla di missili, razzi spaziali per inviare satelliti, tute spaziali, e perfino viaggi nei pianeti del sistema solare. Del resto ancora Newton nella sua legge di azione e reazione aveva dimostrato che con un razzo si poteva viaggiare nello spazio. A costruirne in realtà uno nel 1926 fu l'americano Robert Hutchings Goddard (1882-1945), che fin dal 1912 si era appassionato ai razzi tentando vari propellenti. Dopo aver usato diversi carburanti, optò per l'ossigeno liquido, e il 15 marzo 1926 lanciò il suo primo razzo: 15 cm di diametro, 120 di lunghezza, che giunse all'altezza di 60 metri. In seguito ne costruì moltissimi, brevettandoli, o riponendoli nel cassetto, infatti non ebbe grande attenzione dagli ambienti militari e tantomeno da quelli astronomici. Aveva perfino dimostrato che i razzi si muovevano in ambienti privi di atmosfera. Nulla da fare furono considerati giocattoli di un bizzarro inventore.
Ma non era tanto bizzarro, ed era già in contatto con il professor rumeno Hermann Oberth a Berlino, spirito dinamico e geniale con la stessa passione di Goddard: cioè i razzi. Viaggiava con questi con la fantasia negli spazi siderali. Già nel 1923 aveva pubblicato un libretto intitolato Die Rakete zu den Planetenraumen ("Il razzo verso gli spazi interplanetari"), steso in forma divulgativa anziché nelle austere forme scientifiche. A renderlo popolare furono due suoi allievi collaboratori Valier e Ley, che pubblicano nel 1926 alcuni esperimenti, che ispirarono il film di Fritz Lang "Una donna sulla Luna" creando un'atmosfera per cui sembra che ormai il volo spaziale era cosa fatta: in fondo cosa occorreva, bastava costruire un razzo e partire.
Ma fino al 1930 Oberth sa -che non bastano la fantasia, le teorie e i suoi rudimentali esperimenti; sa che la strada è ancora lunga e che ci vorrebbero finanziamenti per fare ricerca sui materiali e sui propellenti. Tuttavia ottiene gratuitamente un campo dal ministero della guerra per farci esperimenti. Addirittura fonda la ampollosa "Verein für Raumschiffahrt, "Società per la Navigazione Spaziale", che aveva sede alla periferia di Berlino, in un luogo denominato Raketenflugplatz, "campo di volo per razzi". Un giorno gli si presenta un giovane di 18 anni - che ha letto le sue pubblicazioni, in particolare il suo libro "Il razzo verso gli spazi interplanetari", si è entusiasmato e vuole diventare suo assistente; è un aspirante ingegnere, scarso in matematica, ma ha grande ottimismo e passione per i razzi. Gli si offre per fare anche i lavori più umili. Vuole imparare, ed è tenace. Ha la madre che si occupa di astronomia, ed è stata lei a regalargli all'età di dieci anni un piccolo telescopio, così il ragazzino ha iniziato a sognare guardando le stelle e quella faccia della luna, dove lui -ha già deciso- un giorno farà atterrare un suo razzo. Il giovane è Wernher von Braun (qui l'intera sua affascianante storia "Dalla V1 allo sbarco sulla Luna")
E l'americano Goddard ? Quando nel 1957 gli Usa si lasciarono prendere in contropiede dai russi con lo Sputnik in cielo, corsero ai ripari per accelerare i tempi. Goddard era morto nel 1945, ma andarono a rivedere tutti i suoi studi sui razzi e sui propellenti e dagli eredi trovarono qualcosa come circa 2000 soluzioni, e fra queste gli scienziati spaziali americani forse trovarono quella per annullare il loro ritardo. Ma anche perchè, lo stesso Wernher von Braun dal 1945 si era rifugiato in America, e prese lui la direzione dei progetti spaziali americani. (vedi anno 1957 "satelliti", "sputnik" e "astronautica" )
____ Elettro-cardiogramma (vedi anno 1887)ANNO 1904
____ ALISCAFO. Progettato dall'italiano Enrico Forlanini, ebbe il suo primo modesto battesimo nel 1902 sul Lago Maggiore. Nel corso del 1904 un prototipo raggiungeva gli 80 kmh.
____ CELLULA FOTOELETTRICA - Questo dispositivo fu ideato e realizzato dal tedesco Arthur Korn (vedi più avanti in " fotocellula" )
____ VALVOLA TERMOIONICA - (vedi voce seguente - raddrizzatore)
____ DIODO - (vedi voce seguente - raddrizzatore)
____ RADDRIZZATORE - Un dispositivo elettronico, che il suo inventore - il britannico John Ambrose Fleming (1849-1945) - chiamò "valvola", la prima di una lunga serie di "tubi termoionici", che renderanno possibile la radio e la televisione.
(vedi l'argomento e l'invenzione nell'anno 1900 alla voce "valvola")
Fleming la chiamò "valvola" poichè esprime la vera funzione dell'ampolla termoionica che, analogamente alla valvola meccanica, regola o interdice un flusso elettronico; si comporta infatti come una valvola in un circuito idraulico, apre o chiude un flusso di elettroni. Può essere chiamato anche "diodo" poichè contiene due elettrodi, un filamento che funge da catodo e una placca come anodo; dispositivo che consente il passaggio della corrente elettrica in una sola direzione, dall'anodo al catodo. Vi entra corrente alternata, ma all'uscita esce in continua anche se il flusso è a fiotti. Era dunque ideale nell'utilizzo come rivelatore per la ricezione dei segnali negli apparecchi radio. Non era però un dispositivo che consentisse operazioni più complesse quali il controllo del flusso, la modulazione di un'onda portante, l'amplificazione e la demodulazione del segnale.Ci pensò l'anno seguente (1906) l'ingegnere americano Lee De Forest introducendo un elettrodo supplementare nel diodo tra catodo e anodo, chiamandolo "griglia" e "triodo" il nuovo tipo di tubo che non solo apriva e chiudeva il fascio di elettroni ma riusciva a controllare le variazioni di una piccola tensione o di una tensione molto grande. La nuova valvola diventò per atonomasia la cosiddetta "valvola amplificatrice" e permise nei successivi anni le trasmissioni e lo sviluppo della radio con gli amplificatori aumentando la sensibilità degli apparecchi riceventi, allargando enormemente la portata della radiocomunicazione. L'inizio dell'era termoionica fu indubbiamente esaltante sotto ogni punto di vista. Senza il triodo la radio sarebbe rimasta a livelli rudimentali. Prima della sua comparsa i segnali a lunga distanza erano deboli e distorti, solo con il triodo fu possibile aumentarne il volume e correggerne le distorsioni. Più tardi rese anche possibile la conversione del segnale elettrico in suono nel microfono, e rese anche possibile lo sviluppo della televisione.
____ VALVOLA DI SICUREZZA - Non ha nulla a che vedere con le valvole elettroniche, ma è un semplice dispositivo inserito in alcune macchine semplici o complesse, per regolare l'entrata di un liquido, o per la chiusura di altre macchine semplici o complesse sottoposte a pressione. Quelle semplici erano conosciute fin dall'antichità, realizzate dai versatili inventori, quali Erone di Alessandria e il greco Ctesibio. Simile a quello che oggi avviene in un sifone di un water, una palla galleggiante salendo in superficie in un recipiente quasi colmo d'acqua, interrompe il flusso prima che il liquido tracimi. La valvola divenne un più sofisticato marchingeno quando Denis Papin nel 1679 realizzò la sua famosa pentola a pressione la predecessora delle successive caldaie a vapore impiegate nei primi motori a vapore. Altre valvole di vario tipo sono impiegate nei motori a combustione interna, miscelando aria e benzina, o per l'espulsione di gas combusti, nei vari contenitori di gas liquidi, autoclavi ecc.
____ STRUTTURA ATOMICA - Nel 1897 (vedi) Thomson già parlava di elettroni, nel 1901 (vedi) si parlava di energia radioattiva e di elettricità emessa dall'atomo, ma si continuava a non prendere in considerazione ciò che aveva ipotizzato proprio Thomson, che l'atomo fosse un involucro elettronico con più particelle (elettroni) e queste sollecitate da correnti elettriche, luce o calore potevano schizzare via dall'atomo. Thomson quest'anno (1904) tornò ad affermare queste ipotesi; e anche se c'era ancora molto da dire, fu sufficiente per suscitare interesse che ben presto, portarono alla struttura atomica. La prima dimostrazione di questa struttura la diede Perrin nel 1908ANNO 1905
____ RELATIVITA' RISTRETTA - Un giovane fisico impiegato all'ufficio brevetti di Berna - il 26 enne Albert Einstein (1879-1955) - nel giugno di quest'anno inviando alla rivista tedesca "Annalen der Physic" compie la prima formulazione della relatività ristretta con il lavoro intitolato "Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento", una memoria originale sull'argomento, peraltro già a lungo dibattuto e preparato da discussioni ed esperienze preliminari. Quando qualcuno riuscì a leggerla disse che forse in tutto il mondo si potevano contare su una mano quelli che erano in grado di capirla. Tuttavia in seguito non si sono trovate divergenze fra la realtà e la visione di Einstein, anche perchè il fisico svilupperà in seguito (1916) la "relatività generale".
La teorie della relatività einsteiniana si divide in questi due grandi capitoli: il primo riguarda la descrizione dei fenomeni così come sono visti da due osservatori (un corpo si muove di moto traslatorio quando tutti i suoi punti subiscono spostamenti di uguale grandezza, direzione, verso) uniforme rispetto all'altro; il secondo riguarda i fenomeni visti da due osservatori dei quali l'uno sia in moto uniformemente accelerato rispetto all'altro. Questa differenza dello stato di moto tra i due tipi di osservatori è quella che sta alla base della differenza delle due teorie relativistiche.____ TEST INTELLIGENZA - Lo psicologo francese Alfred Binet inventa i primi test per misurare l'intelligenza, che porteranno poi alla definizione di quoziente di intelligenza, rapporto tra l'età mentale e l'età cronologica.
____ SILICONE (vedi 1907 - "bachelite")
____ FOTONI - (vedi sotto)
____ FOTOCELLULA - Inventata dal tedesco Arthur Korn nel 1904, è un dispositivo in grado di trasformare impulsi ottici o variazioni di tali impulsi in corrente elettrica.
Le più tradizionali sono costituite da un tubo elettronico dotate di una parete trasparente alla luce e di un cosiddetto fotocatodo, superficie di materiale fotosensibile che emette elettroni per effetto fotoelettronico quando colpito da luce. Questi elettroni sono raccolti ad un anodo e la corrente corrispondente viene trattata da appositi circuiti per ricavare gli effetti richiesti dall'apparecchiatura. Il risultato si era ottenuto, ma per quale motivo il materiale fotosensibile emetteva elettroni quando era colpito dalla luce? Due anni prima nel 1902 il fisico tedesco Anton Lenard (1862-1947) aveva dimostrato che gli effetti elettrici prodotti dalla luce che colpiva certi metalli erano il risultato dell'emissione di elettroni dalla superficie metallica. Dimostrò che solo la luce di lunghezza d'onda non superiore a un certo valore poteva provocare l'emissione di elettroni da un particolare metallo, e che la lunghezza d'onda cruciale era diversa per ogni metallo. Un aumento dell'intensità della luce di una certa lunghezza d'onda aveva come risultato l'emissione di un maggior numero di elettroni, ma l'energia dei singoli elettroni rimaneva uguale. Se la lunghezza d'onda diminuiva, gli elettroni avevano un'energia più elevata; se la lunghezza d'onda aumentava, gli elettroni emessi avevano un'energia più bassa. Non vi era modo di spiegare questo fatto con la fisica ottocentesca. Ma eravamo nel Novecento, e se Lenard aveva esposto una teoria nel 1902, e Korn aveva realizzato la sua cellula nel 1904, a dare una risposta al quesito posto da Lenard ci pensò il giovane sconosciuto fisico tedesco Albert Einstein (1879-1955) spiegando cos'era la...
____ FOTOELETTRICITA' - Prima ancora di annunciare la sua famosa formula chiave che sancisce l'equivalenza tra massa ed energia, Einstein pubblicò nel giugno del 1905 sugli "Annalen der Physik", il saggio sull...
____ EFFETTO FOTOLOELETTRICO - Fino a questo momento non si riusciva a capire perchè l'emissione degli elettroni variasse in modo inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda della luce. Si era osservato che era possibile produrre un'emissione di elettroni, in un tubo sotto vuoto, non solo portando ad incandescenza un filamento, ma anche inviando della radiazione ultravioletta su di un elettrodo metallico. In realtà già nel 1887 Hertz aveva trovato che illuminando una placca metallica con luce ultravioletta, questa si caricava elettricamente, ma solo dopo la scoperta dell'elettrone si capì che il fenomeno osservato - chiamato effetto foroelettrico - era dovuto all'emissione di elettroni dal metallo irraggiato. Max Plank aveva, nel 1900, presentato i suoi risultati sulle radiazioni che si sintetizzavano nella formula E=hf. La costante h da allora prese il suo nome; ma l'introduzione di una "quantizzazione" dell'energia era dovuta alla necessità di giustificare risultati sperimentali "non spiegabili" nell'ambito della fisica classica, e lo stesso Plank che aveva introdotto questo nuovo concetto, tentò di spiegare il fenomeno della radazione del corpo nero.
Einstein riprese gli studi di Plank sulla teoria dei quanti e cercò di dare alla medesima una dignità di teoria legittima e non solo un ruolo di artificio matematico. Diede insomma una soddisfacente interpretazione quantitativa dell'effetto fotoelettrico, processo relativamente semplice di interazione tra radiazioni e materia.
Il "quanto di luce" è una particella elementare considerata portatrice delle forze (radiazioni) elettromagnetiche avente: la velocità della luce, la proprietà corpuscolare, è dotato di una quantità di energia (quanto di radiazione) pari ad hv, ove h è la costante di Plank e v la frequenza della radiazione considerata. Ne consegue che quanto più elevata è la frequenza della radiazione, tanto maggiore è l'energia dei "quanti di luce" che la costituiscono. Si producono "quanti di luce" ogni volta che in un atomo si ha passaggio di una particella, carica elettricamente, da uno stato caratterizzato da energia più elevata a uno di minore energia. In parole semplici questi "quanti" di luce col diminuire la lunghezza d'onda hanno l'energia sufficiente a scalzare un elettrone da un atomo del metallo (alcuni sono molto sensibili altri meno). Quindi Einstein dimostrò che l'"effetto fotoelettrico" consiste nella cessione di energia tra i "quanti di luce" e gli elettroni. Questa scoperta gli valse più tardi il premio Nobel 1921.
La successiva osservazione di altri fenomemi quali l'effetto Compton, confermarono l'esistenza dei "quanti di luce". Arthur Holly Compton nel 1923 con uno spettacolare esperimento sull'urto di elettroni e "quanti di luce" predetti da Einstein, dimostrò l'esistenza fisica di quest'ultimi, chiamati "fotoni" e confermò che la luce esiste sotto forma di onde e particelle come asseriva Einstein. Quest'urto tra elettroni e fotoni prenderà il nome di "effetto Compton"; nel 1927 il fisico americano riceverà il premio Nobel. (Per analogia si estende l'uso del termine "fotone" anche alla designazione di "quanti di radiazioni" elettromagnetiche di frequenza diversa da quella che forma luce visibile).
____ CELLE FOTOVOLTAICHE - Molti anni dopo dal saggio di Einstein, e dopo l'esperimento di Compton, furono confermate tutte le interpretazioni sulla fotoelettricità e la costruzione delle celle fotovoltaiche rappresentarono l'ultimo ritrovato per lo sfruttamento delle energie gratuite. Il principio di funzionamento di questi piccoli generatori sfrutta la proprietà dei corpi cosiddetti "semiconduttori" che hanno la caratteristica, se colpiti dalla luce, di creare una differenza di potenziale. Negli anni '50 le prime celle venivano utilizzate con successo dalla N.A.S.A. per i suoi satelliti. Il semiconduttore usato per le celle è il sicilio allo stato cristallizzato: tagliato con speciali attrezzature in fettine sottilissime viene corredato con due elettrodi: uno costituito da una colata di stagno sul dorso della cella, l'altro da un fitto reticolo depositato sul lato esposto al sole in maniera da consentire la maggior raccolta di energia possibile con la minore superficie occupata di cristallo. Normalmente le celle hanno forma circolare. Una cella può essere divisa a metà o in 4 parti: ogni frazione di cella così ottenuta conserva la tensione di una cella intera (circa 0,5 V.), ma dimezza l'amperaggio ogni volta che viene tagliata. Perciò se una cella è in grado di erogare 0,5 V. a 500 mA, mezza cella da 0,5 V. a 250mA, il quartino invece 0,5 V. a 125 mA. Dunque per generare una certa quantità di corrente, si opera in un modo molto semplice, tenendo presente se si vogliono ottenere maggiori Volt, o maggiori Ampere. In questo modo si costruiscono i....
____ PANNELLI VOTOVOLTAICI ... con un numero di celle in base alla funzione alla quale verrà destinato il pannello, onde raggiungere il voltaggio e l'amperaggio necessari all'impiego. Non è necessario che ci sia sempre il sole, se utilizziamo razionalmente la corrente prodotta nelle giornate di sole e la accumuliamo nelle batterie in maniera di averla sempre a disposizione quando occorre. Per far questo basta realizzare un piccolo circuito dal pannello agli accumulatori costituito da un diodo ed un regolatore di carica utilizzando batterie di tipo automobilistico da 6 o 12 Volt.. Nell'utilizzare questa corrente interponendo un invertitore transistorizzato (che trasforma la tensione delle batterie in corrente alternata a 220 V. e 50 Hz di frequenza) possiamo collegare ogni tipo di apparecchio che funziona appunto a 220 V, dalla luce elettrica all'energia per motori. Si era insomma scoperta nel sole una fonte di energia inesauribile oltre che gratuita.
____ ENERGIA FOTOVOLTAICA - Nei primi anni '80, la tecnologia dell'energia fotovoltaica era già in grado potenzialmente di venire incontro alla forte richiesta di energia; vi erano già in commercio pannelli assemblati con celle di nuova concezione, e ognuno poteva costruirsi il proprio fabbisogno unendo uno o più pannelli. Qualora ci fosse stato "un inizio" libero, indubbiamente si sarebbe verificato un forte abbattimento dei costi delle celle, quindi una proliferazione di tali impianti, non solo industriali ma anche domestici (ogni casa con il suo bell'impianto di pannelli quasi indistruttibili sul tetto). Cosa che allarmò i monopolisti petrolieri. E come io non posso farmi in casa un carburante (leggi alcool) così non posso farmi un impianto fotovoltaico personale per farmi elettricità. I petrolieri non solo fecero votare proibitive leggi in Parlamento, ma sono riusciti ad acquistare tutte quelle industrie che producono o fanno ricerca sulle celle fotovoltaiche. Chi qui scrive, Franco, nel 1984 ha venduto in Italia le prime celle fotovoltaiche (perfino all'Enel) e ne sa qualcosa dei vari impedimenti e dei vai aut aut. Cioè i petrolieri in Italia dopo aver vinto e fermato la costruzione delle centrali nucleari (e perfino quelle idriche con l'Italia che ha il più grande arco alpino e montagne con nevi perenni), hanno vinto anche nel settore del fotovoltaico; ne hanno il monopolio, il che significa che le celle non verranno mai prodotte, o se prodotte saranno sempre a costi proibitivi - altrimenti il contatore delle nostre case sparirebbe, come sparirebbero le tante centrali termoelettriche che producono energia bruciando petrolio; che l'Italia non possiede; ma il sole lo possiede!).
____ SATELLITE FOTOVOLTAICO - Giunti all'anno 2000, la tecnologia delle celle e quella spaziale, permette oggi di mettere in orbita all'altezza dell'equatore un enorme satellite fatto - con la tecnica modulare - di milioni e milioni di pannelli fotovoltaici. A un'altezza di 36.000 km, le celle catturano radiazioni solari 15 volte superiori a quella poste sulla Terra. L'energia prodotta in milioni di Volt potrebbe essere convertita in fasci di microonde da inviare a particolari impianti posti sulla superficie del pianeta. Ma stranamente tale progetti non vengono ancora presi in considerazione.
____ MASSA-ENERGIA - Sempre nel corso dell'anno 1905 sempre sugli "Annalen der Physic", Einstein pubblica il lavoro sull"equivalenza fra massa ed energia". "La massa di un corpo - scriveva - è la misura del suo contenuto in energia". Rappresentò questo concetto con la famosa equazione E=mc2, dove E è l'energia, m è la massa c è la velocità della luce.
____ TRAPANO - Come già accennato per il tornio (vedi anno 1895 "tornio") un attrezzo per fare buchi era conosciuto fin dall'antichità, ed era quello ad arco funzionante con una corda. In seguito furono costruiti con lo stesso principio con la balestra, e fino a tutto Settecento, lo utilizzavano soprattutto i falegnami perchè la maggior parte delle macchine e dei vari oggetti di allora erano in legno. Quando sorse il problema di averli più efficienti e capaci di perforare il ferro, in parallelo era già sorta l'elettricità. E come tutti gli utensili, anche il trapano vide la luce con un motore a corrente continua nel 1895 realizzato a Stoccarda dal tedesco Wilhelm Fein. Ma divenne potente e a corrente alternata nel 1905, quando prima la Duke Electric Co. ne mise uno in commercio negli Stati Uniti , poi nel 1910 la Black & Decker iniziò la produzione, la diffusione e la commercializzazione dei suoi trapani; che continuò a migliorare con vari utili dispositivi: riduttori di velocità, mandrino a ganasce per strigere la punta, ventilatori per il raffreddamento in caso di uso prolungato, punte per i vari materiali (acciaio, legno, cemento). Gli ultimi in commercio - ormai di varie marche - possono avere una velocità di circa 10.000 giri al minuto.
ANNO 1906
____ GALLERIA DEL SEMPIONE - Il 1° Giugno - dopo la costruzione della galleria sotto il Monte Leone - la più lunga galleria ferroviaria del mondo 19.825 mt.- viene inaugurata la ferrovia del Sempione.
____ RADIOONDE E SUONO - Prima di questa data la radio di Marconi non era come la intendiamo ora; le comunicazioni all'inizio entrarono in uso solo come telegrafo senza fili, utilizzando i punti e le linee del codice Morse, che viaggiavano con fiotti di radioonde. Di inviare un segnale continuo con un'ampiezza variabile venne in mente nel corso di quest'anno (1906) al canadese Reginald Aubrey Fessenden (1866-1932). Era questa la cosiddetta "modulazione d'ampiezza" (abbreviata AM). Nell'inviare parola e musica usò un microfono allo stesso modo di un telefono a correnti modulate, e nel riceverle la modulazione poteva essere riconvertita in onde sonore riascoltando parole e musica. La notte di Natale del 1906 fu realizzata sulla costa del Massachusetts la prima trasmissione radio di questo tipo. Chi aveva i primi ricevitori captò la prima musica che giungeva dall'etere.
____ TRIODO (per l'argomento e il dispositivo- vedi anno 1904)
____ VITAMINE - Quando Eijkman curò il beri-beri (vedi 1896) nulla si sapeva delle vitamine, tuttavia aveva scoperto la prima malattia causata da carenza alimentare, e molti biochimici da allora non si dedicarono solo alla caccia di microrganismi, batteri, virus ecc, ma presero in seria considerazione molte malattie ancora ignote ai batteriologi e che potevano benissimo essere attribuite alle carenze alimentari. Uno di questi scienziati - il biochimico inglese Frederick Hopkins (ripartendo dagli studi di Ejikman, si convinse che nell'alimentazione fossero presenti in piccole quantità vari composti organici essenziali per la vita. Creò il concetto di "vitamine", e più tardi quando furono confermate, i due scienziati Eijkman e Hopkins condivisero il premio Nobel per la medicina e fisiologia nel 1929.
Tuttavia c'era ancora molto da fare, e la classificazione delle vitamine è stata elaborata progressivamente, via via che queste sostanze venivano scoperte o identificate le malattie da carenza. La maggior parte presero proprio il nome della malattie: "retinolo"(A) viene da "retina", l'acido ascorbico (C) previene lo "scorbuto", la vitamina PP previene la "pellagra". Le stesse proteine per agire hanno bisogno delle vitamine e dei loro derivati, le cui funzioni sono molteplici e le une più importanti delle altre. Non è indifferente sapere che una carenza vitaminica disturba l'elaborazione del sistema nervoso, in particolare nelle sue forme precoci (bambini con una carenza nell'alimentazione, o perchè sono nati da madri con carenze vitaminiche all'inizio della gravidanza).
____ JUKE BOX - Erano piuttosto recenti i dischi fonografici inventati da Berliner (vedi anno 1888 "grammofono" e "dischi"), ciononostante un brillante inventore - lo statunitense Louis Grass- realizzò un riprodutture fonografico a monetine per ascoltare nei locali pubblici di San Francisco la musica di un disco. Nel 1905 un altro statunitense - John Danton - migliorò l'idea realizzando un apparecchio molto simile ma con con una piattaforma cilindrica che conteneva 25 dischi, dando così la possibilità - dopo aver introdotto la monetina - di scegliere e ascoltare la canzone preferita. Nel dopoguerra, con la comparsa nel 1948 dei piccoli "microsolco" a 45 giri, i juke-box conobbero una straordinaria fortuna presso quasi tutti i bar del mondo occidentale. Perfezionato il marchingegno, questo poteva contenere su una o due piattaforme cilindriche rotanti 100, 200 dischi.
____ PLASTICA - (vedi sotto)
____ BACHELITE - E' considerata la prima materia plastica sintetica, che fu ottenuta nel 1907 dal chimico belga Leo Hendrix Baekeland. In effetti la materia plastica (o meglio la storia dei "POLIMERI") ha una lunga storia. La prima ricavata dal nitrato di cellulosa è del 1862 realizzata dal chimico inglese Alexander Parker (vedi anno 1869). Ebbe un certo successo commerciale col nome di Parkesina. Nel 1869 l'americano John Wesley Hyatt, ottiene la....
____ CELLULOIDE (nitrocellusa platificata con canfora) (vedi anno 1869). Dopo la bachelite di quest'anno, nel 1908 il fisico svizzero Jacques Branderberger, lavorando sulla celluloide di Hyatt (vedi anno 1869) produce il....
____ CELLOFAN. Si lavorò poi nei successivi anni per ottenere polimeri sintetici. Nel 1926 l'industria chimica tedesca realizza la prima....
____ GOMMA SINTETICA chiamata "buna". Fra il 1930 e il 1934 una equipe di inglesi guidata da Rowland Hill, un'altra guidata dal tedesco Otto Rohm e un'altra americana del gruppo industriale Du Pont realizzano un prodotto che in America viene chiamato....
____ PLEXIGASS, in Inghilterra PERSPEX. Contemporaneamente nel 1933 la inglese Imperial Chemical mette in produzione e in commercio il...
____ POLIETILENE. Colpo grosso della Du Pont che realizza una fibra tessile rivoluzionaria. Il 23 maggio del 1934, William Wallace Carothhers un chimico, ricercatore, dentro i laboratori della statunitense Du Pont, scopre e ottiene una nuova sostanza chimica che estrusa da un contenitore fornito di microscopici ugelli (usa inizialmente una ipodermica) formano a contatto dell'aria un sottilissimo e resistentissimo filo; è una fibra artificiale cui viene dato il nome "Polimero 66", solo in seguito sarà conosciuto con un altro nome (vedi sotto). La Du Pont destinò subito la nuova sostanza per la fabbricazione di un rivoluzionario sistema di filatura e tessitura, che per le sue caratteristiche quasi microscopiche, il tessuto è pari alla seta ma ancora più trasperente tanto da renderlo velato, andrà ad aprire il gigantesco business mondiale delle calze chiamate ancora di seta organzino ma che dal '37 in avanti molte contengono già un misto di questa nuova fibra, anche se i consumatori (imbrogliati) lo ignorano. L'industria delle calze, infatti, da tempo ha già iniziato a utilizzare la nuova fibra per la fabbricazione delle calze. Solo in seguito la Du Pont, il 15 maggio del 1940 viene allo scoperto e mette in commercio le prime calze, con tanto di brevetto industriale registrato e da dichiarare in caso di utilizzo della fibra anche in piccole percentuali (spesso usate di nascosto con il cascame della seta o con la fibra molto corta, cioè quella riciclata con gli sfilacciatoi dagli stracci di seta). La fibra artificiale abbandona il nome di "polimero 66" e prende il nome di....
____ NYLON. Per la sua trasparenza migliore della seta, ma anche per il suo basso costo, l'impiego massiccio è sulle calze da donna. Il successo è subito strepitoso; ben presto la seta per calze da donna è relegata in secondo piano. Questa decisione fu presa dopo il boicottaggio della nuova fibra da parte degli importatori di seta, ma non certo dai fabbricanti di calze che la utilizzavano per farle costare poco. Quelle di seta costavano nel 1930 (catalogo semestrale della Rinascente n. 18, 20 Novembre, dell'inverno 1929-30) lire 29.75) mentre nel 1937 , catalogo n. 34, erano vendute intorno alle 50 lire.
I produttori di seta comaschi prima si erano allarmati e disprezzarono la nuova fibra, poi molti di loro (col blocco delle importazioni della seta) cominciarono ad utilizzarla (facendo i furbi) senza però dichiarare che era un misto seta, visto che il costo del quasi anonimo filato del polimero 66, era dieci volte inferiore alla seta e all'apparenza si presentava perfino meglio della seta. La reazione nel 1940 della Du Pont fu appunto di proteggere la sua invenzione e crearsi un suo mercato (visto che molti la fibra già la utilizzavano) con l'intenzione di valorizzarla, e che alla fine incontrò (come aveva previsto) un successo superiore a quello della stessa seta per la sua trasparenza cristallina, molto apprezzata dalle donne. Alcune calze vendute nell'inverno del 1937, dalla Rinascente a Milano a lire 18 e a lire 25,50, erano reclamizzate di "seta organzino", ma in effetti (non esisteva ancora una legge che lo proibiva) già contenevano metà (e anche il 75%) di Polimero 66. Infatti nello stesso catalogo un tipo di calza viene presentato come "seta pura".(e se scrivevano "pura" il motivo c'era).. Ecco perchè ci fu la reazione della Du Pont.
Quacosa di simile al polimero 66, cioè al "nylon"era già apparso (ed era la prima fibra artificiale) nel 1884 col nome brevettato di....
____ RAYON ( o RAION) Fu prodotto per la prima volta nel lontano 1883, dal chimico francese Hilaire Bernigaud, conte di Chardonnet (1839-1924). Era una fibra artificiale (la prima fibra sintetica) che imitava la brillante seta (la chiamò raion da francese raggio) ottenuta trattando la cellulosa in un modo singolare. Il conte voleva imitare i bachi da seta; "se questi - si disse- per fare il bozzolo devono prima alimentarsi con la cellulosa delle foglie di gelso, il segreto della seta non sta nel baco ma dev'essere nella stessa cellulosa". Chimicamente preparò una pasta di cellulosa, fece passare questa attraverso una trafila con piccolissimi fori, e ottenne dei lunghissimi filamenti dalle caratteristiche simili alla seta. Pur presentandola all'esposizione di Parigi solo nel 1901, non ebbe gran fortuna, forse era in anticipo nei tempi. A quell' "artificiale" gli era piuttosto ostile il consumatore, plagiato forse dagli importatori e dai produt