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TABELLA 5
( dall'anno 1600 al 1737 )

LA TERRA MAGNETE - LA SCIENZA DI GIORDANO BRUNO - LATTA - VIRGINIA (STATI UNITI) - PANTOGRAFO - TELESCOPIO - CANADA - ORBITE PLANETARIE - LA VIA LATTEA - LA LUNA - INCUBATRICE - GIOVE - VENERE - MACCHIE SOLARI - VELOCIPEDE - BICICLETTA - LOGARITMI - DILIGENZA - METODO SCIENTIFICO - REGOLO - GAS - TAVOLE RUDOLFINE - MANHATTAN - CIRCOLAZIONE DEL SANGUE - POLMONI FUNZIONAMENTO - SCONTRO SCIENZA E RELIGIONE - GEOMETRIA ANALITICA - BAIONETTA - CARBONE COOKE - CHININO - PASCALINA - BAROMETRO - VUOTO PNEUMATICO - PESO DELL'ARIA - PRESSIONE ATMOSFERICA ALTITUDINE - PRESSIONE IDRAULICA - FUCILE - CARTUCCIA FUCILE - CARROZZELLA PER INVALIDI - ETA' DELLA TERRA - PROTESI ACUSTICA - PROBABILITA' - GLI ANELLI DI SATURNO - OROLOGIO A PENDOLO - CADUTA DEI CORPI - ENTOMOLOIA - EMATOSI - GLOBULI ROSSI - CAPILLARI - ELETTRICITA' STATICA - BANCONOTA - ELEMENTI CHIMICI - LEGGE SUI GAS - LEGGE DI BOYLE - SCIENZIATO - ACCADEMIA DELLE SCIENZE - CELLULA - DIFFRAZIONE DELLA LUCE - ROTAZIONE DEI PIANETI - SPETTRO LUMINOSO - GENERAZIONE SPONTANEA - TELESCOPIO A SPECCHIO - MATEMATICA SUPERIORE - CALCOLO INFINITESIMALE - FOSFORO - GEOLOGIA - FOSSILI - DIABETE - SATELLITI DI SATURNO - DISTANZA DEI PIANETI - AUTOPOMPA - VELOCITA' DELLA LUCE - MICRORGANISMI - SPERMATOZOO - STELLE DEL SUD - PENTOLA A PRESSIONE - SFRUTTAMENTO DEL VAPORE - MACCHINA A VAPORE - IL SESSO DELLE PIANTE - BATTERI - DIMENSIONE DELLA TERRA - NUMERI IMMAGINARI - CARTA METEREOLOGICA - CLASSIFICAZIONE VEGETALI - GRAVITAZIONE UNIVERSALE - LEGGI DEL MOTO - CHAMPAGNE - LASTRE DI VETRO MODERNE - CLASSIFICAZIONE ANIMALE - CALCOLATRICE DI LEIBNIZ - STATSTICA DELLA MORTALITA' - TASSO DI MORTALITA' - TAVOLE DI MORTALITA' - MINER'S FRIEND - VIAGGI DI HALLEY - VOLUME E TEMPERATURA DEI GAS - CLARINETTO - SISTEMA BINARIO - I-CHING - ORBITE DELLE COMETE - ALTOFORNO - PIANOFORTE - FUCILE - DIAPASON - MACCHINA A VAPORE - SCALA DI FAHRENHEIT - ECLISSI SOLARI - MOTO DELLE STELLE - ISOLA DI PASQUA - VIOLINO - LONGITUDINE - CRONOMETRO DI BORDO - ABERRAZIONE DELLA LUCE - STRETTO DI BEERING - ODONTOIATRIA - CONDUTTANZA ELETTRICA - NAVETTA VOLANTE (FLYING SHUTTLE) - NOMENCLATURA BINOMIA - TASSONOMIA - ALESATRICI - COBALTO

ANNO 1600

____ LA TERRA UN MAGNETE - Colombo nel suo primo avventuroso viaggio si era accorto che qualcosa non andava. Fino allora tutti i naviganti, la bussola la conoscevano, la utilizzavano da oltre due secoli, ma nessuno sapeva ancora perchè l'ago puntasse sempre verso Nord. Tutti erano convinti che qualunque fosse il motivo, l'ago faceva sempre il suo dovere puntando sempre a nord permettendo così ad ogni navigante di orientarsi con le stelle. Prima di Colombo nessuno si era spinto così lontano, e ciò che lui scoprì in pieno oceano fu che non sempre l'ago puntava solo a nord-nord ma anche un po' a nord-est. Nulla si sapeva della "Declinazione magnetica". C'erano inoltre molte dicerie che se il magnete veniva strofinato con l'aglio distruggeva il magnetismo, se invece con diamanti tritati si strofinava un ferro questo diventava un magnete e altre baggianate simili. A sfatare tutte queste leggende ci pensò un fisico inglese - William Gilbert (1544-1603); prima fece delle dimostrazioni pubbliche per eliminare quelle fandonie, poi nel 1600 pubblicò un libro "De Magnete", in cui oltre che illustrare alcune esperimenti, lo concludeva affermando che gli aghi della bussola si comportavano in quel modo perchè la Terra stessa era un grosso magnete. La dimostrazion la fece costruendo una grossa sfera in magnetite, ne individuò i poli e mostrò che l'ago di una bussola se posta accanto alla superficie puntava sempre a nord.
Non era del tutto esatto, ma allora nulla si sapeva della "migrazione dei poli" magnetici terrestri degli ultimi anni e nei vari tempi geologici. In seguito studiando e analizzando la magnetizzazione di lave raffreddate milioni di anni fa, si è stati in grado di ricostruire con precisione l'orientamento del campo magnetico terrestre, che ha anche invertito spesso la sua polarità. ( vedi "Deriva dei continenti" )

____ GIORDANO BRUNO - Le scoperte della scienza si pagano anche con la morte. Si afferma, che in questo fatidico giorno - 17 febbraio 1600 - quando salì sul rogo Giordano Bruno, la sua morte ebbe un effetto raggelante sul progresso scientifico nelle nazioni cattoliche. Giordano Bruno si era inserito in un periodo di profondo sconvolgimento rinnovando gli orizzonti conoscitivi delle dottrine filosofiche, mentre la Santa Inquisizione era impegnata nello stesso periodo a reprimere ogni forma di devianza dalla dottrina ufficiale e di pensiero che in qualche modo potesse turbare l'egemonia culturale ecclesiatica. Bruno in questo contesto svolge un ruolo significativo, proponendo un originale pensiero che si struttura sotto l'influenza di correnti filosofiche precedenti e contemporanee. Contemplando dall'interno l'essenza delle cose, riesce con il proprio ingegno, ad assoggettarle a sé e, per mezzo del proprio lavoro, a plasmarle, esaltando così le doti che solo a lui sono concesse. A ben guardare nella filosofia, ma soprattutto nella cosmologia bruniana si ritrovano concetti estremamente innovativi che quindi risultano veramente rivoluzionari e destabilizzanti se considerati nell’ottica del XVI secolo. Basti pensare che l’universo ipotizzato da Bruno è in tutto e per tutto simile a quello delineato dalle conoscenze moderne, tanto che fu oggetto di molte critiche anche da parte di quelli che sono considerati i padri della cosmologia moderna, come Galileo e Keplero, i quali con i loro mezzi conoscitivi non potevano ipotizzare sulla base di un ragionamento matematicamente rigoroso l’infinità dell’universo o la pluralità dei mondi.
Nel marzo del 1597, Bruno, innanzi agli inquisitori, difese la sua tesi filosofica centrale: l'infinità dei mondi, operando secondo la tattica della doppia verità, già adottata a Venezia. Il collegio giudicante non accettò questo procedere e, dopo averlo torturato, lo invitò a confessare, ma Bruno rifiutò di sconfessare tutto ciò per cui aveva strenuamente lottato. Nel 1598, furono definitivamente presentate le accuse imputate al filosofo che riguardavano gli atti irriverenti che si riteneva fossero stati compiuti nei confronti del clero relativi alle tesi su Cristo, lo Spirito Santo, la Trinità e le tesi eretiche riguardanti l'universo e la sua infinitezza. Bruno, ormai distrutto, si dichiarò disposto a pentirsi e ad abiurare, ma compì un gravissimo errore fidandosi di Clemente VIII, che riteneva essere uomo di grande benevolenza ed onestà intellettuale. A lui, infatti, inviò un memoriale di difesa sulle sue tesi. L'errore di giudizio fu fatale, l'Inquisizione decise di attaccare un'altra sua opera, 'Spaccio della bestia trionfante', ritenendola antipapale richiese al filosofo abiura e pentimento. Questa volta Bruno non rispose e, rifiutando l'abiura il 21 dicembre 1599, firmò la sua condanna a morte. Clemente VIII, il 20 gennaio 1600, anno giubilare, ordinò la sentenza di morte e la consegna del detenuto alla giustizia secolare. Il filosofo fu riconosciuto "eretico, impenitente e recidivo". Il 17 febbraio Giordano Bruno venne portato al rogo a Campo de' Fiori con la bocca in giova, cioè con una mordacchia che gli impediva di parlare, e fu dato in pasto alle fiamme, spogliato nudo e legato a un palo. La formula recitava "vivi in igne mittantur!". Prima di morire, dopo esser stata pronunciata la sentenza, Bruno proclamò: "Forse avete più timore voi nel pronunziare la mia sentenza che io nel riceverla". Giordano Bruno aveva sostenuto
l'unità e l' infinità dell' universo, la completa indipendenza della ragione, la libera ricerca; aveva parlato di una moltitudine di mondi, di un'infinità di spazi, di una Terra in movimento, e di atomi. Aveva ragione sotto ogni punto di vista, ma irritò i suoi ignoranti accusatori, disprezzandoli clamorosamente e senza riguardo, e rifiutò perfino di ritrattare quando minacciarono di condannarlo a morte.

____ LATTA - La comunissima latta che siamo abituati a vedere nello scatolame di ogni genere, per i cibi conservati, fu realizzata per la prima volta in Cecoslovacchia intorno a questa data. Ottenuta ancora oggi da un laminatoio a caldo sottoforma di un lamierino di acciaio, questo viene rivestito da una pellicola di stagno (banda stagnata) che ha come caratteristica quella di essere inossidabile, quindi ideale per i contenitori utilizzati dall'industria alimentare. Quando però nell'anno 1886 (vedi) fu scoperto il sistema di ottenere l'alluminio a basso costo (dei metalli conosciuti l'alluminio è l'elemento più comune nella crosta terrestre) l'impiego di questo metallo molto malleabile in molti casi ha sostituito i contenitori e quasi del tutto le pellicole per gli alimenti al posto della carta stagnola che vediamo però ancora spesso impiegata nel confezionamento dei cioccolatini.

____ STATI UNITI - Quelli che poi diventarono alla guerra d'indipendenza i primi Stati Uniti ebbero la prima visita e la prima colonizzazione il 24 maggio 1607. Un gruppo di coloni inglesi guidati da John Smith (1580-1631) approdati dall'Atlantico, risalendo il fiume che chiamarono James (in onore di Giacomo I d'Inghilterra) all'interno misero una colonia chiamandola "Vergine Regina" (Virginia) in onore della "vergine" Elisabetta I. Su questa colonia nacque poi la città di Jamestown.

____ PANTOGRAFO - Questo dispositivo per riprodurre disegni dall'originale in vari ordini di grandezza, fu inizialmente ideato da un gesuita tedesco - Christoph Schneiner - nel lontano 1603. Solo più tardi fu apprezzato e usato, quando l'inglese Francis Galton ne costruì uno nel 1869, a forma di parallelogramma con due lati prolungati oltre i vertici.

ANNO 1608

____ TELESCOPIO - (vi rimandiamo alla voce "cannocchiale" anno 1590)

____ CANADA - Dopo l'esplorazione di Cartier (vedi anno 1553) che era convinto di aver trovato l'Oceano Pacifico non andò oltre; mentre in realtà quel "mare" era solo l'interno del grande estuario del fiume San Lorenzo, cioè appena l'inizio di quel grande territorio che oggi è il Canadà. La Francia nel 1603 diede l'incarico a un altro esploratore - Samuel de Champion - di andare oltre quel "mare" (grande come l'Adriatico). Giunto alla foce del fiume, mise la sua prima colonia, dove poi venne fondata nel 1608 la città di Quebec. Prima base della Francia nello sterminato territorio che gli permise poi di rivendicarlo per oltre due secoli come prima colonizzatrice. L'anno precedente - come abbiamo visto sopra - erano stati gli inglesi a colonizzare (mille chilometri più a sud) e a fondare la loro prima città in Virginia.

ANNO 1609

____ ORBITE PLANETARIE - Quando morì (nel 1601) l'uomo che aveva scoperto le "stelle novae" e affermato che le "comete" erano oggetti del sistema planetario (vedi anno 1572), cioè Ticone (Tycho Brahe), lasciò un degno erede, un giovane astronomo tedesco che l'aveva assistito nei suoi ultimi anni: Giovanni Keplero. Fin dall'antichità gli astronomi davano scontato che le orbite dei pianeti fossero circolari, anche se non sempre i moti planetari se le osservazioni erano più accurate erano precisi. Ma la matematica era quella che era, non avrebbero mai potuto spingersi a fare calcoli "astronomici". Ticone come abbiamo visto per le precedenti scoperte, aveva la caparbietà nelle sue osservazioni, passava tutte le intere notti ad osservare il cielo, effettuando misurazioni, annotando, rielaborando masse enormi di dati. Negli ultimi anni oggetto delle sue abituali osservazioni notturne furono i pianeti, in particolare Marte e la sua orbita il cui dubbio che non fosse del tutto circolare stava montando. Morto lui continuò il suo assistente, che nel pubblicare nel 1609 "Astronomia Nova", esponeva la sua "Prima Legge" detta poi "di Keplero", in cui affermava che le orbite dei pianeti non erano "cerchi" ma "orbite ellittiche". E alla termine dell'opera esponeva la "Seconda Legge", che descriveva come la velocità planetaria variasse con la distanza del Sole. Più veloce vicino al Sole, più lenta lontano da esso.

____ LA VIA LATTEA - E' quella striscia debolmente luminosa che attraversa la volta celeste come un circolo massimo e che rappresenta il disco della Galassia osservato da una posizione che ne è l'interno. Per gli antichi era uno zampillo di latte sfuggito dal seno di una dea. Furono infatti i Greci a chiamare questa fascia galaxias (da gala, galactos, che significa "latte". Dunque "Via lattea". Il nostro "Universo-isola". Democrito (nel 440 a.C.) fu più preciso, realista, anticipatore di 2000 anni. E non era una semplice supposizione la sua quando affermava che la Via Lattea non era altro che un conglomerato di una grande quantità di stelle dalla luce individualmente troppo tenue per esser viste. Abbiamo letto come nacquero i primi cannocchiali (vedi anno 1590 alla voce "cannocchiale") e con la prima idea di come costruirli di Jan Lippershey nel 1608 ben presto questi strumenti si diffusero. La notizia arrivò anche a quel grande indagatore che era Galileo Galilei; non gli fu difficile procurarsi delle lenti, disporle come aveva fatto Lippershey e costruirne uno personale. Ma non lo usò solo per guardare lontano, ma per guardare lontanissimo: lo puntò verso il cielo. Aveva il suo circa 30-32 ingrandimenti, ma erano già sufficienti per fargli scoprire che Democrito aveva proprio ragione. Ma non vide solo la Via Lattea, cioè quella che era in realtà, ma puntando in altre zone del cielo, scoprì che questo era pieno di stelle, e di stelle che nessun occhio umano aveva mai visto prima di allora. Era l' Universo!. Molto più avanti (vedi anno 1785 )scopriremo che la Via Lattea altro non è che il nostro "Universo Isola", cioè la nostra Galassia e che vi sono altre galassie, altre Nebulose, altri Ammassi stellari, altri "Piccoli Universi" , altri "Universi Isole", e che tutti insieme compongono il vero "Grande Universo". Oggi con i grandi telescopi sappiamo che la nostra Galassia è un grande ammasso stellare a forma di disco con un diametro di circa 100.000 anni luce, spesso 1000 anni luce. Da questo disco -essendo del tipo a spirale- si dipartono quattro bracci, e in uno di queste bracci a circa 20.000 anni luce dal suo centro si trova il nostro Sole.

Facendo parte del braccio, questo visto dalla nostra Terra, si presenta sopra di noi come una grande fascia bianca che attraversa tutto il cielo mostrandoci alcune migliaia di stelle (ad occhio nudo, ma in effetti sono milioni - n. di Stelle 1010; Nebulose Planetaria 700 note; circa 500 Ammassi globulari (n. medio di stelle 106); circa 18.000 ammassi aperti con n. medio di stelle 100). Se da un altro pianeta (ad esempio di un sistema planetario posto nella costellazione dello Scorpione) gli abitanti di altri mondi puntassero il telescopio su quella zona che abbiamo indicato con un rettangolo nell'immagine di apertura, vedrebbero il nostro sole e quindi la nostra dimora nella posizione che vediamo sopra.

____ LUNA - L'indagatore Galileo oltre le stelle non poteva non puntare il suo cannocchiale sulla regina del cielo: la Luna. E se Ticone - prima con la stella poi con la cometa - aveva pochi anni prima (seguito dal suo allievo Keplero) inferto un grave colpo alla vecchia astronomia, Galileo diede il KO alle idee di Aristotele, che da duemila anni erano prese come verità assolute, sostenendo il filosofo che i corpi celesti avevano una struttura diversa da quella della Terra. Quelli dopo di lui meno filosofi ma più mistici l'avevano chiamata la "sfera di luce celestiale". Galileo puntando sul nostro satellite iniziò a vedere montagne, crateri, pianure che chiamò "mari"; cioè qualcosa che era molto simile alla Terra.

____ INCUBATRICE - Questo sistema per favorire con il calore necessario l'incubazione artificiale delle uova di gallina, fu realizzato per la prima volta nel 1609 da un allevatore di polli olandese: Cornelius Drebble.
Ci furono in seguito delle migliorie, fino a renderle efficienti per i neonati. Fu infatti il medico francese - Alexandre Lion - ad utilizzarla nel 1891 per i neonati prematuri. Anche questa fu poi in seguito migliorata creando all'interno le condizioni ambientali, di temperatura e umidità dell'utero materno e dotandola di dispositivi che consentono di registrare i battiti cardiaci e la respirazione dei neonati; inoltre di fornire tramite sonde l'alimentazione necessaria. Le incubatrici ormai adottate da quasi tutti gli ospedali hanno permesso di salvare la vita a milioni di neonati.

ANNO 1610

____ GIOVE - Dalle stelle alla Luna, e dalla Luna ai Pianeti. Galileo iniziò a puntare il suo cannocchiale e a seguire ogni notte quelli che gli antichi per distinguerle dalle stelle fisse avevano chiamate stelle erranti , cioè i Pianeti, (In Greco planetas significa appunto errante, vagante). Ne conoscevano cinque, e fra questi Giove. Con i mezzi a disposizione percepirli come mondi uguali alla Terra non era ancora possibile; però le stelle anche se ingrandite rimanevano sempre dei punti di luce, mentre invece queste "stelle erranti" anche con quei pochi ingrandimenti apparivano delle piccole nitide sfere. Giove era una di queste sfere, ma non solo, attorno ad esso Galileo scoprì che giravano quattro oggetti, come la Luna gira attorno alla Terra. Giove quindi era un pianeta simile alla Terra e aveva non una ma 4 lune (solo in seguito Keplero li chiamò "satellites" - che significa stare vicino). Quello di Galileo fu un altro KO al geocentrismo tolemaico, cosa che non piacque ai religiosi del tempo, ma anche a certi astronomi colleghi di Galileo, che giunsero perfino a non voler guardare dentro il telescopio dello scienziato pisano per non dover rifiutare le proprie bigotte teorie. Così non vedendoli i satelliti questi non esistevano. Galileo ai quattro "oggetti" (non ancora chiamati satelliti) diede il nome "Stelle Medicee" in onore di Cosimo II de' Medici, da un anno granduca di Toscana. Dati i tempi oscurantisti, o temendo le ire dell'inquisizione, probabilmente pochi si interessarono alle scoperte di Galileo per non far dispiacere alle "teorie celestiali". A non aver paura di mettere l'occhio nel cannocchiale fu invece l'sstronomo tedesco Simon Mayr (Simon Marius 1570-1624) che non solo si interessò ai 4 oggetti scoperti da Galileo, ma li battezzò pure, chiamandoli, IO, Europa, Ganimede e Callisto; come i quattro miti greci.

____ VENERE - Nello stesso anno, dopo Giove, Galileo iniziò ad osservare assiduamente Venere, la stella più luminosa la sera, la stella più lucente in cielo il mattino. Anche questa al cannocchiale appariva come una nitida sfera. Ma continuamente osservandola Galileo scoprì che quando era meno lucente ciò era dovuto che Venere aveva delle fasi, molto simili alla Luna, e molto simili a quelle che si verificavano sulla Terra. Dunque era un pianeta simile alla Terra, e come la Terra nel suo percorso orbitale girava anch'esso intorno al Sole. Se c'era bisogno di dare ancora una prova all'eliocentrismo copernicano, questa gli era tutta a favore. L'ambiente oscurantista iniziò a preoccuparsi non poco, poi a preoccuparsi tanto quando Galileo trovò il semplice sistema di rivolgere il suo cannocchiale sul Sole, utilizzando lenti affumicate, scoprendò cosi le ....

____ MACCHIE SOLARI .... Galileo non è che vide molto con le sue deboli lenti, ma abbastanza per vedere delle macchie scure nel brillante disco. Ma vogliamo scherzare? dissero i conservatori religiosi. "Dio, fra tutti i corpi celesti il Sole lo ha creato perfetto, senza colpa, senza peccato"; e anche qui molti si rifiutarono di guardare attraverso il telescopio per non dover minare le proprie convinzioni.

____ VELOCIPEDE
____ BICICLETTA - La prima realizzata intorno a questa data non aveva quasi nulla della futura bicicletta. Lasciò comunque per molto tempo legato il suo nome a quelle successive. Infatti realizzata dall'italiano Francesco Peretti, esso consisteva in un goffo veicolo da far correre con la spinta dei piedi a terra; del resto solo così si poteva avere un certo equilibrio per fare alcune decine di metri di strada. Si acquistava velocità spingendosi con i piedi, ed ecco perche gli fu subito affiabbiato il nome di "veloci-pede".
Un secolo dopo - realizzata- da Mede de Sivrac comparve un veicolo molto simile col nome di "celerifero". Ma dovranno passare molti anni - 1839 - per arrivare alla prima quasi attuale sagoma della bicicletta, anche se la spinta avveniva tramite una pedaliera posta al centro di una grande ruota anteriore. (vedi anno 1839 "BICICLO").

ANNO 1614

____ LOGARITMI - Il matematico scozzese John Napier (1550-1617) impiegò anni e anni di studi per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati per moltissimi numeri, che chiamò "logaritmi"; quasi al termine della sua vita - nel 1614 - pubblicò la sua "tavola logaritmica", che per i successivi trecento anni diede la possibilità a molti scienziati di fare calcoli complicati. Le tavole con i suoi valori sono state utilizzate per ricondurre le moltiplicazioni ad addizioni. - "Logaritmo" da " logarithmus" significa "numero della proporzione".

ANNO 1620

____ DILIGENZA - Le carrozze fin dai tempi romani erano sempre esistite; in latino erano le "vectura", e proprio Roma ai tempi aurei ne possedeva così tante e di così tante fogge che misero anche una limitazione alle "fuori serie" che alcuni perdigiorno usavano per vanità pur avendo montagne di debiti. Nel primo medioevo da un nome barbaro iniziarono a chiamarsi in francese "carrosse" e in tedesco "Karrosche". Anche i romani avevano un "carrus", ma era un vero e proprio carro per trasportare le merci, trainato da animali. A metà medioevo questo si chiamò anche "barroccio" (che deriva dal francese "bi-roteus" - cioè a "due ruote"). I due termini francesi "carrosse" e "barroccio" in Italia si fusero "Carroccio" (usato come cosa sacra dal fiore delle milizie nelle lotte comunali) anche se possedeva quattro ruote. Mentre "carrozza" iniziò di nuovo a distinguersi come l'antica "vectura" romana, cioè veicolo signorile per andare a diporto. E tale rimase fino all'avvento delle "vecture mobili" cioè le automobili.
Anche il recapito della posta era cosa antica, si utilizzavano corrieri imperiali, che ai tempi degli imperatori romani erano ramificati su tutto l'impero; con percorsi precisi, con organizzati punti di riposo per i cavalieri, che sostituivano o i cavalli e gli stessi uomini per proseguire il rimanente viaggio (le cosiddette "staffette"). Dopo l'impero, tutto era entrato in decadenza, compreso il recapito della corrispondenza. Del resto c'era poco da scrivere, languiva la cultura, scomparvero i commerci, e le relazioni fra le genti non esistevano più, ogni grande o piccolo paese si era isolato dagli altri, anzi era perfino pericoloso comunicare con altri paesi. Poi il risveglio, tornò la voglia di avere contatti con altre citta, con altri paesi. Nel XIV secolo i rapporti culturali e commerciali divennero intensi, la voglia di comunicare pure. Nel XV secolo e negli anni successivi, le esplorazioni avevano impresso un accelerazione alle informazioni che divenne quasi una necessità comunicare. Sorsero così di nuovo i corrieri a cavallo col sistema romano: a staffette. Ma non bastava più solo comunicare, era sorta la necessità di incontrarsi per discutere di affari, ma soprattutto tutti volevano sapere cosa stava succedendo. Le scoperte si succedevano una dietro l'altra, il mondo quasi ogni mese diventava più grande di come lo si era sempre visto o sentito raccontare. E guai a non essere presente nei posti giusti, dove di queste cose si parlava. Per esserci alcuni spendevano fortune per fare i viaggi, e rivolgendosi a chi? a chi aveva stalle piene di cavalli postali e anche qualche "carrozza" che dava appunto a nolo insieme ai cavalli. Anche i dispacci erano diventati tanti, così tanti che qualche sveglio imprenditore invece dei cavalli iniziò ad usare particolari e snelle carrozze con dentro chili e chili di posta. Ed erano -fra le principali città- diventati così regolari questi servizi , che un altro sveglio imprenditore, nel voler soddisfare le tante richieste di noli da gente che voleva viaggiare, iniziò a costruire una carrozza idonea a trasportare contemporaneamente posta e passeggeri. Cosicchè nel soddisfare questi, il servizio di recapito posta per l'imprenditore era senza spese quindi con un valore aggiunto per lui considerevole. Il primo imprenditore ch'ebbe l'idea ebbe immediata fortuna, gli altri lo imitarono. Nacquero così le prime "diligenze". Le "carrosse de diligence" o "vetture di fretta" - infatti "dilligere" significa anche "separare" ma anche cosa fatta con "sollecitazione e sicurezza". Il rapido trasporto contemporaneo di posta e passeggeri era nato. In moltissimi casi queste ditte erano private ma in alcuni casi in modo rudimentale erano anche governative. Bisognerà attendere l'Ottocento per vedere la nascita di un nuovo trasporto passeggeri (quando nacque la ferrovia) e una nuova organizzazione della posta (quando nacque il francobollo di Stato) - (di "francobolli" abbiamo già scritto nell'Anno 1290 - vedi).

____ METODO SCIENTIFICO - L'astronomo Galileo Galilei con le sue osservazioni, con le sue scoperte, aveva confutato in maniera già evidente le teorie sostenute nell'antichità (da Aristotele, Tolomeo ecc.) e associate nel corso del Medio Evo con la visione religiosa che si rifaceva alla Sacra Scrittura. Inoltre Galileo sostenendo le sue teorie con il suo metodo scientifico moderno (ovvero metodo sperimentale) aveva messo già in pratica con una vasta quantità di osservazioni specifiche le leggi della scienza. Purtroppo viveva in Italia, e per aver osato (pur intuendo che sarebbe andata a finire così, aveva deciso comunque di affrontare il rischio) nel 1616 veniva già sottoposto a processo da parte del Tribunale del Santo Uffizio di Roma per le sue teorie. Nel 1633 ne subì un altro di processo, fu costretto a rinnegare, fu condannato a prigione a vita, terminò con una sconfitta la sua battaglia culturale. Prevalse insomma la tesi dei conservatori, con grave danno futuro, come Galileo aveva temuto, per il progresso scientifico nei Paesi cattolici.
Non così in Inghilterra, dove già nel 1620 il filosofo inglese Francesco Bacone (1561-1626) riprendendo polemicamente il titolo "Organon" di Aristotele (in cui venivano formulate le regole della logica), scrisse il suo ""Novum Organum" fornendo (a Galileo e a tutti gli altri scienziati) l'appoggio teoretico della "scienza sperimentale" (o "metodo sperimentale"), descrivendo quello che oggi è chiamato il "metodo scientifico".

ANNO 1622

____ REGOLO - Fino al 1622 non esisteva nessun mezzo veloci per fare calcoli. Solo i grandi esperti in matematica si potevano permettere di eseguire operazioni molto complesse, che però richiedevano moltissimo tempo, giorni, mesi, ed anche anni. Quando Napier (vedi anno 1614 - "logaritmi") dopo una vita di studi per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati per moltissimi numeri, pubblicò le sue "tavole logaritmiche", fornì anche l'idea di come meccanizzarle queste tavole. Ci riuscì pochi anni dopo, nel 1622, un ingegnoso matematico inglese - William Oughtred (1574-1660): preparò due regoli lungo i quali erano tracciati gradualmente i logaritmi. Facendo scorrere i righelli, l'uno in rapporto all'altro, potevano venire effettuati meccanicamente dei calcoli per mezzo dei logaritmi. Per trecento anni non ci fu mezzo migliore per fare calcoli complessi. Qualche miglioramento ci fu nel 1920 quando un inglese - Edmund Gunter - ne realizzò uno esteticamente migliore (alcuni testi riportano che fu lui a inventarlo, ignorando quello di 300 anni prima) con maggiore precisione, tale che il regolo calcolatore divenne l'inseparabile strumento, soprattutto di ingegneri, geometri, professori di matematica oltre che studenti di studi superiori. Le calcolatrici elettromeccanica di quegli anni non andavano nei calcoli oltre certi limiti e non esistevano ancora quelle elettroniche. Questo fino al 1970, quando all'improvviso comparvero le prime calcolatrici scientifiche elettroniche perfino tascabili, con 20 tipi di operazioni, poi 50, 70, 200.... Di queste ultime, famose e mitiche furono quelle lanciate sul mercato dalla Hewlett Packhard, quasi contemporanee a quelle della Texas Instruments.

ANNO 1624

____ GAS - Fino a questa data gli stati della materia si indicavano in due soli modi: liquidi e solidi. Per gli antichi qualsiasi vapore era un tipo d'aria. Studiandoli e a rendersi conto che - come per i solidi e i liquidi - alcuni vapori avevano proprietà diverse fu il fisico fiammingo Jan Baptista van Helmont (1579-1644). Pur con questa constatazione lo scienziato non ebbe occasione di distinguerli, anche perchè queste "arie" non avevano alcun volume specifico, tutti riempivano qualsiasi contenitore. L'unica supposizione che fece fu quella che erano particelle di un tipo di materia immerse nel "caos" più completo. E proprio per questo la nuova sostanza la chiamò "caos" che nella pronuncia fiamminga si legge "gas". L'unico gas cui diede un suo preciso nome fu l'anidride carbonica prodotta bruciando legna, che però lui chiamò "gas sylvestre" (gas del legno). Il termine non fu impiegato subito dagli altri scienziati, ma ben presto iniziò ad essere usato per indicare il normale terzo stato della materia e i vari processi che la modificano in misura rilevante (vaporizzazione, sublimazione, ebollizione, condensazione, liquefazione, solidificazione (o congelamento).

ANNO 1627

____ TAVOLE RUDOLFINE - Nel 1609 (vedi) Keplero nel pubblicare "Astronomia Nova", affermava che le orbite dei pianeti non erano - come si era sempre creduto - "cerchi" ma "orbite ellittiche". Poterlo dimostrare non era facile, occorrevano calcoli matematici di una complessità enorme e in quegli anni non esistevano ancora la "tavole logaritmiche" che Napier pubblicò nel 1614, dopo aver speso quasi la sua intera vita per elaborare delle formule che gli fornissero gli esponenti appropriati. Le sue "tavole" ad usarle subito fu Keplero, ma pur utilizzando questa nuova tecnica del calcolo, gli ci vollero alcuni anni per elaborare delle tavole sulla base delle sue orbite ellittiche. Alla fine di questo complesso lavoro, nel 1627 pubblicò le migliori tavole dei moti dei pianeti realizzate fino a quel momento, che chiamò - in onore dell'imperatore Alfonso II, suo protettore che l'aveva sostenuto in tanti anni - "Tavole Alfonsine". Nell'opera Keplero inserì anche una carta del cielo con un migliaio di stelle; lavoro che aveva iniziato il suo maestro Ticone (vedi anno 1572 ) e come suo degno erede su quell'opera si era basato.

____ MANHATTAN (NEW YORK) - Fino a questa data l'isola era abitata da alcuni indigeni (indiani), non vi era giunto ancora nessun europeo. Ma nella corsa alle colonizzazioni che si stava disputando nel Nuovo Mondo fra Spagnoli, Portoghesi, Inglesi e Francesi, si inserirono anche gli olandesi. Quando questi giunsero davanti alla foce dell'Hudson non usarono i soliti mezzi, quello dello sterminio dei locali, ma proposero agli indiani l'acquisto dell'isola per installarci una colonia (ricordiamo qui che gli Inglesi si erano stanziati in Virginia nel 1607 fondandoci la loro prima città: Jamestown; a circa mille chilometri a nord i Francesi l'anno dopo avevano fondato Quebec). La tradizione narra che gli olandesi in cambio non è che pagarono in moneta (agli indiani non serviva di certo) ma li ripagarono con dei gingilli, il cui valore complessivo era di circa 24 dollari, anche se di allora.
Gli olandesi vi fondarono la loro colonia col nome di Nuova Amsterdam. Nel 1636, 45 di loro
essendo nati dei contrasti si presero l'isola di fronte, disabitata: Brooklyn.
Nei successivi anni gli inglesi in Europa avevano vinto gli olandesi (1664), inoltre le già esistenti colonie in America cessano di essere una colonia di una Compagnia privata inglese e passano direttamente sotto il controllo della Corona.
Gli olandesi di Manhattan e Brooklyn scambiarono queste due terre con gli inglesi nel 1670 per un territorio non molto lontano, il Suriname, dove vi erano alcune piantagioni spontanee di canna da zucchero non ancora scoperte dagli inglesi. Furono convinti di aver fatto un buon affare cedendo quel pezzo di terra poco ospitale dove non cresceva quasi nulla. Salvo nella punta estrema, egregiamente difesa da tre lati dal mare; in questo fazzoletto di terra gli inglesi nel loro insediamento alle loro spalle avevano costruito un muro (Wall) e un camminamento difensivo, temendo di essere assaliti da tergo da indigeni o da altri coloni.
Esiste ancora oggi simbolicamente quel sentiero che correva a ridosso del muro che univa le due sponde della odierna New York: si chiama Wall Street ("la strada del muro") che divide in due la piccola penisola nella sua punta più esposta al mare).

ANNO 1628

____ CIRCOLAZIONE DEL SANGUE - La data tradizionale è questa, fissata dal medico inglese William Harwey ( 1578-1657 - laureatosi a Padova, nel celeberrimo ambiente dove si studiava l'anatomia umana con molti rischi dell'inquisizione. Ma la cronologia ci porta molto indietro nel tempo, non solo a Galeno nativo di Pergamo (129-201 d.C.), ma alla scuola di Alessandria, e fra i tanti studiosi fu PRESSAGORA studiando la circolazione del sangue a dare il nome alle vene e alle arterie (vedi anno 280 a.C. "anatomia"). Poi millecinquecento anni dopo, nel 1242 fu un arabo - Ibn an Nafis - a illustrare in un libro che il sangue veniva pompato fuori dal ventricolo destro nelle arterie che portano al polmone. Lì, nei polmoni, le arterie si dividono in vasi sanguigni sempre più piccoli, all'interno dei quali il sangue raccoglie aria dai polmoni. I vasi poi si riuniscono in altri vasi sempre più grandi, finchè non vengono riportati al venticolo sinistro da cui il sangue viene pompato fuori per recarsi nel resto del corpo. Spiegava insomma, l'esistenza della doppia pompa, una necessaria per i polmoni e l'aerazione, l'altra per il resto del corpo. Questo libro e questi studi sparirono dalla circolazione (un esemplare è stato rintracciato solo nel 1924).
Per 300 anni nessuno osò riparlare in occidente di circolazione del sangue, fin quando un medico spagnolo (le biblioteche arabe nell'area iberica erano rimaste piuttosto cospicue) - Miguel Serveto (1511-1553) nel 1553 scrive un libro che spiega la circolazione in un modo molto simile a quello di Ibn an Nafis di trecento anni prima. Purtroppo Serveto commise un errore andando a Ginevra; qui con l'aria calviniana che tirava (non meno mefitica di quella italiana, inquisitoria, per tutto ciò che riguardava i segreti del corpo umano) fu arrestato e finì bruciato sul rogo. E con lui arrostito, Calvino cercò di bruciare tutte le copie del libro (ne ricomparve un esemplare che si era salvato solo nel 1694).
Nel frattempo in Italia a sei anni dalla morte di Seveto - nel 1559 - un altro medico - Realdo Colombo - si avventurò su una scrupolosa descrizione della circolazione del sangue; fu guardato a vista dai soliti zelanti oscurantisti, ma la sua opera prese a circolare negli ambienti medici soprattutto a Padova, dove vi era la celeberrima scuola di anatomia di Vesalio (vedi ANDREA VESALIO con le immagini dell'epoca). Anche Vesalio finito nell'occhio del ciclone dell'Inquisizione non finì bene,
in linea con l’atteggiamento repressionistico ed anti-culturale dell’Inquisizione, fu messo sotto accusa per “…Divulgazione di ignominiosae atque mentognere idee, contrarie allo senso comune et allo insegnamento et alla professione della vera dottrina medica et officinale ovvero allo sacro et imperscrutabile insegnamento del Cristo, al di fuori della Gratia Divina…” fu condannato a morte, ma essendo medico personale del Re di Spagna, grazie all'intervento politico e ufficioso di Re Carlo V, la condanna venne commutata in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Ma sulla via del ritorno dalla stessa Gerusalemme, Vesalio perse la vita in un naufragio alla giovane età di cinquant’anni, nei pressi dell’isola di Zante. Era il 1564.
William Harwey - che abbiamo citato all'inizio - apprese e studiò attentamente il cuore alla scuola anatomica padovana dove nel 1603 un altro italiano Girolamo Fabrizi di Acquapendente (1537-1619) illustrando la circolazione del sangue con i famosi trattati figurati di Vesalio aveva accennato anche alle valvole delle vene, ma non osò andare oltre i suoi studi nè a divulgare troppo le sue osservazioni (morì infatti tranquillamente nel suo letto alla bella età di 82 anni).
Anche Harwey intuì che prima o poi sarebbe caduto anche lui sotto "
l’atteggiamento repressionistico ed anti-culturale dell’Inquisizione"; cosicchè preferì cambiare aria rifugiandosi nei Paesi Bassi. Qui ormai in possesso di tutte le prove che gli servivano diede alle stampe il "De Motu Cordis et Sanguines" (I movimenti del cuore e del sangue). Cominciò la caccia al libro degli oscurantisti, compresi anche alcuni suoi colleghi medici, ma ormai William Harwey aveva buttato le basi della moderna fisiologia. Fortunatamente lontano, sottraendosi così ad ogni pericolo, campò fino a 80 anni, riuscendo a vedere la sua opera accettata da tutti.

____ POLMONI FUNZIONAMENTO - Diffusasi l'opera di Harwey, il passo successivo per la conoscenza del meccanismo della circolazione del sangue, fu quello fatto sui polmoni dal medico italiano, modenese, Marcello Malpighi (1628-1694), che nei suoi studi iniziò ad usare anche il microscopio. Nel 1661 descrisse per la prima volta nella sua opera "De pulmonibus observationes anatomicae" la funzione del polmone, la struttura ad alveoli, e il meccanismo con cui il sangue venoso si ossigena e si trasferisce nel circolo arterioso.

ANNO 1633

____ SCONTRO SCIENZA E RELIGIONE - Erano passati 33 anni esatti da quando Giordano Bruno era finito sul rogo per sostenere le sue idee. Ma se quel falò doveva essere un monito per chi voleva turbare l'egemonia culturale ecclesiatica, i calcoli furono sbagliati. Galileo Galilei, il grande sostenitore delle teorie di Copernico, pur sapendo di rischiare come il Bruno, aveva deciso comunque di affrontare il rischio. Eppure, per le sue teorie nel 1616 era già stato sottoposto a processo da parte del Tribunale del Santo Uffizio di Roma. Ma salendo sul soglio pontificio Urbano VIII (1568-1644) Galilei credeva che questo papa gli fosse più amico dei precedenti, ecco perchè nel 1633 si arrischiò di pubblicare "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo": una curiosa disputa dialettica fra un sostenitore delle teorie di Tolomeo, un sostenitore delle teorie di Copernico, e una terza persona che volendo avere delle informazioni interrogava entrambi, e ognuno dei due sosteneva la propria tesi. Inutile dire che Galileo con la bocca del copernicano ribadì le sue teorie, rivolgendosi più volte al tolemaico con il sarcasmo. Quando uscì accadde il finimondo, anche perchè non era stato scritto in latino ma in italiano, quindi in grado di raggiungere chiunque minando così l'egemonia culturale ecclesiatica. Galileo venne portato davanti all'Inquisizione, e qui si svolse prima ancora di un vero e proprio processo, un confronto tra scienza e religione. Ma se le teorie di Galileo avevano una validità scientifica, quelle dell'Inquisizioni avevano dalla loro parte la forza. Lo scienziato ovviamente ebbe la peggio, fu costretto a rinnegare, fu condannato a prigione a vita, terminò con una sconfitta la sua battaglia culturale. Prevalse insomma la tesi dei conservatori, con grave danno futuro, come Galileo aveva temuto, per il progresso scientifico nei Paesi cattolici. Fu in seguito rimproverato per aver ceduto, di aver rinunciato con l'abiura a tutte le sue opinioni, ma Galileo aveva settant'anni, e non era più in grado di combattere. Esiliato in Toscana morirà quasi cieco nel 1644.

ANNO 1637

____ GEOMETRIA ANALITICA - Renè Descartes (Cartesio - 1590-1650) pubblicando in questa data "Discours de la Nethode (Discorso sul metodo); un centinaio di pagine dalle quali nacque la geometria analitica. Semplificò la scrittura matematica, combinò l'algebra alla geometria, pose le basi per lo sviluppo del calcolo, espose il metodo sul cercare la verità scientifica tramite un ragionamento positivo, fissando le tappe di un percorso che andava dal dubbio alla conquista di una prima certezza assoluta (il "cogito"). La sua fisica meccanicista e la sua teoria dell'"animale-macchina" già preludono alla scienza moderna.

ANNO 1640

____ BAIONETTA - L'idea di metterla all'estremità della canna dell'archibugio, venne a un soldato francese quando probabilmente la sua arma aveva terminata la polvere da sparo e l'attrezzo era diventato solo più un oggetto ingombrante per difendersi; meglio aggiungere - si disse- una specie di pugnale trasformando l'arma in un antica lancia. L'idea non porta il nome del soldato ma della città di Bayonne, che per prima realizzò le prime baionette. Più tardi furono fatte a chiusura con il ribaltamento, e più avanti ancora ad innesto.

____ CARBONE COKE - Come abbiamo già letto nel 1228 (vedi), gli inglesi spinti dalla necessità, dopo aver spogliato di foreste la loro isola, ricorsero all'impiego del carbone fossile per il riscaldamento domestico ma soprattutto per alimentare le numerose fonderie che stavano cambiando la loro economia. Il carbon fossile antracite o litantrace, grigio scuro il primo, quasi nero il secondo, avevano un alto potere calorifero, erano ricchissimi di carbonio, ma usandolo come combustibile il suo fumo, le sue esalazioni, ammorbavano l'aria, rendendola perfino tossica. Era insomma un buon sostituto della legna ma non sempre era utilizzato nell'industria metallurgica che era quasi costretta a preferire la lignite che ha un potere calorifero tre volte inferiore, in media, al carbone. Le conseguenze: data l'alta domanda, il prezzo della lignite estratta dalle carbonaie, come del legno da ardere , era salito alle stelle. La soluzione fu trovata nel corso di questi primi anni del 1600. Se dalla legna si ricavava il carbone con la sua combustione incompleta, perchè non fare la stessa cosa con l'antracite o litantrace? Affinata la giusta tecnica della "cokefazione" (processo chimico che decomponendo una sostanza organica lascia un residuo carbonioso), si ottenne il "carbone coke", un carbone poroso ottenuto appunto dalla distillazione secca del carbon fossile. Con un altro vantaggio: bruciando solo il residuo carbonioso come la legna, nella "cokefazione" si otteneva il carbonio praticamente puro.
Come abbiamo già scritto, iniziava da quel momento una nuova era che avrebbe portato l'inghilterra a sviluppare le sue fonderie, le sue acciaierie, e a far nascere l'era delle macchine e con queste quella delle ferrovie. All'inizio fu proprio il carbone coke il principale combustibile per generare vapore nelle locomotive, e in seguito fu ancora il carbone a far funzionare le centrali termoelettriche per generare elettricità. Un processo che finirà per caratterizzare storicamente l'Inghilterra con quel processo di trasformazione economica che va sotto il nome di "rivoluzione industriale".

ANNO 1642

____ CHININO - Fra le tante cose e nozioni che i colonizzatori dell'America scoprirono nel Nuovo Mondo presso le civiltà pre-colombiane, vi era una sostanza che gli Incas ricavavano dalla corteccia della cinchona, un genere di piante sempreverdi originaria delle Ande, ricche di alcaloidi, che usavano per le sue proprietà antimalariche, digestive, colagoghe (facilita la secrezione della bile nell'intestino) e regolatrici del ritmo cardiaco. Alla sua prima proprietà - adeguandosi agli indigeni - i primi colonizzatori devono la vita, perchè probabilmente non avrebbero resistito a certi climi tropicali. Utilizzata poi anche in Europa a partire da questa data, nei successivi trecento anni contribuì non poco a debellare una delle più diffuse malattie debilitanti che assillavano molte insalubri contrade: la malaria. Ad abusarne il consumo - una volta scoperto che era un alcaloide e che se assunto con un po' di vino è capace di modificare in vario modo lo stato fisico e psichico - furono proprio quei contadini che venivano curati con il chinino. Fu appunto chiamata "la droga dei poveri". Ben presto divenne una piaga, fino al punto che la commercializzazione del farmaco fu monopilzzata e messa sotto il controllo dello Stato. Ancora nel 1901 - per rimanere in Italia - lo Stato vendeva 30 milioni di grammi l'anno di chinino su una popolazione di 32 milioni; il Veneto (una delle zone socialmente più disagiate d'Italia, quasi in perenne stato d'angoscia nelle zone paludose) ne abusò con 5 milioni di grammi-anno; i Napoletani (dove l'angoscia è meno di casa ) solo lo 0,4 milioni di grammo-annuo.

____ PASCALINA - Addizionatrice (vedi anno 1971 "Calcolatrice")


ANNO 1643

____ BAROMETRO a Mercurio (vedi anno 1592 - "termometro") e (vedi anno 1648 "pressione atmosferica") e subito sotto l' anno 1645.

ANNO 1645

____ VUOTO PNEUMATICO - (vedi sotto)
____ PESO DELL'ARIA - Il "barometro" realizzato da Torricelli usando l'omonimo "vuoto torricelliano" col mercurio, ispirò un fisico tedesco, Otto von Guericke. Questo si convinse che si poteva creare il vuoto in un altro modo molto più semplice, aspirando l'aria dal contenitore con una pompa un po' simile a quelle dell'acqua: con la classica vite a spirale di Archimede, ma con una maggiore aderenza alle pareti del cilindro. Riuscì nel suo intento, e con il vuoto realizzato fece altre spettacolari dimostrazioni: che un campanello posto nel vuoto così creato nel contenitore non si udiva perchè era l'aria che propagava il suono; che il fuoco e una semplice candela non bruciava se non c'era l'aria; che nessun animale e vegetale poteva vivere senz'aria; ed infine dimostrò che l'aria aveva una sua densità e un suo peso. Prese un contenitore con l'aria poi lo ripesò svuotata: il primo risultò decisamente più pesante del secondo contenitore. La densità dell'aria era stata per la prima volta misurata!

ANNO 1648

____ PRESSIONE ATMOSFERICA E ALTITUDINE - Nè Galileo, nè Torricelli avevano tenuto conto del fattore "altitudine". Fu il fisico francese Blaise Pascal (1623-1662) a fare alcune riflessioni. Se il mercurio come si era dimostrato saliva in presenza della pressione atmosferica dell'aria, se si saliva in alta quota dove l'aria era più rarefatta la pressione doveva essere minore. Fece fare l'esperimento a 1600 metri di altitudine e constatò che la colonnina del mercurio era scesa a 68,58 cm., mentre a livello del mare segnava 76,2 cm. Fu evidente che più si saliva e più la densità (o pressione) diminuiva. Ma fino a quale altezza diminuiva? E oltre questa limite cosa c'era? Fece qualche calcolo e dichiarò che questo limite doveva essere all'altezza di circa 160 chilometri. Oltre c'era il vuoto: il vuoto siderale dove giravano Luna, Pianeti e Corpi celesti.
____ PRESSIONE IDRAULICA - Nello stesso anno Pascal fece anche un'altra scoperta di fisica. Era noto che se si esercitava una certa pressione su un fluido dentro un piccolo o grande recipiente chiuso, la stessa pressione veniva trasmessa alle pareti dello stesso recipiente. Ma quanta? Il risultato delle misurazioni fu che la pressione era immutata, le pareti ricevevano la stessa pressione. Alla base della pressa idraulica questo fenomeno prese il nome "Principio di Pascal".

ANNO 1650

____ FUCILE - Dopo l'idea dell'archibugio (vedi anno 1450) e del "moschetto" (vedi anno 1565), che funzionavano a miccia con la polvere da sparo, l'invenzione che diede il nome al fucile realizzato quest'anno, fu la "pietra focaia" (dal latino focus, fuoco). La pietra veniva applicata alle armi di piccole dimensioni che erano composte da tre parti: l'otturatore, il calcio e la canna. L'otturatore stava dietro la canna mentre il calcio era in legno e univa le due parti. Il meccanismo dell'otturatore consisteva in una ruota d'acciaio, al cui asse era applicata una catena che la collegava a una potente molla. Insieme, la molla e la catena, caricavano la ruota preparandola allo sparo. Quando era carica un chiavistello (dente d'arresto) la bloccava fin quando non veniva liberata dalla pressione del grilletto. Mentre girava la ruota sfregando contro una pietra focaia (in genere pirite) produceva scintille. Il bordo superiore della ruota si inseriva nel contenitore della polvere da sparo attraverso una fenditura che questo aveva alla sua base. La scintilla dava fuoco alla polvere e un rudimentale pallettone o pezzetti di ferro uscivano dalla canna. Era solo l'effetto detonante che impressionava, mentre i risultati erano piuttosto scarsi.
(questi pezzetti di ferro alcuni pensano che abbiano dato poi origine alla "mitraglia" che spara diverse pallottole - Il Bullet lo trae dal brettone "mintrailh" composto da "mine" metallo e "drailh" pezzo, frammento - In piemontese "mitraja" era un piccolissima moneta; )
Nel 1710, imitando le bocche da fuoco dei cannoni che si erano dotati di scanalature a spirali per vorticare meglio il proiettile, anche il fucile iniziò ad avere la pallottola vorticante, merito di alcuni costruttori di armi, tedeschi, che erano approdati in Pennsylvania. Per la spinta del proiettile nella scanalatura rigata occorreva più forza, e anche più tempo, ma i due problemi vennero in parte risolti. Con il risultato che il "fucile Pennsylvania" aveva non solo una gittata tre volte superiore al vecchio fucile a canna liscia, ma soprattutto aveva una più altra precisione. Prima, puntando sul nemico le pallottole o i pallini cadevano sul nemico a caso. Ora invece non solo le pallottole giungevano a bersaglio con una certa precisione (soprattutto se a sparare era gente allenata alla mira), ma puntando da una distanza tre volte superiore, il nemico dotato di vecchi fucili a cortissma gittata era soccombente a tutti gli effetti.
In sostituzione della polvere nel 1807 utilizzando il fulminato di mercurio, posto dietro la medesima pallottola (che era ormai un piccolo cilindro in ottone o in rame e conteneva il detonatore e la pallottola medesima - vedi più avanti) esplodendo con la percussione di un marchingegno detto appunto "percussore", questo faceva partire la pallottola attraverso la canna. Un perfezionamento fu fatto nel 1837 dall'armaiolo francese Nicolas Flobert. Nello stesso anno fu inventato il primo fucile a retrocarica, costruito dall'armaiolo Johann Nikolaus von Dreyse. Nel 1841 quest'arma fu adottata dall'esercito prussiano. Altre idee furono poposte dal francese Pottet nel 1857; le sue realizzazioni portarono all'idea di creare dei fucili a ripetizione. Nel 1860 era Winchester a costruire un fucile con tale sistema, con una cartuccia contenente 7 proiettili. Pochi mesi dopo, prodotta da Tyler Henry, la cartuccia del Winchester già conteneva 12 pallottole. Si rivelò come il fucile della vittoria quando fu usato dalle truppe federali durante la Guerra di Secessione Americana del 1863. Un fucile che divenne famoso ancora durante la seconda guerra mondiale, usato dall'esercito americano, soprattutto dai reparti paracadutisti che ne avevano in dotazione uno con il calcio in tubolare metallico ribaltabile.
Non minore fortuna nella stessa guerra ebbe il micidiale fucile "Mauser" costruito per la prima volta nel 1888 dagli omonimi fratelli Wilhelm e Paul Mauser.

____ CARTUCCE FUCILE - Nel 1851, l'americana Smith & Wesson aveva già messo sul mercato una cartuccia metallica. L'idea di una cartuccia era già venuta allo svizzero J Samuel Paulil nel 1812 ma era troppo in anticipo sui tempi. Dopo l'introduzione delle cartucce di S. e W., l'idea di fare con queste un fucile a ripetizione venne a molti. La prima industria a realizzarlo - come già detto sopra - fu l'americana Winchester che fu ben presto la protagonista di cento anni di guerre; nel 1866 anche la Francia con il fucile di Chassepot iniziò la produzione di quest'arma (che subito provò in Italia contro i Garibaldini a Roma). Nel 1904 il fucile a ripetizione si perfezionò ancora, diventando "fucile mitragliatore", costruito dalla fabbrica danese Madsen. (quanto alla vera e propria "mitragliatrice" vedi Anno 1862)

____ CARROZZELA PER INVALIDI - A progettarne una a questa data (1650) fu un ingegnoso tedesco, Stephen Farfler, che era stato colto da paralisi alle gambe. Se ne costruì una personale e ben presto l'idea fu mutuata da tanti altri infermi che o per incidenti traumatici o a causa di malattia avevano perso l'uso delle gambe.

____ ETA' DELLA TERRA - Con l'aria che tirava - da una parte la Santa Inquisizione impegnata a reprimere ogni forma di devianza dalla dottrina ufficiale, dall'altra gli scienziati che sguitavano a scoprire e a parlare di nuovi mondi - è normale che qualche scienziato iniziava a congetturare non solo l'età di questi mondi ma anche della stessa Terra, e quindi a interrogarsi quando la creazione aveva avuto luogo. Fino allora valido vi era un unico testo: la Bibbia. Ma era piuttosto vaga quando si riferiva alla datazione di questa creazione. A togliere ogni dubbio - se qualcuno lo aveva - ci pensò un vescovo anglicano nel 1650 - James Ussher (1581-1656), che affermò che il mondo era stato creato nel 4004 a.C. - Uno più zelante di lui - il teologo inglese John Lightfoot- quattro anni più tardi - precisò che Dio aveva creato il mondo, l'universo, la luce, il sole, la luna e i pianeti alle 9 di mattina del 26 ottobre del 4004. Quale sistema adottò per "creare" lui questa data, resta un mistero.

____ PROTESI ACUSTICA - Un sistema artificiale che permettesse di ampliare i suoni che un debole di udito non percepiva, fu ideato in un modo piuttosto empirico nel 1650 dal tedesco Athanazius Kirker, e consisteva in una specie di imbuto che si appoggiava all'orecchio. Da allora i "cornetti acustici" entarono nell'uso comune realizzati in diversi materiali (avorio, legno, metallo). Con la conoscenza dell'elettricità, alimentata da questa, la prima protesi viene realizzata dal medico austriaco Ferdinand Alt nel 1900. Erano ancora ingombranti e anche poco estetiche, ma con l'introduzione nel 1950 dei transistor, questi furono subito utilizzati per realizzare pratiche protesi acustiche fornite di batteria di pochissimi millimetri, da introdurre nell'orecchio o collegati alle stanghette di un paio di occhiali in modo da renderli quasi invisibili.

ANNO 1654

____ PROBABILITA' - A far porre le basi di una teoria delle probabilità, più che altro per necessità, fu un accanito giocatore di dadi - il francese Chevalier de Mare - che piuttosto angustiato delle sue numerose perdite di denaro in questo gioco- si rivolse al grande matematico Pascal chiedendogli di indagare se c'era un metodo matematico. Questo incallito giocatore segnandosi i numeri ritardatari, oppure quelli che uscivano di frequente, credeva di aver scoperto un metodo. Ma giocando con questo suo metodo non aveva migliorato la sua posizione anzi l'aveva peggiorata.
Pascal si interessò al problema chiedendo la collaborazione di un altro matematico (il Francese Pierre de Fermat, pochi anni prima autore del cosiddetto "Ultimo teorema di Fermat"). Insieme i due celebri matematici chissà quanti lanci di dadi fecero, ma nel farlo annotavano ogni cosa, fino ad avere la certezza che per quanto fossero casuali i numeri che uscivano dai dadi, lo erano fino a un certo punto se l'avvenimento o gli avvenimenti venivano presi singolarmente cioè con uno o pochi lanci, mentre nel fare moltissimi lanci nella totalità l'uscita di un numero seguiva la stessa regola di altri numeri; cioè le possibilità che uscisse questo o quel numero erano uguali. Era la "legge delle probabilità". Lanciando dieci volte i dadi il risultato potrebbe essere nove volte pari, una volta dispari - cioè il 90% il primo e solo il 10% il secondo; ma se lanciamo diecimila volte i dadi, l'uscita del dispari potrebbe essere il 49%, quindi quasi identica al 51% del pari; ma se facciamo un milione di lanci ci avviciniamo a una probabilità del tutto quasi identica, il 50% per il pari il 50% del dispari (salvo qualche insignificante decimale: cioè 50,0004% contro un 50,0006%.). Le basi erano state messe, poi lo sviluppo di questa scienza fornì i valori di probabilità complesse, fornendo anche teorie alternative, rispetto alle quali il calcolo può considerarsi neutrale ("Teorie logiche", "Teorie frequentiste", "Teorie soggettive", l' "Assiomatizzazione della teoria delle probabilità"). Si cimenteranno in questa scienza matematici e filosofi: da Laplace a Keynes, da Carnap a Reichenbach, fino a all'ultima citata, elaborata negli anni Trenta da Kolmogorov.

____ PRESSIONE ATMOSFERICA ( vedi i primi esperimenti "barometro" anno 1592).

ANNO 1656

____ SATURNO ( GLI ANELLI DI ) - Se ricordiamo quando Galilei scoprì i quattro satelliti di Marte, molti per non rinnegare le propri convinzioni, non vollero nemmeno avvicinarsi al suo cannocchiale, così non vedendoli, i satelliti non esistevano. Dopo Marte e Venere, Galilei volle puntare il suo cannocchiale su Saturno; ma come abbiamo già accennato, il suo aveva pochi ingrandimenti, comunque più che sufficiente per vedere i pianeti nel cielo stellato come una pallina. Questa pallina l'aveva vista nitida guardando Marte, puntandolo su Venere pure; ma quando iniziò sistematicamente ad osservare Saturno, la pallina sì appariva, ma in alcuni giorni questa ai lati presentava due sporgenze, mentre in altri giorni scomparivano; oggetti (satelliti) come quelli di Marte non dovevano essere, perchè quando apparivano, le sporgenze rimanevano fisse. Galileo non riusciva a capacitarsi, ciò che vedeva era per lui del tutto incomprensibile, sfuggiva ad ogni sua azzardata ipotesi; si convinse pure lui che era meglio non guardare, e che forse avevano ragione chi - per denigrarlo, per ridicolizzarlo - andava dicendo in giro che non bisognava guardare dentro i "strani tubi" di Galileo, perchè producevano dei "bizzarri effetti ottici".
A scoprire più tardi che cos'erano quelle strane sporgenze fu un astronomo olandese - Christian Huygens (1629-1695) . Con delle ottime lenti ( a lucidargliele fu un certo Spinoza - filosofo nei ritagli di tempo) prima costruì un potente telescopio lungo 7 metri, poi quando lo puntò nel 1656 su Saturno rimase stupito e perfino emozionato. Ciò che non era riuscito a vedere e a capire Galileo, lui lo vedeva e aveva anche capito; il pianeta era circondato da un sottile, ampio anello, che non toccava in nessun punto il pianeta. Noi oggi siamo abituati a vederlo e lo conosciamo come il più bel pianeta del sistema solare, possiamo quindi immaginare l'emozione e la meraviglia di
Huygens, visto che fino allora i pianeti si erano sempre viste attraverso le deboli lenti come una pallina più o meno luminosa. Seguì Saturno ogni notte per mesi, e scoprì pure che possedva un satellite, che chiamò Titano. Poi nello stesso anno puntando il suo telescopio nel firmamento fece anche un'altra scoperta: la Nebulosa di Orione. Solo nel 1675, Cassini scoprirà che l'anello non era uno solo, ma due. La riga nera della divisione viene ancora oggi chiamata "divisione di Cassini", e si parla di "anelli" al plurale.

____ OROLOGIO A PENDOLO - Huygens, Galileo lo volle imitare non solo nelle ricerche astronomiche (come abbiamo visto sopra, e con successo) ma anche in quelle che lo scienziato Pisano fin da quando aveva diciassette anni aveva coltivato con la sua precoce mente di indagatore. Una di queste erano l'oscillazioni del pendolo isocrone ( da isos "uguale" e khronos "tempo", che avviene a intervalli di uguale periodo). Galileo però non utilizzò la sua scoperta per farne un orologio, anzi in tutte le altre sue ricerche e fino alla morte paradossalmente continuò a misurare il tempo con i soliti orologi ad acqua. Huygens, seguendo il principio galileiano (azione fisica che si ripete a un ritmo costante), aggiungendo dei pesi al pendolo e una cicloide per farlo oscillare costantemente, nel 1656 realizzò il primo "orologio a pendolo"; un misuratore del tempo semplice ma così preciso che era già in grado di dire non solo l'ora ma anche il minuto. In un baleno si diffuse e seguitò ad essere l'orologio più preciso nei successivi 300 anni. (vedi anche anno 1581 alla voce "Pendolo" con maggiori descrizioni e alla voce "orologio" anno 270 a.C.)

ANNO 1657

____ CADUTA DEI CORPI - Con i mezzi che disponeva Galileo non poteva certo dimostrare che in assenza di aria un oggetto leggero cadeva e raggiungeva il suolo contemporaneamente a un oggetto pesante. Ma era più che convinto che tutti i corpi cadessero con la stessa velocità se non vi era la resistenza dell'aria. Nel 1645 (vedi) Guericke aveva creato con la sua pompa aspirante il primo "vuoto pneumatico", ma era poca cosa, non abbastanza per fare il tipo di esperimento galileano. Intorno a questa data (1657) il fisico inglese Robert Hooke (1635-1701) realizzando un vuoto in un grosso recipiente, con una pompa aspirante aria migliore di quella di Guerike, fece la dimostrazione che una piuma e una moneta lasciate cadere dall'alto contemporaneamente cadevano alla stessa velocità. Ancora una volta Galileo Galilei aveva ragione !
Hooke era anche un eclettico scienziato, spaziava in ogni campo, comprese le osservazioni al microscopio; nel farle scoprì delle "piccole camere", cioè le "cellule". ( vedi anno 1665)

ANNO 1658

____ ENTOMOLOGIA - (vedi sotto)
____ EMATOSI (vedi sotto)
____ GLOBULI ROSSI - Come lo era stato Galileo, anche il naturalista olandese Jan Wammerdam (1637-1680) era in anticipo con i tempi quando osservò il sangue umano. Come erano stati potenziati i cannocchiali (che ora si chiamavano "telescopi"), anche i microscopi erano di molto migliorati con le lenti a disposizione sempre più perfette . Uno di questi attrezzi lo possedeva lo scienziato olandese, che iniziò sistematicamente ad utilizzarlo per studiare i piccoli insetti; ne osservò e ne descrisse circa 3000 specie, e proprio per questo immane lavoro può essere considerato il padre della moderna "Entomologia". Poi volle osservare minuziosamente il sangue umano, scoprendo così l'esistenza dei "globuli rossi". Ma che cos'erano e che funzione avevano non lo seppe spiegare; come abbiamo detto era in anticipo sui tempi. Solo più tardi scopriremo che i "globuli rossi" sono quei miliardi di corpuscoli quasi sferici, che hanno la funzione di trasportare l'ossigeno dall'aria ai nostri polmoni; l'aria giunge ai polmoni attraverso il grosso bronco, mentre il sangue si carica di anidride carbonica in un ramo dell'arteria polmonare, la perde e si carica di ossigeno all'altezza degli alveoli. Il sangue ossigenato viene poi espulso dai polmoni attraverso due vene polmonari. L'insieme degli scambi gassosi a livello alveolare costituisce il fenomeno dell'"ematosi".

ANNO 1660

____ CAPILLARI - In anticipo sui tempi (e con molti rischi dell'inquisizione) era stato anche William Harwey (vedi 1628) pubblicando "De Motu Cordis et Sanguines" (I movimenti del cuore e del sangue). Anche a lui gli diedero la caccia perchè divulgava "ignominiosae atque mentognere idee". Rifugiandosi all'estero la fece franca e campò fino a 80 anni, ma anche se aveva buttato le basi della moderna fisiologia, non indagò oltre. Aveva però approfondito e spiegato l'esistenza della doppia pompa dei polmoni, individuato bene le arterie e le vene, il sangue che partiva dal cuore e passava nelle arterie, quindi nelle vene, e poi ritornava al cuore. Ma come avveniva questo collegamento di arterie e vene in ogni più piccola zona del corpo lui prima di morire (1657) non era riuscito ad appurarlo, ma aveva ipotizzato che ci dovevano essere dei microscopici vasi che agivano in sinergia per irrorare il sangue di sostanze vitali, quali l'"aria purificata" e asportare quella già utilizzata. Dunque per svelare il mistero ci voleva il microscopio, e questo come abbiamo visto sopra, era - con le nuove lenti - migliorato moltissimo come potenza di ingrandimenti. Pioniere di queste osservazioni fu un fisiologo italiano - Marcello Malpighi (1628-1694). Sarebbe finito sul rogo se avesse fatto queste osservazioni su un essere umano; lui aggirò l'ostacolo e si accontentò di osservare un animale, un pipistrello, scoprendo così ciò che aveva ipotizzato Harwey morto tre anni prima: cioè l'esistenza di piccoli vasi, così piccoli che somigliavano a un capello, e proprio per questo li chiamò "vasi capillari"; dalle pareti sottili attraverso le quali, per osmosi, avviene il ricambio tra l'ossigeno e le sostanze tossiche da eliminare.

____ ELETTRICITA' STATICA - Il nome greco "electron" significa "ambra", la resina fossile che strofinata aveva - secondo gli studi di Talete nel 585 a.C. - una proprietà magnetica simile alla magnetite. Anche se le proprietà di quest'ultima in seguito aveva permesso l'invenzione della bussola, nessuno sapeva ancora perchè l'ago puntava sempre verso Nord. Dobbiamo giungere al 1600, quando un fisico inglese - William Gilbert (1544-1603), illustrò i suoi esperimenti in un suo famoso libro: "De Magnete". E fra questi esperimenti fatti poi anche in pubblico, concludeva che gli aghi delle bussole si comportavano in quel modo perchè la Terra stessa era un enorme magnete e il suo polo era a Nord. Ridimensionò l'ambra perchè tanti altri cristalli se strofinati presentavano la stessa forza d'attrazione, e concluse chiamando tutti quei fenomeni dell'attrazione "elettricità..."; e dato che essa rimaneva ferma se lasciata indisturbata, aggiunse "...statica", che in greco significa "rimanere fermo".
Fatta astrazione da tutte le ipotesi, lo studio della elettricità si divide in due grandi parti: nell'una si comprendono i fenomeni che presenta l' "elettricità statica" ossia allo stato di quiete; nell'altra i fenomeni che presenta l'"elettricità dinamica" ossia allo stato di movimento. L'elettricità statica ha per causa principale lo strofinamento; allora si accumula sulla siperficie dei corpi, e vi si mantiene in equilibrio ad uno stato di "tensione" che si manifesta per mezzo di attrazioni e scintille. Allo stato dinamico l'elettricità risulta in special modo da azioni chimiche, ed attraversa i corpi sotto forma di corrente, con una velocità paragonabile a quella della luce. In questo caso essa si distingue dall'elettricità statica principalmente per gli effetti chimici e per i suoi rapporti col magnetismo.

William Gilbert non aveva ancora scoperto il principio dell'elettricità, ma era quasi sulla buona strada. Quella giusta la imboccò invece Otto von Guericke (1602-1686) nel 1660 quasi per caso. Lui nel 1645 aveva inventato la pompa d'aria: un cilindro con uno stantuffo. Lo sfregamento continuo delle componenti della pompa, non solo produceva "elettricità statica", ma continuando il movimento, l'elettricità si accumulava, fino al punto di riuscire a produrre delle scintille se il recipiente veniva toccato. Costruì così un geniale marchingegno (nell'immagine sopra) con un disco che ruotava tramite una manovella. Appena il disco veniva messo in rapido movimento, per lo strofinamento subìto l'elettricità sviluppata e accumulata produceva la scintilla elettrica accompagnata dallo schiocco (assistere al buio al fenomeno era spettacolare). Guericke era giunto a creare quasi una specie di dinamo di elettricità statica, ma non andò oltre. Un altro passo lo fece il fisico inglese Francis Hauksbee nel 1706 che costruì una grossa sfera di vetro che messa in rotazione, lo sfregamento sviluppava una scarica molto più intensa rispetto a quella ottenuta da Guericke. Ma anche lui non andò oltre. Nel 1729 uno sperimentatore inglese - Stephen Gray - volendo ripetere gli esperimenti di Hauksbee e Guericke, invece di una sfera di vetro costruì dei tubi di vetro, e sfregando questi non solo ottenne l'"eletticità statica" del tubo, ma scoprì che si erano elettrizzati anche i sugheri che chiudevano alle estremità il tubo, quindi lontani dallo sfregamento. Gray pensò allora che l'elettricità fosse un fluido e che sia la sfera che il suo tubo di vetro fossero ininfluenti al fenomeno. Usò così prima una corda, poi un filo di metallo, poi di vari metalli, lunghi anche 250 metri. Non aveva ancora scoperto l'elettricità, ma aveva scoperto che alcuni conducevano l'elettricità mentre altri non la conducevano affatto; divise così le varie sostanze in "conduttori" e "non conduttori" (quest'ultimi chiamati anche "isolanti"). Non fece di più, ma con queste semplici scoperte furono in seguito avvantaggiati i futuri nuovi ricercatori.
Ciò che invece sfuggì a Gray, non sfuggì quattro anni più tardi ad un altro ricercatore - il fisico francese Charles Francois de Cisternay du Fay (1698-1739) - che ripetendo, nel 1733, l'esperimento dei due sugheri, scoprì che se scaricava ad entrambi l'elettricità statica con una bacchetta di vetro elettrizzata questi si respingevano; mentre se usava una bacchetta di resina elettrizzata, i due sugheri si attiravano reciprocamente. Non aveva scoperto ancora l'elettricità ma ritenne di aver scoperto non uno ma "due fluidi" elettrici (cioè i due poli dell'elettricità) ma non capì quali dei due era uno positivo e l'altro negativo. Disse semplicemente che "dovevano esserci due fluidi elettrici". Una cosa però aveva fatto: fatto iniziare il processo d'individuazione di similitudini e collegamentei tra l'elettricità e il magnetismo, che sarebbe divenuto particolarmente importante in seguito.
Questo fenomeno fu infatti utile al successivo inventore, anche se gli esperimenti furono fatti in tutt'altro modo. (vedi "Bottiglia di Leyda" - anno 1745 - anno 1752 "parafulmine" - e anche "elettrostatica" anno 1785).

ANNO 1661

____ BANCONOTA - La prima cartamoneta fu inventata in Cina nel VI sec. Un paio di secoli dopo in Medio Oriente un tipo di denaro in carta era già rappresentato da "fogli di credito", concepiti dai mercanti arabi col nome di shek (il nostro cheque, o assegno); sicuramente ne avevano appreso l'uso dai cinesi. Dopo la caduta dell'impero islamico, l'idea di una moneta di carta non ebbe seguito per la troppa diffidenza. A rilanciare l'idea fu una banca europea svedese, di Stoccolma che emise la prima banconota nel 1661. (vedi "Origine della Moneta")


____ ELEMENTI CHIMICI - Era dall'antichità che si parlava di elementi; i greci (Aristotele ecc.) avevano sentenziato che erano presenti in tutto l'universo quattro elementi: terra, acqua, fuoco, aria. Tali idee non erano cambiate in duemila anni, era cioè la teoria dominante di tutti coloro che facevano scienza, o meglio "alchimia", che non è una scienza ma una dottrina magico-religiosa fondata sì sulla ricerca ma d'ispirazione spirituale ed esoterica di un principio universale (elisir, panacea) capace di rivelare i segreti della vita. In realtà era una azione condotta nascostamente che raggiungeva gli obiettivi a prezzo di ambiguità o compromessi (si pensi agli "elisir di lunga vita", alla "pietra filosofale", o a quelle fantasie di tramutare i comuni metalli in oro). A mettere un po' d'ordine, a separare l'alchimia dalla chimica, nel 1661 fu il fisico e chimico irlandese Robert Boyle (1627-1691), pubblicando "The Skeptical Chymist" ("il chimico scettico"). L'affermazione più categorica fu questa: "Tutte le sostanze che non possono essere trasformate in nulla di più semplice sono degli elementi". Di conseguenza tutte le altre che si possono trasformare in altre sostanze non sono elementi. Per ottenere questo, la strada da seguire era una sola: "Per stabilire quali erano questi elementi bisognava abbandonare la deduzione e stabilirlo tramite la sperimentazione". Da questo momento la "chimica" con Boyle diventa una scienza autonoma, separata anche dalla medicina.

ANNO 1662

____ LEGGE SUI GAS (vedi sotto)
____ LEGGE DI BOYLE - Messosi sul sentiero della vera chimica, Boyle s'inoltrò in quella della fisica (lui del resto era un fisico oltre che un chimico). Nel farlo tornò indietro di 2100 anni esatti, quando appunto nel 440 a.C., un bizzarro filosofo greco - Democrito - ridusse la natura a un accozzaglia di atomi in evoluzione nel vuoto infinito. Quelle teorie erano però solo intuizioni, Boyle invece procedette in veri e propri esperimenti per dimostrare che gli atomi esistevano veramente, e rientravano nella natura atomica degli elementi.
Nel 1624 van Helmont (vedi anno 1628) aveva già constatato che alcuni vapori avevano proprietà diverse, ma non ebbe occasione di distinguerli, perchè queste "arie" non avevano alcun volume specifico, tutte riempivano qualsiasi contenitore. L'unica supposizione che fece fu quella che erano particelle di un tipo di materia immerse nel "caos" più completo. E proprio per questo la nuova sostanza la chiamò "caos" che nella pronuncia fiamminga si legge "gas". Robert Boyle partì proprio dai "gas", utilizzando la pompa d'aria, ma non per aspirare aria ma per comprimere i gas in un recipiente a forma di tubo. Scoprì che il volume del gas variava inversamente alla pressione esercitata su questo. La conclusione fu: che i gas erano di natura atomica, e che quando erano nell'aria i loro atomi erano molto distanti gli uni dagli altri, mentre comprimendoli gli atomi si univano, riducendo così il loro volume. Era questa la "Legge di Boyle".
E i solidi e i liquidi? Erano - disse Boyle - anch'essi formati da atomi, soltanto che erano già uniti a causa delle condizioni di ambiente in cui si trovavano (di temperatura e pressione). Come tutti gli scienziati sopra citati, anche Boyle era in anticipo sui tempi; ci vorranno altri centocinquant'anni per far prevalere l'atomismo, l'antica dottrina secondo cui l'universo (quindi ogni cosa - minerali, vegetali, animali) è formato di atomi in perenne movimento che si aggregano tra loro in determinate condizioni e in maniera fortuita.

____ SCIENZIATO (vedi sotto)
____ ACCADEMIA DELLE SCIENZE - Nonostante l'oscurantismo (anche se solo in certi Paesi, e in prima fila l'Italia) tutte le nuove scoperte scientifiche non lasciarono indifferenti i monarchi dei vari Stati; e anche se alcuni ci vedevano solo del prestigio per il proprio Paese, altri ci vedevano vantaggi materiali; e non avevano torto! perché in un modo o nell'altro, entrambi contribuirono all'allargamento delle "nuove idee" dette ancora "filosofiche". Lo "scienziato" non esisteva ancora. Nasce quest'anno (1662) quando il re d'Inghilterra Carlo II, a Londra istituisce l" Accademia Reale delle Scienze"; con uno scopo nuovo e ben preciso: raccogliere le relazioni, pubblicazioni dei vari autorevoli membri che ne facevano parte, questi potevano fare incontri, riunioni, comunicare reciprocamente le proprie scoperte, informarsi su quelle degli altri. Era dai tempi dell'antica Alessandria d'Egitto che questo non accadeva; i Greci avevano istituito le Accademie, ma erano limitate all'umanistica; e quando si parlava di scienza questa rientrava sempre nella filosofia. Di scienza sperimentale nemmeno l'ombra, tutte le argomentazioni scientifiche erano solo deduzioni, non il risultato di esperienze (nella meccanica, nella medicina, nel calcolo, ecc. ecc.). Dopo l'Inghilterra molte altre nazioni crearono società scientifiche; in Francia a Parigi nasceva due anni dopo, nel 1666; in Germania a Berlino nel 1700. E mentre le altre le creavano le accademie scientifiche, l'Italia chiudeva la sua. Eppure nel 1603 aveva anticipato tutti, fondando a Roma l'Accademia dei Lincei di cui fece parte Galileo Galilei; nel 1630 veniva chiusa. Riprenderà per qualche anno nel secolo XVIII, si riorganizzerà solo nel corso del XIX secolo. I risultati di una così retriva politica nostrana si possono vedere con tanta amarezza negli anni che d'ora in poi seguiranno.

ANNO 1665

____ CELLULA - Con i microscopi sempre più potenti, gli scienziati indagatori ogni giorno scoprivano qualcosa. Dopo i "capillari", compaiono sulla scena delle "piccole camere" nei tessuti che Robert Hooke scopre in questa data, osservando il sughero e che battezza "cellula". Non era del tutto appropriato in nome, perchè ciò che osservò erano tessuti morti e non come appaiono negli esseri viventi; sono infatti le cellule delle unità "funzionali" nella maggior parte degli oganismi viventi, cioè sono piene di fluido. Tuttavia il nome "cellula" rimase.

____ DIFFRAZIONE DELLA LUCE - Il fisico italiano Francesco Maria Grimaldi (1618-1663) fu anche lui un altro scienziato che era in anticipo sui tempi di almeno un secolo e mezzo. Aveva fatto alcuni esperimenti e approfondite osservazioni sui raggi di luce cercando di capire perchè i raggi di luce si muovevano solo in linea retta, perchè non aggiravano gli ostacoli, e perchè rimbalzavano (si riflettevano all'indietro). In un opera che fu pubblicata due anni dopo la sua morte, fu il primo a ipotizzare che la luce fosse composta da minuscole particelle, che si comportavano come un onda, molto simile alle onde dell'acqua o a quelle del suono; perchè anche la luce colpendo un oggetto una parte di essa anche se minima deviava. I risultati che ottenne dai suoi esperimenti lo portarono a scoprire il fenomeno della "diffrazione" della luce. Studi che furono del tutto ignorati, perchè nemmeno lontanamente gli scienziati di questo periodo - ma anche nei successivi due secoli - pensavano che la luce fosse un fenomeno ondulare, un flusso energetico composto da quelle particelle che saranno poi chiamati "fotoni". Il "quanto di luce", particella elementare considerata portatrice delle forze (radiazioni) elettromagnetiche avente: la velocità della luce, la proprietà corpuscolare, dotato di una quantità di energia il cosiddetto quanto di radiazione. (vedi "effetto fotoelettrico" e "Einstein" anno 1905).


____ ROTAZIONE DI PIANETI - Dal tempo di Galilei i telescopi realizzati dopo di lui avevano decuplicato la loro potenza. Gli astronomi di questi anni, con i nuovi potenti strumenti non vedevano soltanto una nitida pallina luminosa, ma cominciarono a vedere di un pianeta il disco, che osservato scrupolosamente ogni notte, presentava alcune caratteristiche che non erano presenti le notti precedenti. Uno di questi astronomi era il francese nato in Italia Gian Domenico Cassini (1625-1712). Osservando ogni notte Marte e Giove in base a precise misurazioni, riuscì a scoprire e a determinare la velocità di rotazione di entrambi: 24 ore e 40 minuti Marte; 9 ore e 56 minuti Giove. Non vi erano dunque solo "altri mondi" ma questi mondi erano proprio simili alla Terra, erano delle sfere che ruotavano sul proprio asse.

ANNO 1666

____ SPETTRO LUMINOSO - Oltre Grimaldi (che abbiamo letto l'anno precedente, con la "diffrazione") a interessarsi alla luce c'era un altro giovanissimo (24 enne) fisico inglese - Isaac Newton (1642-1727). La sua curiosità non era però imperniata sul fenomeno ondulare o corpuscolare della luce (*), ma sulla sua composizione. E per saperlo doveva scomporla; cosa che gli riuscì utilizzando un pezzo di vetro triangolare (un prisma). La prima sorpresa fu quella di vedere scomposta la luce in una fascia di colori che andavano dal rosso all'arancione, dal giallo al verde, dall'azzurro al viola, e ogni colore sfumava nel successivo. Era forse dovuto al vetro questo effetto? Si tolse subito il dubbio con un'altra mossa geniale; di fronte al fascio di colori mise un altro prisma uguale, e con grande sorpresa vide nuovamente uscire dal prisma la luce bianca. Spiegò anche il fenomeno dell'arcobaleno, affermando che era in quel caso l'aria impregnata di umidità (goccioline di acqua) che agiva da prisma; e così agivano pure le bolle di sapone, scomponendo la luce con la loro sottilissima pellicola di acqua.
Proseguì gli studi e nel 1672 l' 8 febbraio annunciò la "teoria sulla luce e sull'origine dei colori". Per la prima volta veniva dimostrato che la luce del Sole è la sovrapposizione di un "miscuglio eterogeneo di raggi" . Fino allora era sempre stato dato per scontato che la luce del Sole fosse "pura" e che il colore fosse un'impurità delle varie sostanze materiali sulla luce, quindi non c'è da meravigliarsi che Newton ricevette non solo encomi e celebrità ma anche qualche espressione di scherno dai bigotti conservatori. Il "padre della scienza moderna" era ancora giovanissimo, ed era appena all'inizio dal concepire le sue più celebri teorie, della fisica, della dinamica, della matematica, che rimasero insuperate per duecento anni, alcune fino allo sviluppo della relatività e della meccanica quantistica.
(*) Newton all'inizio dei suoi studi era favorevole ad una teoria corpuscolare della luce; in seguito sostenne una teoria "corpuscolare ondulatoria", in anticipo di 250 anni sui modelli einsteniani.

____ GENERAZIONE SPONTANEA - I seguaci del creazionismo (dottrina di ispirazione religiosa) hanno sempre negato l'evoluzione della vita sulla Terra, essi hanno un'unica ipotesi biologica, secondo la quale animali e piante sono stati creati così come si presentano attualmente. Una dottrina che iniziava in questi anni del '600 ad essere rifiutata dalla comunità scientifica. Anche se non vi erano ancora i mezzi per confutarla sostenevano che le forme di vita possono sorgere spontaneamente dall'assenza di vita. E sembravano queste loro teorie incontestabili, quando affermavano che, ad esempio, dalla carne morta in decomposizione era possibile vedere sorgere larve viventi (i vermi). Scienziati più attenti affermavano invece che era l'aria; altri che erano le mosche che despositavano sulla carne le loro piccolissime uova. Con intenti più scientifici che religiosi, un fisico italiano - Francesco Redi (1626-1697) volle provare ad abbattere certe credenze facendo dei semplici esperimenti. Prese otto recipienti di vetro, mise dentro della carne, quattro li sigillò e quattro li lasciò all'aria. Nei primi quattro la carne marcì ma non generò larve; gli altri quattro invece produssero larve.
Era forse l'aria la responsabile? Con un altro esperimento lasciò all'aria gli otto recipienti, ma a quattro di essi mise una fitta garza, gli altri li lasciò aperti. Questi ultimi produssero larve, gli altri quattro nessuna. Quindi non era l'aria a imputridire e a far nascere le larve, ma più semplicemente erano le mosche che non impedite dalla garza erano libere di entrare e depositare le loro uova. Fu un vero KO ai sostenitori della "germinazione spontanea", anche se più il là di così - con i mezzi che c'erano- non si poteva maggiormente approfondire; occorreranno anni, prima di vedere al microscopio alcuni stupefacenti segreti della vita, biologica, fisica e chimica; studiare i microrganismi unicellulari e i pluricellulari. (vedi anche i risultati di Spallanzani - anno 1779 - in "fecondazione")

____ TELESCOPIO A SPECCHIO - Scoperte alcuni fenomeni della luce, Newton che utilizzava anche lui i telescopi (rifrattori), ritenne che non erano poi tanto perfetti, perchè le lenti rinfrangevano diversi colori di luce, creavano sempre degli aloni di colore, cioè soffrivano dell'"aberrazione cromatica". Per eliminarla e quindi rendere la visione più perfetta non c'era altra alternativa che quella di utilizzare degli specchi concavi in modo da concentrare la luce tramite le riflessione e non la rifrazione. Nacquero così nel 1668 i primi telescopi riflettori dotati di uno specchio concavo che riflette l'immagine e la rinvia fortemente ingrandita a un oculare.

ANNO 1669

____ MATEMATICA SUPERIORE - (vedi sotto)
____ CALCOLO INFINITESIMALE - Le basi della matematica superiore nascono quest'anno, con una tecnica matematica che finì per essere chiamata "calcolo infinitesimale". Questa tecnica - più versatile di qualsiasi altra - la determinarono contemporaneamente due grandi giovanissimi scienziati: il 27enne Isaac Newton (1642-1727) e il 23enne Gottgried Wilhelm Leibniz (1646-1716). Giovanissimi, ma entrambi battaglieri, quando si scatenò la reciproca accusa di plagio. Battaglie sostenute dalle comunità scientifica di due Paesi per una questione di prestigio nazionale, gli inglesi sostenendo Newton, i tedeschi Leibniz. Il primo l'aveva escogitata questa nuova tecnica lavorando alle "leggi del moto" (per poi giungere nel 1687 alle leggi della "gravitazione universale" - ma qualcuno ipotizza che le aveva già scoperte quest'anno); il secondo che era già un grande filosofo, indipendentemente cercava le stesse risposte, e le trovò pure lui, contribuendo alla formulazione dei principi del calcolo infinitesimale con un simbolismo anche migliore (notazioni tuttora adottate) avviando la logica matematica alla sua costituzione. La battaglia si chiuse dando il merito dela scoperta ad entrambi, anche perchè nel rimanente circa mezzo secolo della loro vita ad entrambi non mancò la fama e il prestigio di grandi scienziati.

____ FOSFORO - Fino a questa data, dai tempi immemorabili, nessun alchimista, nessun scienziato poteva vantare la scoperta e quindi la paternità dei sette elementi (sette metalli) conosciuti. Esisteva dall'antichità il rame, lo stagno, il ferro, l'argento, l'oro, lo stagno, il piombo, il mercurio. Più tardi due altri non metalli: lo zolfo e il carbonio. Nel corso del medioevo ne furono descritti dagli alchimisti altri quattro: l'arsenico, l'antimonio, il bismuto e lo zinco, ma anche di questi non si sa che per primo li scoprì. Nel corso di quest'anno (1669) ne viene alla ribalta un altro: il "fosforo", che però ha un padre scopritore - il chimico tedesco Hennig Brand; il primo dei successivi 90 elementi che saranno poi scoperti. Lo scoprì cercando altro, e trovandosi in mano una sostanza che al contatto dell'aria emetteva spontaneamente dei bagliori come un fuoco, lo chiamò "portatore di luce", in greco "fosforo".

____ GEOLOGIA (vedi sotto)
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FOSSILI - Se la questione della germinazione spontanea aveva sollevato infinite questioni, quella dei fossili fu ancora più infuocata. Nella prima si parlava di come nasceva la vita; nella seconda si accennava alla vita di un lontanissimo passato. Cos'era accaduto negli ultimi tempi? che scavando in alcune miniere si rivenivano rocce con delle impronte di alcuni animali, animali stessi pietrificati, ossa, denti, scheletri ecc. ecc.
Di speculazioni ne sorsero tante. Quelle di ispirazione religiosa -che negavano l'evoluzione della vita sulla Terra - ne affermavano diverse di teorie: che erano scherzi della natura; che erano le prove fatte male dal buon Dio prima della creazione; che erano tentativi di Satana che aveva contrastato Dio il giorno della creazione; che erano i resti di esseri viventi periti nel Diluvio Universale.
Del resto quest'ultimo per i creazionisti era la testimonianza del castigo divino, e quindi i fossili  erano appunto  quelli che erano stati sommersi dalle apocalittiche acque purificatrici mandate da Dio.
Ma anche chi alimentava le accese discussioni ipotizzavano e poi sorvolavano sulle varie età della Terra, non è che avessero delle idee precise, anche se la domanda ricorrente era: "quanto è vecchio il nostro mondo, che età ha", e se bisognava ancora credere alla Bibbia, anche se la Sacra Scrittura è piuttosto vaga quando si riferisce a una cronologia della creazione, si va a ritroso nei vari regni biblici a tentoni, e fra una notizia e l'altra alcuni dicono che è facile individuare l'anno quando ci fu la creazione. A togliere ogni dubbio - se qualcuno lo aveva - ci aveva già pensato un vescovo anglicano nel 1650 - James Ussher (1581-1656), quando affermò che il mondo era stato creato nel 4004 a.C. - Uno più zelante di lui - il teologo inglese John Lightfoot- quattro anni più tardi - precisò che Dio aveva creato il mondo, l'universo, la luce, il sole, la luna, i pianeti e tutti gli esseri viventi alle 9 di mattina del 26 ottobre del 4004. Non poggiava su alcuna base valida, ma sappiamo come è influenzabile l'opinione popolare. Ma il '600 non erano più il tempo delle storielle. C'erano ora gli scienziati, i chimici, i geologi, che stavano analizzando ogni cosa. E fra questi ultimi il danese Nicolaus Steno (1636-1686) che iniziò a sostenere che quelle cose "scavate" (in latino "scavare" è "fossile") erano resti di esseri viventi vissuti in tempi immemorabili, e che col tempo tramite dei particolari processi chimici si erano pietrificati. Quanto alla data, non ne fece accenno. Ma le dispute sull'età della terra si infiammarono; sorsero discussioni a non finire, vere e proprie liti, e ovviamente scontri con i creazionisti e la Chiesa tutta.
Quasi cento anni dopo, nel 1749 comparve un uomo audace, BUFFON, che ipotizzò che la Terra aveva 75.000 anni, e affermava che la vita vi era apparsa dopo 40.000 anni. La reazione del mondo degli studiosi conservatori fu quella di perdonare questa "buffoneria", affermando che si addiceva al nome che l'autore portava. Del resto anche lo stesso Voltaire, in una sua Storia del mondo, considera i fossili uno scherzo della natura e nel parlarne sorvola in gran fretta il tema.
Pochi anni dopo, nel 1795, uscirà l'opera di un filosofo, James UTTON , "Theory of the Earth" che alcuni indicano come il primo comprensivo trattato che possa propriamente essere considerato una sintesi geologica più che un opera filosofica o un esercizio di immaginazione. Ma Utton sorvolò pure lui (come Voltaire) di fare date; non si espose, affermò che le date non avevano molta importanza, e la tesi "mosaica" della non antichità della terra e dell'uomo poteva tranquillamente essere accettata; e chiuse l'argomento. Segna comunque un punto di non ritorno perchè ha esposto una quantità enorme di fatti e li ha interpretati in modo rigoroso, fedele ai suoi presupposti newtoniani. Ha insomma creato la scienza della geologia pur non occupandosi della formazione del mondo, cercando, devoto com' era, di sorvolare la questione. Precauzione insufficiente perchè fu comunque sottoposto ad attacchi feroci (KIRWAN, JAMESON, DELUC, ecc.) e fu presentato come un distruttore della religione e un diffusore di empietà. Lo stesso Rosseau polemizzò contro queste "filosofie ateistiche". Ma Utton lasciò un degno erede. Nel 1830 uscì  l'opera di LYDELL, "Principi di Geologia" , e con le prime ipotesi-rivelazioni sulla origine dei fossili si azzarda anche a formulare una datazione, mettendo così in discussione l'Età della Terra, la Bibbia e perfino la leggenda" del biblico Diluvio Universale Quello di Lydell era il secondo "botto" nell'ambiente scientifico, che seguiva il primo, quello molto attinente, di quattro anni prima, nel 1826 con WOHELER che aveva annunciato la sua sintesi organica gridando a destra e a manca che "la materia è la chimica , e la chimica è la vita"; oltre al botto provocò anche i "fuochi artificiali" di tutto il mondo accademico. Ovviamente Lui e Lydell misero a rumore anche quello ecclesiastico che seguitava caparbiamente a sostenere (e con loro tutti gli "scienziati" cattolici o a loro servizio) che i fossili pietrificati erano scherzi della natura, e che ogni scheletro di uomo o animale non poteva datare oltre il 4004 a.C. cioè dalla Creazione Biblica del mondo.

ANNO 1670

____ DIABETE - Senza l'insulina l'organismo umano non è in grado di utilizzare lo zucchero, che si accumula nel sangue e nelle urine, sintomo principale nella diagnosi del diabete. Normalmente è lo stesso pancreas a produrlo controllando l'utilizzazione dello zucchero, la sostanza energetica principale dell'organismo. Quando per molte ragioni questo controllo viene a mancare, iniziano a verificarsi i disturbi del diabete il primo dei quali è la tendenza a ingrassare. Già nell'antichità alcuni medici osservarono che l'urina delle persone che avevano la tendenza ad ingrassare, era dolce, mentre quella normale non lo era. Chi fece questi assaggi non lo sappiamo, ma era chiaro che avevano individuato le cause di cui soffre il diabetico, di non essere in grado di elaborare normalmente lo zucchero e questo si accumula o nel sangue o si riversa nelle urine. A tornare dopo quasi duemila anni su questi esperimenti e a confermare ciò che aveva osservato gli antichi nel 1670 fu il medico inglese Thomas Willis (1621-1675). Ovviamente comprese i sintomi ma non aveva ancora una cura specifica. Occorsero altre 300 anni prima di trovarne una, risolvendo il problema della deficienza di insulina nell'organismo. Senza l'insulina l'organismo umano non è in grado di utilizzare lo zucchero, che si accumula nel sangue e nelle urine, che è il sintomo principale nella diagnosi del diabete.
A isolare e a produrre questa sostanza (l'insulina) nel 1921 furono due medici canadesi - Fredrick Banting e il suo assistente Charles Best - estraendola dal pancreas del maiale o da altri animali. A Banting per questa scoperta nel 1923 gli fu assegnato il premio Nobel per la medicina e fisiologia. Gli studi proseguirono, soprattutto quando si riuscì a decifrare l'ordine preciso degli amminoacidi nell'intera molecola proteica. Fu il biochimico inglese, Frederick Sanger nel 1952 a utilizzare un metodo scrupoloso per dimostrare che la molecola dell'ormone proteico dell'insulina era formata da circa cinquanta amminoacidi distribuiti in due catene collegate, e a dimostrare l'esatto ordine degli amminoacidi che costituivano ciascuna catena. Per questa scoperta a Sanger gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica nel 1958. L'insulina grazie anche a queste ricerche fu poi realizzata anche sinteticamente. Oggi la continua somministrazione di questo farmaco regola nuovamente l'utilizzazione dello zucchero a molti pazienti malati di diabete.

ANNO 1671

____ SATELLITI DI SATURNO - Nel 1656 (vedi ) Christian Huygens oltre aver scoperto gli anelli di Saturno aveva individuato anche un satellite che aveva chiamato Titano e per quanto seguitò ad osservarlo